Si è chiusa con una medaglia d’argento l’avventura della coppia azzurra Coretti-Lafuenti di beach volley ai Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026. Un secondo posto arrivato al termine di una combattuta finale contro le olandesi Both e De Groot, decisa soltanto al tie-break.
Per l’Italia si tratta della seconda medaglia olimpica giovanile nella disciplina, dopo l’argento conquistato da Claudia Scampoli e Nicol Bertozzi nell’edizione di Buenos Aires 2018.
Un percorso quasi perfetto per il duo azzurro, formato da Margherita Coretti e Micol Lafuenti, allenato da Davide Chiappini, che avevano chiuso la fase a gironi a punteggio pieno, con tre successi per 2-0 contro Egitto, Giappone e Nigeria, per poi superare Paraguay agli ottavi, Argentina ai quarti e Svizzera in semifinale.
La sconfitta nell’ultimo atto non cancella dunque il cammino compiuto dalle due azzurrine, protagoniste di un torneo di altissimo livello e capaci di conquistare una prestigiosa medaglia d’argento nella quarta edizione estiva dei Giochi Olimpici Giovanili.
A fare un bilancio complessivo della spedizione azzurra a Dakar 2026 è Caterina De Marinis (Direttore Tecnico delle squadre nazionali femminili di beach volley): “Il risultato ottenuto ai Giochi Olimpici Giovanili da Coretti e Lafuenti è stato forse un po’ inaspettato, ma non del tutto. Avevamo puntato su queste atlete, anche se a livello giovanile non è mai scontato nulla ed è difficile fare pronostici. Questo risultato dà a tutti una grande spinta e mi auguro che possa dare un ulteriore impulso a tutto il movimento giovanile del beach volley italiano. Per Micol e Margherita è un’occasione per capire che possono realizzare i loro sogni sportivi anche attraverso il beach volley”.
Coretti e Lafuenti arrivavano a questo appuntamento dopo aver disputato gli Europei Under 18 e Under 20. Quanto è stato importante questo percorso internazionale per la loro crescita? “Abbiamo programmato il lavoro estivo in funzione di queste Olimpiadi Giovanili, facendo un percorso con le due atlete attraverso competizioni internazionali come la Wevza, gli Europei Under 18 e Under 20 e il Mondiale Under 18. In questo modo abbiamo dato loro l’opportunità non solo di allenarsi, ma anche di confrontarsi con le atlete più forti in contesti di livello internazionale. Questo aspetto, secondo me, è fondamentale per crescere attraverso il confronto diretto con realtà internazionali. Sicuramente è stato un elemento determinante per la loro crescita. Non avendo l’opportunità di poterle allenare durante l’inverno, ma soltanto nel periodo estivo, per loro si è trattato di un grande carico di lavoro, che hanno sostenuto egregiamente e con grande disponibilità”.
I risultati hanno dato ragione al progetto tecnico: “Su Coretti e Lafuenti ci abbiamo creduto subito. Micol ha grande talento, gioca a beach volley da anni e ci sarà sicuramente tanto lavoro da fare. Margherita ha una buonissima base tecnica e doti di altezza e statura non indifferenti: può crescere ancora. Punteremo sicuramente su questa coppia”.
Siamo al termine del 2026: qual è il bilancio complessivo che fai delle coppie giovanili? “Nell’estate 2026 abbiamo visionato diverse ragazze e abbiamo buoni profili per il nostro beach volley giovanile. Abbiamo spinto per la riapertura del Club Italia e la FIPAV è contenta di questo progetto. È molto importante per ragazze così giovani poter essere seguite durante tutto l’anno dai nostri tecnici. Sono queste le ragazze che, poi, arriveranno nella Nazionale Seniores di beach volley”.
“Sono felicissima per la medaglia conquistata – ha detto Micol Lafuenti – Siamo consapevoli dei nostri mezzi e potevamo, forse, anche vincere quella d’oro, ma in finale non abbiamo espresso il nostro miglior gioco e abbiamo perso solo al tie-break. Sono contentissima e orgogliosa del nostro percorso. Sempre forza Italia”.
“Sono contentissima di questo argento. Sono, però, un po’ amareggiata per il mancato primo posto, che ci è sfuggito davvero per poco. È stato un percorso lungo un’estate per arrivare a ottenere questo risultato, certamente con alti e bassi, ma ora ci godiamo il momento. Questa medaglia la dedico ai miei genitori e alla mia famiglia, che mi sostengono sempre ogni giorno per far sì che i miei sogni diventino realtà”, è l’analisi di Margherita Coretti.
(Fonte FIPAV)