Andrea Ippolito: "Se Reggio dovesse mantenere la categoria ne sarei davvero felice per il suo pubblico"

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Di Redazione

Dopo la decisione della Consulta di Legavolley di abbassare definitivamente la serranda della serie A2, è con il cuore in mano che il capitano del Volley Tricolore Andrea Ippolito vuole salutare il pubblico reggiano, attraverso l’intervista alla Gazzetta di Reggio.

La sua caratura tecnica e umana è nota ai tifosi che l’hanno visto militare per cinque anni in maglia giallorossa e che conoscono l’affetto sincero che la banda di Frascati nutre per la nostra città che lui stesso non esita a definire «una seconda casa».

«Il Covid 19 si sarà anche portato via le ultime tre giornate di campionato – dice – ma noi giocatori non dimentichiamo che il nostro pubblico ci è stato vicino ogni domenica nonostante i pessimi risultati e si merita davvero di essere salutato nel migliore dei modi».

Capitano, così però suona come un addio: ha già deciso qualcosa sul futuro? «In questo momento storico è impossibile pensare al futuro, non sappiamo nemmeno se ad agosto potremo riprendere la preparazione come di consueto. Il momento è delicato e le preoccupazioni per noi sportivi sono fortissime: parlare di ingaggi per il prossimo anno ad oggi purtroppo è impensabile, prima ogni società dovrà fare bene i suoi conti. Non tutte le realtà saranno in grado di garantire la continuità, ma di certo Reggio si muoverà in modo serio come ha sempre fatto».

Se la classifica finale fosse quella odierna, per il Volley Tricolore sarebbe retrocessione... «Che la stagione disputata sia da dimenticare non lo nascondiamo di certo, non l’abbiamo mai fatto, ma ci eravamo dati come obiettivo quello di chiudere con un trittico di partite ben giocate come l’ultima trasferta a Brescia e purtroppo non potremo farlo. È un peccato perché sarebbe stato importante per salvare il morale, così l’amaro in bocca è doppio».

Brescia, già, con il senno dipoi… «Con il senno di poi quell’8 marzo ci siamo esposti a un rischio enorme e per nulla necessario. Nessuno di noi voleva andare a giocare allora ma ci siamo adeguati alle decisioni della Lega, tanto più contro una squadra che poco prima in Coppa Italia aveva incontrato Bergamo. Per fortuna è andata bene. Adesso attendiamo le decisioni sulle modalità di chiusura del campionato, se Reggio dovesse mantenere la categoria ne sarei davvero felice per il suo pubblico perché lo merita davvero».

Da sciogliere anche il nodo stipendi. «Già e la decisione dovrà essere presa dall’alto in modo univoco per tutti. Anche questo è fonte di preoccupazione per noi del mestiere, di certo ci sarà da venirsi incontro per soddisfare entrambe le parti».

Sperava che rimanesse aperta l’ipotesi di ripartire a fine maggio? «Assolutamente no, avremmo dovuto rifare la preparazione da capo per giocare tre partite soltanto in un clima surreale, senza le dovute misure di sicurezza. Quella di interrompere è la scelta più giusta, nonché l’unica possibile».

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