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Marzari premia Cuevas al We Make Future Festival: il suo coraggio in un documentario

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L’abbraccio tra Alessandra Marzari e Alessandra Cuevas ha unito ancora una volta il mondo dello sport e quello dell’impegno contro la violenza di genere: la presidente di Vero Volley, da anni in prima linea sul fronte della responsabilità sociale, ha messo in luce sul main stage del We Make Future Festival a Bologna il percorso di Cuevas, fondatrice dell’associazione contro la violenza che porta il nome di sua madre, Teresa Buonocore.

Marzari e Cuevas sono state protagoniste di una premiazione che ha rappresentato una continuità con i valori di True Love Impact, l’evento promosso da Vero Volley all’Opiquad Arena di Monza per affrontare, insieme ad associazioni, scuole, istituzioni e terzo settore, temi come abusi, benessere psicologico e disagio sociale.

“Con il nostro festival abbiamo dato voce a coloro che si occupano di disagi – sottolinea la stessa Marzari -. La nostra è una visione dello sport al servizio della società e delle persone. Il mondo sportivo si deve prendere le sue responsabilità e noi, come Vero Volley, cerchiamo di farlo”.

La storia di Alessandra Cuevas e di Teresa Buonocore è stata raccontata anche nel documentario “Alessandra, il coraggio di una figlia” (disponibile QUI sui canali di Discovery Plus e Real Time): è il racconto della tenacia e della grande battaglia di due donne. Una è Teresa, l’altra è, appunto, sua figlia, Alessandra Cuevas, che aveva 9 anni quando insieme alla sorella subì degli abusi da parte di un vicino di casa. La madre, Teresa Buonocore, scelse di denunciare l’uomo e fu uccisa a colpi di pistola per mano di due sicari mandati dallo stesso autore degli abusi.

Dopo quei terribili fatti le ragazze furono aiutate dall’allora sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che prese a cuore la vicenda, destinando una casa e un sicuro posto di lavoro alla zia che prese in custodia le due minori. Tuttora, entrambe vivono a Salerno con la zia e con la nonna materna, una famiglia unita fatta di sole donne.

Ma è proprio da lei, da Alessandra e dalla sua forza d’animo straordinaria che parte la storia nel documentario. La bambina divenuta donna si è dimostrata tanto forte e determinata quanto Teresa. Ha tenuto duro con dignità e determinazione anche dopo l’omicidio della madre. “Alessandra, il coraggio di una figlia” racconta come si è evoluta e sviluppata la sua vita, con la sua quotidianità e con tutte le difficoltà che quotidianamente le si presentano. Come ha elaborato il tutto e, ancora di più, su come con grande responsabilità ha deciso di mettere a “disposizione” la sua esperienza perché nulla debba più ripetersi, aiutando le ragazze che purtroppo sono costrette a vivere le stesse esperienze, ad uscire dall’ombra, a non aver paura di denunciare, e a riscattarsi da ogni tipo di abuso e di violenza privata. Racconta lei e tutte le persone che le sono accanto e che con lei quotidianamente si adoperano nell’aiutarla a rifarsi una vita e ad ottenere giustizia.

Alessandra Cuevas ha spiegato il proprio impegno. Un impegno che si dispiega nelle scuole, nella società civile e con gesti concreti come l’istituzione di una borsa di studio in memoria della propria mamma Teresa: “Ogni volta che vado nelle scuole mi rendo conto che i ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati. A volte, con la crisi delle famiglie, i giovani possono perdere orientamento e il proprio baricentro”.

Il messaggio che Alessandra vuole trasmettere, su cui insiste nonostante la sua vicenda personale, è soprattutto l’importanza di denunciare ogni forma di abuso quale strumento essenziale per combattere la violenza.

Sotto, un video di presentazione tratto dalla pagina Facebook di Teresa Associazione Buonocore (QUI).

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