Aimone Alletti, il centrale nostalgico che approda a Verona per vincere

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Di Roberto Zucca

La dicotomia di questi ultimi giorni lo hanno reso partecipe di un annuncio importante, ovvero la vestizione della maglia della Calzedonia Verona per la stagione 2018/2019. Parallelamente il suo cuore ha vissuto l’emozione dell’addio a quella Piacenza di cui ancora non si conosce il destino e di cui lui ha parlato come una “certezza dannatamente facile in un momento di grande incertezza”

Alletti, il suo post ha avuto grande risonanza nell’ambiente.
“È stato pensato e scritto con l’emotività di una persona che sapeva ciò che stava lasciando. Piacenza è la mia città, (Alletti è originario di Codogno ndr), la città in cui ho scelto di vivere e nella quale ho giocato le mie ultime stagioni. È dura lasciarla e andare via. Ricordo gli anni in cui qui durante la A2 facevo il raccattapalle, così come ricordo la prima partita ufficiale con Piacenza in cui fui costretto a sedermi in tribuna perché eravamo quattro centrali nella rosa e non c’era spazio per tutti”.

Un percorso di crescita, che quest’anno è colmato in una stagione personale importante. Il suo miglior anno?
“Penso che lo scorso anno sia stato il migliore. Quest’anno è stato un anno di conferme a livello personale ed ora guardo al futuro con la voglia di proseguire il mio percorso di crescita”.

Il suo futuro si chiama Verona. Soddisfatto?
“Moltissimo. Mi hanno corteggiato tanto ed è stata una decisione presa a cuor leggero perché è una società seria, organizzata e dotata di un ottimo staff e di una struttura di alto livello. Mi allenerò con Grbic che ha vinto tanto ed avere un compagno di squadra come Birarelli sarà un enorme stimolo”.

È maturato in una società nella quale hanno militato Tencati, Fei, Papi e Zlatanov. Che rapporto si crea con questi personaggi?
“Di grande rispetto in campo e di grande stima dentro e fuori dal campo. Crescere con atleti che hanno fatto la storia di questo sport è stato molto stimolante. Condividere lo spogliatoio ti dà la dimensione della loro umiltà. Penso siano un grande esempio per coloro che si affacciano a questa disciplina, sempre e comunque”.

Verona sarà la prova della maturità. Spaventato?
“No assolutamente. Ci arriverò con la consapevolezza di volermi ritagliare un ruolo all’interno di un gruppo strutturato che ha voglia di fare ancora meglio rispetto alla scorsa stagione”.

Se non fosse diventato un pallavolista, è vero che sarebbe dovuto diventare un calciatore?
“Ho fatto quattro provini per il Piacenza Calcio. Le svelo un aneddoto: Petrelli quando mi prese a Cuneo mi disse che la ragione fu legata al fatto che ero un ottimo calciatore. Gambe veloci, altezza giusta. Per lui avevo le potenzialità per diventare un buon centrale”.

Si dice che i pallavolisti nel gioco di calcio non siano particolarmente portati.
“(ride ndr) Io penso di rovinare questa leggenda. A calcetto e anche a tennis faccio la mia discreta figura!”

Extra volley. Il suo presente è sempre costituito da sua moglie Leila e da Big Mike?
“Si, sempre. E adesso da novembre avremo una simpatica compagnia perché io e Leila aspettiamo una bambina. Siamo pronti ad allargare la famiglia”.

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