Mentre sui campi continuano a disputarsi i match del girone di andata di regular season della SuperLega e non solo, le società, i presidenti e i giocatori stessi scendono in campo, contemporaneamente, anche per un’altra partita, quella relativa alla riforma del calendario internazionale proposta dalla FIVB e contestata da più voci.
La campagna #NoClubsNoVolley lanciata dal presidente della Sir Susa Scai Perugia, Gino Sirci, sta raccogliendo sostegno, adesioni e consensi, e, quantomeno, ha avuto sicuramente il merito di accendere i riflettori su questo tema, anche al di là delle diverse posizioni degli attori coinvolti. Anche i giocatori stanno iniziando a prendere posizione, esprimendo le criticità che li riguardano in prima persona. Al termine del match tra Perugia e Cisterna, per esempio, il centrale Sebastian Solè e lo schiacciatore Filippo Lanza hanno riportato il loro parere sul tema.
Solè, che ha vestito la maglia della nazionale argentina per quindici anni, affiancando l’impegno in maglia albiceleste a quello nel club, ha una preoccupazione molto chiara: “Penso che bisognerebbe dividere gli impegni perché l’atleta ha bisogno di prepararsi, ma ha bisogno anche di recupero e un calendario così sarebbe impegnativo, ma soprattutto rischioso per la salute dei giocatori. Credo che la Federazione Internazionale dovrebbe ascoltare gli atleti che si stanno manifestando e anche le società, perché se gli atleti stanno prendendo posizione e stanno parlando, vuol dire che un problema reale c’è; se i presidenti e le società manifestano il loro disaccordo sulla possibile riforma, potrebbe essere il momento di ascoltarli soprattutto e pensare ad una soluzione e non pensare al beneficio proprio, ma studiare una soluzione insieme”.
Dello stesso parere anche l’ex schiacciatore di Perugia, nelle stagioni dal 2018 al 2020, Filippo Lanza, ora a Cisterna. Anche lui è stato un’autentica colonna della Nazionale Italiana, con cui ha collezionato oltre 160 presenze, sempre in parallelo al lavoro nel club: “Sicuramente come tutte le riforme c’è da conoscere bene qual è l’intento dell’FIVB rispetto ai club. Quello che a me sorprende molto è che non ci sia stato un rapporto diretto con i club, con le Leghe e con le Federazioni riguardo a questa riforma. Il progetto che hanno messo sul campo è impegnativo per tutti, non solo per i club, ma anche per i giocatori e per tutti quelli che si dovranno adattare, gli addetti ai lavori, chi collabora con la società, con le Federazioni… è un impegno grande e credo che ci sia bisogno di ascoltare, ascoltare la voce di chi tutto l’anno cerca di portare avanti delle realtà in città e manifestare il proprio desiderio di competere e di avere una pallavolo competitiva. Questo non è semplicemente un augurio, ma penso che sia un diritto da parte di tutti noi, tra i giocatori, tra i club questa cosa va portata all’attenzione di tutti e non solo decisa dall’alto”.
I due giocatori, entrambi di lunghissima esperienza sia nei club che nelle rispettive nazionali, esprimono forte preoccupazione per il futuro dell’intero movimento pallavolistico, ma sono d’accordo su un punto fondamentale: gli atleti possono fare qualcosa e possono far sentire la propria voce: “Certo! – sottolinea Solè – Io penso che innanzitutto è necessario che ci ascoltino, perché parte tutto da lì e penso che si possano chiarire le cose e trovare una soluzione perché alla fine spesso e volentieri la nostra salute viene anche messa in gioco e, poi, penso che se tutti quanti spingiamo, in senso buono, nel cercare una soluzione che sia corretta, la nostra voce dovrebbe far rumore perché siamo noi che offriamo lo spettacolo. Insieme a quello ci sono le società, che a noi danno lavoro e che ovviamente investono per far crescere un club e una città, ed è bello che vedere che anche le città danno il loro supporto. Se i club stanno manifestando che non sono d’accordo, bisogna ascoltare per risolverlo!“.
Filippo Lanza aggiunge una descrizione molto puntuale di quella che è la “filiera” della pallavolo: un insieme di persone e di figure professionali che, tutte unite, costituiscono una “catena” che garantisce il funzionamento dello spettacolo che il volley sa offrire: “Noi giocatori siamo un anello di una catena molto lunga che crea tutto lo spettacolo che riusciamo a vivere durante l’anno e durante l’estate, quindi, se questo piccolo pezzo di catena si rompe, tutto il sistema, poi, non regge e se ne perde tutti! Non si può semplicemente sostituire quell’anello con un altro giocatore o con un’altra realtà; l’importanza che abbiamo tutti noi in questo mondo va ascoltata, perciò i giocatori in primis, ma anche con l’aiuto e il sostegno di Leghe e Federazioni, che sono altrettanto importanti come enti per controbattere questo calendario che non è semplice e non è accettabile in questo modo”.
(Fonte comunicato stampa)