” La Federazione Internazionale ha ascoltato tutte le Leghe più importanti del mondo, Le federazioni ovviamente, ha ascoltato i giocatori, ha ascoltato gli allenatori. tutte queste componenti hanno detto che non va bene fare la sosta a dicembre e gennaio… e loro la fanno lo stesso. Lascio a voi trarre le conseguenze”. Con queste parole Massimo Righi, attuale Presidente del Consiglio di Amministrazione della Lega Pallavolo Serie A maschile, è intervenuto nel corso della prima puntata di questa stagione di After Hours – La Superlega di Notte rispondendo a diretta domanda sul tema dei calendari internazionali.
L’FIVB, come ormai noto da tempo, starebbe valutando, o per meglio dire, avrebbe intenzione di spostare d’inverno, tra dicembre e gennaio, le maggiori competizioni internazionali come Mondiali e Tornei Continentali. Una scelta che, sempre come raccontiamo da tempo, sarebbe mal digerita dai club.
Sono di questi giorni, ad esempio, le dichiarazioni al vetriolo rilasciate da Gino Sirci, Presidente della Sir Susa Scai Perugia, a L’Équipe. Nell’intervista Sirci ha definito la proposta “una decisione completamente folle”, sostenendo che l’interruzione dei campionati per circa due mesi penalizzerebbe le società, sia sul piano sportivo, sia su quello economico. “Si tratta di un declassamento del nostro campionato per club“. In più: “Questi due mesi di interruzione pesano direttamente sulle nostre tasche, perché ci privano del momento clou della stagione“. E ancora: “Se il signor Azevedo e il suo gruppo decideranno di imporre questo calendario, diventeranno tutti molto impopolari. Perché il club è una religione, un’identità”.
Un pensiero chiaro e legittimo, condiviso da tutti i club, non solo italiani, eppure, come ha spiegato Righi senza usare giri di parole, alla fine lamentarsi servirà a poco perché quello che decide l’FIVB alla fine si fa. Un potere assoluto, quello della Federazione Internazionale della Pallavolo, che sta imponendo a tutto il movimento decisioni e scelte a dir poco discutibili. E non ci riferiamo solo allo stravolgimento continuo delle regole di gioco.
Ad esempio non piace a nessuno la scelta di reinserire le Nazionali russe nei Ranking mondiali con lo stesso punteggio che avevano prima della loro sospensione a causa dell’invasione della Russia in Ucraina. Durante le finali dell’ultimo Europeo maschile a Milano sono stati tanti i pareri che abbiamo raccolto in questo senso. Il ct della Francia Andrea Giani, ad esempio, prima della finale aveva dichiarato: “Domani se noi perdiamo contro la Polonia perdiamo anche tanti punti nel ranking. Chi gioca vince e perde, prende o lascia punti. La Russia, invece, resta lì senza giocare. Possiamo discutere quanto vogliamo se questo sia giusto o sbagliato, ma tanto chi doveva decidere ha deciso di fare così”.
Ecco, si torna sempre lì. Quello che l’FIVB decide, si fa. E tutti zitti. Ma staranno davvero tutti zitti i club questa volta, o assisteremo per la prima volta anche a qualche forma di protesta, come dire, plateale?
Di Giuliano Bindoni
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