Dopo un primo set ben giocato, sembrava essere tutto sotto controllo nel campo azzurro, invece la Finlandia (o forse sarebbe più corretto dire tre giocatori finlandesi) sono riusciti palla dopo palla a togliere sicurezza alla nostra ricezione e al nostro muro, sgretolando pian piano le nostre certezze e facendoci implodere in un tie break drammatico.
E pensare che questa partita se la giocassimo 100 volte probabilmente la vinceremmo 99 volte, perché i valori in campo sono chiari, i centrali azzurri sono due livelli sopra a quelli finnici per esempio, ma quando la testa si inceppa, non si parla più di tecnica, tattica e forza fisica, e stavolta gli Azzurri non sono riusciti a ritrovarsi nel corso del match.
Forse hanno dato il match per vinto troppo presto, ma il grande numero di errori anche in situazioni facili è il termometro di un match che dopo i primi 40 minuti ci ha visto giocare con affanno, senza serenità e spesso lucidità, e anche l’immagine di capitan Giannelli durante un time out al tie break seduto in panchina mentre De Giorgi parla alla squadra a 3 metri di distanza è un segnale da non sottovalutare.
Tornando alla partita, si è avuta ancora una volta la dimostrazione di come il servizio possa essere determinante, basti pensare al secondo set in controllo degli azzurri e svoltato nel giro di 2-3 battute finlandesi. Si può parlare dei tanti errori in battuta, delle difficoltà in ricezione e del muro incapace per lunghi tratti di contenere Martilla e Jokela, ma resta forte la sensazione che il primo blocco sia stato mentale.
Peccato, perché a Milano sarebbe stato un bagno di folla immenso, con un palazzetto pieno, tre televisioni a trasmettere la diretta, un ottimo spot per un movimento sempre alla ricerca della definitiva consacrazione agli occhi dei grandi sponsor.
Ma veniamo alle pagelle di giornata, ricordandoci sempre e comunque che i nostri ragazzi sono campioni del mondo in carica, e un passo falso capita a tutti.
Giannelli: voto 6
Fino ad inizio terzo set palleggia bene, con la solita precisione, forzando tanto al centro e smarcando ottimamente i laterali. Poi qualcosa si spegne, al netto di una ricezione che fatica, rallenta il gioco e si dimentica dei centrali diventando scontato e agevolando le scelte del muro avversario. La girandola di cambi intorno a lui non lo aiuta a ritrovare il bandolo della matassa, peccato perché nelle gare precedenti era piaciuto davvero tanto.
Romanò: voto 6
Gioca un primo set pazzesco, e chiude comunque il match con un ottimo 63% in attacco, ma la sensazione è che dal secondo set in poi non spinga più come prima e nei momenti chiave non abbia quella lucida determinazione vista nei match precedenti. Anche l’atteggiamento in campo ne ha risentito dal terzo set, dove sembrava giocare “bloccato”.
Lavia: voto 5
Per lunghi tratti del match viene dimenticato e finisce ai margini della partita senza riuscire ad incidere sia in attacco che ricezione. Peccato perché sembrava in una forma mostruosa in questo europeo.
Bottolo: voto 5
Parte spingendo sull’acceleratore, con buoni colpi in attacco e la solita pipe alla brasiliana. Ma come in tutto l’Europeo non trova mai continuità sbagliando tanto e non trovando mai la spinta dai nove metri. La pressione del rientrante Michieletto in panchina ha avuto certamente un suo peso, ma lui è molto meno incisivo del Bottolo mondiale 2025.
Mati: voto 5,5
Per una volta fatica in attacco, ma a muro è perfetto e viene tolto un po’ troppo in fretta dal campo. Ha fatto un Europeo pazzesco, imponendosi a suon di attacchi, servizi e muri dove è bravissimo ad invadere con la mano interna. Peccato vederlo uscire a testa bassa da un Europeo giocato da campione.
Sanguinetti: voto 7
E’ indubbiamente il più positivo degli azzurri, giocando una partita attenta a muro e in attacco. Al servizio invece sbaglia tanto e non riesce mai a trovare quel break di cui invece avremmo estremo bisogno in alcuni momenti.
Balaso: voto 6
In difesa è ovunque, recuperando palloni importanti e provando a suonare la carica. In ricezione meglio delle ultime partite, ma subisce tre ace e alla lunga anche lui va spesso in tilt sulle folate finlandesi.
De Giorgi: voto 5
La squadra si blocca di colpo, e lui per una volta non riesce a trovare le soluzioni, proponendo una girandola di cambi che serve a poco. Tutti si aspettavano Michieletto in campo dopo i due set persi, anche qualcuno dei senatori in campo… Sarebbe interessante sapere perché non l’ha inserito al tie-break.
Di Paolo Cozzi
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