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Sconcertante: a ottobre partono i campionati e ancora non si conoscono le regole

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Nuova puntata di “Siamo su Scherzi a parte?”. Il settore arbitrale della pallavolo, nazionale e internazionale, ormai è nel pallone più totale e a farne le spese in primis sono gli arbitri stessi, messi sempre più in difficoltà da scelte discutibili e tafazziane che dall’alto piovono sulle loro teste. Il nuovo ‘bug’ che evidenziamo oggi, martedì 8 settembre, è rappresentato dal fatto che tra meno di un mese prenderanno il via i campionati di Serie A e ancora nessuno sa con quali regole si giocherà.

Non lo sanno gli arbitri (auguri). Non lo sanno le squadre (auguri anche a loro) che hanno iniziato la preparazione già da diverse settimane. Non lo sanno le Leghe. Tutti aspettano, tutti chiedono giornalmente lumi alla Federazione senza però ottenere risposte adeguate. Della serie, armatevi e partite. Dove? Non si sa. Come? Neppure. Alè!

A quanto ci è dato sapere, le uniche certezze ad oggi sarebbero il passaggio da 6 a 8 sostituzioni, l’impossibilità di chiamare un timeout dopo aver chiamato un videocheck e poco altro.

Come se non bastasse, non si sta capendo quali direttive stia dando l’FIVB agli arbitri internazionali su altre regole (QUI l’approfondimento) che si è scelto di applicare in via sperimentale durante l’estate delle Nazionali. Un esempio su tutti, il ‘controverso’ attacco a due mani.

In VNL si è fischiato la qualunque, fin anche i muri, mandando su tutte le furie allenatori del calibro di Guidetti, Lavarini, Santarelli, Ze Roberto, Velasco stesso, così come De Giorgi, Kiraly, Bernardinho, Grbic e chi più ne ha più ne metta.

Agli Europei femminili, invece, i fischietti non hanno fischiato più. A titolo di esempio, non saranno passati inosservati a noi italiani alcuni attacchi di seconda a due mani di Orro, così come certi pallonetti/appoggi spinti, sempre a due mani, di Egonu. Mai fischiati, mai sanzionati. Non vediamo l’ora di scoprire cosa accadrà all’Europeo maschile. Si preparino birre e pop corn e poi tutti pronti a scattare sulla poltrona come Leonardo DiCaprio in ‘C’era una volta a Hollywood’.

Scherzi a parte, è proprio il caso di dirlo e ribadirlo, serpeggia un certo nervosismo/malcontento tra gli allenatori di Serie A. E, come detto, la cosa non sta piacendo neanche agli stessi arbitri, che tra l’altro in questi giorni hanno ricevuto anche una (simpatica?) bozza informativa sui nuovi criteri di valutazione. Criteri che pare abbiano lasciato tutti a bocca aperta.

Attori protagonisti chiamati, insomma, a preparare una nuova stagione di alto livello senza sapere le regole del gioco. Precedenti analoghi in passato? Nessuno. Situazione sconcertante? A dir poco! Qualcuno preferisce l’aggettivo ‘scandalosa’? Ci può stare se consideriamo che la Serie A1 femminile scatterà il 3 ottobre e la Superlega il 18. Per dirla alla Velasco, in un timeout diventato ormai virale,… “Como è possibile questa cossa?”. Mistero della fede. O della Fede-razione. Fate un po’ voi.

Ad ogni modo nessuna reazione, nessuna presa di posizione, nessuna aperta polemica. Tutti si lamentano ma tutti accettano, subiscono, attendono passivamente. Leghe comprese, per quanto sollecitate dai club. Arbitri compresi, che forse farebbero bene a diventare associazione come nel calcio, organizzata con autonomia operativa e amministrativa in nome di quella indipendenza e terzietà che un settore tecnico come quello arbitrale dovrebbe avere.

Attenzione poi a gennaio/febbraio, quando l’FIVB potrebbe decidere quali di queste regole sperimentali confermare e quali no. A quel punto cosa si farà, si cambierà il regolamento a stagione di club in corso? Si ha una vaga idea di cosa questo comporterebbe?

Forse sarà il caso che dirigenti e staff di Serie A, così come gli stessi poveri arbitri, facciano ingenti scorte di valeriana. Abbiamo il forte sospetto che quest’anno, chi ne sarà sprovvisto, dormirà poco o nulla dopo le partite.

Di Giuliano Bindoni
(©Riproduzione riservata)

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