Italia-Turchia doveva essere e Italia-Turchia sarà la finale dell’Europeo femminile 2026 di pallavolo. Nella seconda semifinale in programma alla Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul (capienza di 16.500 spettatori) le Azzurre di Velasco hanno superato la Polonia di Lavarini per 3-1 (25-19, 25-19, 21-25, 25-16).
Una prestazione devastante a muro quella offerta dall’Italia, che ne ha stampati 7 nel primo set, 4 nel secondo, solo 1 nel terzo set perso e altri 6 nel quarto. Per il totale fate 18 contro 4. Altra chiave è stata la difesa: se con lucidità si doveva giocare, con lucidità si è giocato ai limiti della perfezione. In attacco, poi, Orro ha servito sì pochi palloni in posto 4 ad Antropova (14 punti) e Sylla (9 punti), ma ha però acceso sin da subito una Egonu (20 punti) che oggi ha spaccato una quantità industriale di palloni nei momenti cruciali con una ferocia impressionante. Prolifico anche il gioco al centro, tanto che Danesi e Fahr hanno chiuso rispettivamente con 13 e 9 punti.
Medaglia sicura, dunque, per la Nazionale femminile, e sarà la nona agli Europei. Sin qui, al collo, sono stati messi 3 ori (2007, 2009, 2021), 2 argenti (2001, 2005) e 3 bronzi (1989, 1999, 2019). La Turchia avrà dalla sua la spinta del pubblico, che sarà caldissimo, ma questa Italia vuole essere leggenda.

PRIMO SET
Buon inizio delle Azzurre: prima battuta, ace di Orro, a segno tre volte anche Egonu e le Azzurre volano subito sul +5 (7-2). Nella nostra metà campo si tocca a muro, si difende e si copre tantissimo, a dimostrazione che la tirata d’orecchie sulla lucidità è stata recepita in tempo zero. Va a referto anche Antropova con una diagonale stretta da altezza proibitiva. La Polonia prova a non farsi travolgere, recupera tre punti di svantaggio (11-9), ma per ora sembra soffrire gli attacchi, ma pure i muri, delle nostre attaccanti esterne. Egonu, di tocco felpato, ci riporta a distanza di sicurezza (14-9).
Orro arma al centro anche Danesi che abbatte Wenerska con una pallonata in testa. Altro contro break delle polacche (15-13), Velasco chiama timeout e poi si gioca il doppio cambio per la prima volta nel match. Stessa mossa anche per Lavarini, ma le sue vengono ricacciate ancora indietro (19-15). Tornano in campo Orro ed Egonu per il rush finale, murone di Danesi per il nuovo +5 (21-16), ma si continua a giocare ad elastico (21-18). Loro, però, non ci prendono mai in questo primo set, che chiudiamo a suon di muri di Egonu (9 punti per lei nel set) e la solita closer Sylla: 25-19 e Italia avanti uno a zero.

SECONDO SET
Egonu, a suon di bordate, mette ancora l’Italia in posizione di vantaggio a inizio del secondo set (4-1). Orro firma il +4 (9-5), poi ace della Polonia su Antropova, ma l’azzurra si rifà con gli interessi nell’azione seguente. Qualche nostra sbavatura a muro consente alla squadra di Lavarini di rimettersi in scia (10-9), Velasco ferma il gioco e spiega come porre rimedio, poi però Egonu si fa murare e le squadre sono per la prima volta in parità.
Qui, però, la reazione delle Azzurre è brutale (grazie anche al doppio cambio), timeout inevitabile di Lavarini sul 16-12. In uscita altro muro di Fahr e nuovo +5 Italia. Ma non è finita: Szczurowska spara dritto per dritto, monster block anche di Adigwe e le lunghezze di vantaggio diventano sette (19-12). Le polacche, ancora una volta, non ci stanno e provano a riaprire il set, ma nel finale torna in campo Egonu e non c’è scampo. In difesa tiriamo su l’impossibile, in attacco siamo implacabili: altro 25-19 e ora è solo un set a divide l’Italia dalla finale.

TERZO SET
Spalle al muro, le polacche provano a fare la voce grossa nel terzo set (3-7, 5-8), ma le riprendiamo ai 9. Se si mettesse in ritmo anche Antropova, per loro sarebbe notte fonda. A funzionare bene per Polonia sono ora proprio i posti 4, soprattutto Czyrnianska. Proprio un suo ace ci ricaccia indietro sul 10-15 costringendo Velasco a chiamare timeout. Un timeout gestito con calma olimpica dal ct argentino. Nelle difficoltà Orro si aggrappa sempre ad Egonu e sono sempre palle che finiscono in banca, ma c’è ugualmente da soffrire.
Le Azzurre si rifanno sotto (17-18), ma subiscono ancora la mano pesante di Szczurowska, che si è presa il posto di Stysiak e non lo ha più mollato. Le polacche intravedono il traguardo che consentirebbe loro di allungare il match (19-22, 19-24). L’Italia annulla due set-point con Antropova, attacco e servizio vincenti, poi però Szczurowska, sempre lei, tira un lungo linea devastante che chiude il conto (21-25).

QUARTO SET
Insomma, se nei primi due set Lavarini ha faticato non poco a trovare il giusto assetto, ora, con Szczurowska in posto 2 e gli attacchi delle bande, sembra avere tutte le carte in regola per giocarsela alla pari. L’Italia, però, mette subito il naso avanti a inizio quarto set (10-6), con Orro che in questo frangente alimenta la fiamma sempre accesa di Sylla. Dopo il passaggio a vuoto nel set precedente, le Azzurre ora tornano anche a murare con vigore. Timeout di Lavarini sul 14-9.
La forbice si allarga ancora, 16-9 con una diagonale di Egonu nel primo metro e mezzo! Il capitano di Milano sembra essere tornata a vestire i panni di Thor, e quando martella Paola in questo modo, non c’è difesa che tenga. Tocchiamo quota 20 con un chiodone piantato a terra da Sylla, a muro, sulla schiacciata di Szczurowska mentre loro sono ancora a 13. Una condanna. Velasco in panchina è una sfinge che non tradisce tensione alcuna. In campo nel finale è ancora grande Italia: Sylla dietro è un gatto, Fahr alza le barricate (due muri in fila), ci prendiamo il primo match-point (di nove) con un loro errore, chiudiamo al secondo tentativo con la piazzata al centro di capitan Danesi. Siamo in finale, siamo all’ennesimo appuntamento con la storia!

ITALIA-POLONIA 3-1
(25-19, 25-19, 21-25, 25-16)
[IN AGGIORNAMENTO]
Di Giuliano Bindoni
(©Riproduzione riservata)