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“Siamo su Scherzi a parte?” Ha suscitato forte imbarazzo l’incontro allenatori-Settore Arbitrale

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“Imbarazzante, inutile, una presa in giro”. E ancora “Sembrava di essere su Scherzi a parte”. Sono stati questi alcuni dei commenti più gettonati che abbiamo registrato da parte di tanti allenatori e dirigenti a una semplice domanda che abbiamo posto loro:“Come è andato l’incontro con gli arbitri?”. L’Incontro a cui facevamo riferimento era quello, consueto, che si è tenuto mercoledì 15 luglio, a margine del Volley Mercato di Bologna, tra Settore Nazionale Ufficiali di Gara (SNUG) e Dirigenti e Allenatori dei campionati maschili di Serie A.

Una brutta figura, l’ennesima ma crediamo non ultima, di un settore tecnico di grande importanza che non è gestito né rappresentato più da tecnici ma da manager/politici che quando chiamati a parlare di regole, situazioni di gioco, zone d’ombra regolamentari, casistiche e via discorrendo, vanno ovviamente in difficoltà. E in difficoltà, grossa difficoltà, si sono ritrovati, così ci è stato raccontato, sia Giuseppe De Mola, Responsabile Nazionale, sia Luigi Roccatto, Responsabile Tecnico, nel rispondere alle domande degli allenatori.

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Viene da chiedersi come sia possibile che una Federazione come la FIPAV che ha vinto un’Olimpiade affidandosi a uno staff tecnico di top players con tre tenori del calibro di Velasco, Barbolini e Bernardi, poi affidi i ruoli apicali del settore arbitrale a persone che nella vita hanno fatto tutt’altro, sicuramente in modo egregio e con ottimi risultati, non lo mettiamo in discussione, ma di certo non gli arbitri.

Come se in un ospedale si chiamasse un importante ingegnere idraulico ad operare al posto di un chirurgo vascolare. Tanto il principio dei vasi comunicanti è lo stesso.

De Mola e Roccatto sono stati mandati disarmati in prima linea senza neanche il supporto di Daniele Rapisarda, Referente CAN-A, la cui assenza rappresenta un’altra grave anomalia. Ai presenti sarebbe stato detto che sarebbe intervenuto da remoto, ma non è stato neanche così. Abbiamo cercato una spiegazione, l’abbiamo trovata dall’FIVB e ha del paradossale: Rapisarda mercoledì 15 luglio era stato designato al videocheck per la sfida di Belgrado di VNL tra Germania e Slovenia delle ore 13.00. Fatto curioso, per usare un eufemismo, il regolamento FIPAV vieta categoricamente che il Designatore degli arbitri sia un arbitro in attività (gli addetti al videocheck sono arbitri, non figure di altra categoria). Come si spiega questa cosa?!

Ricapitolando, a parlare con i più importanti dirigenti e allenatori di Serie A non è stato mandato nessuno in grado di fornire chiarimenti, certezze, spiegazioni esaurienti a professionisti ultracompetenti che invece sono usciti da questo incontro con più dubbi di quanti ne avessero prima di sedersi ad ascoltare.

Una grave mancanza di rispetto da parte di una Federazione come la FIPAV nei confronti di tutte quelle società che ogni anno, tra Lega maschile e Lega femminile, sommando tutti e cinque i campionati di Serie A, versano in totale oltre 2 milioni di euro in tasse gara. Da quello che ci raccontano gli arbitri, costretti, tanto per dirne una, a viaggi di andata e ritorno in giornata quando vanno ad arbitrare in Serie A, e sottolineiamo ‘Serie A’, non si capisce bene come vengano utilizzati questi due milioni e rotti di euro.

Ma c’è anche dell’altro. A far sobbalzare tutti dalle sedie, infatti, è stata un’altra questione. Gli alti dirigenti del SNUG, infatti, hanno riportato agli allenatori che l’FIVB ha invitato le Federazioni Nazionali a cominciare i campionati adottando le nuove regole ‘sperimentali’ che si stanno ‘testando’ questa estate con le Nazionali, salvo poi mettere in conto che a gennaio, dopo attente valutazioni (quanti mesi servono a fare queste attente valutazioni?), verrà deciso definitivamente quali di queste mantenere e quali no.

Scenario kafkiano confermato poi il giorno dopo, durante la presentazione dei Calendari, dall’AD della Lega Volley maschile Fabio Fistetto: “Nel prossimo campionato pare che entrino in vigore già delle nuove regole del gioco che la Federazione Internazionale sta sperimentando in VNL, e poi lo farà all’Europeo. È probabile che la Federazione al termine di questa sperimentazione proceda con il recepire alcune di queste regole facendole entrare in vigore già da questa stagione sportiva. Cosa che ovviamente comporterà da parte di tutti una particolare attenzione perché alcune di queste regole prestano il fianco a qualche margine di discrezionalità che, collaborando con la classe arbitrale, dovremo cercare di ridurre al minimo”. Già così si capisce che ne vedremo delle belle…

Nello specifico, cosa vuol dire però questo? Che fino a Capodanno si giocheranno campionati dove gli attacchi a due mani saranno fischiati, poi magari di nuovo liberi tutti? Oppure si inizia con 8 sostituzioni, cosa che tatticamente rappresenta una rivoluzione non da poco, e poi si torna a farne 6? O ancora si permetterà magari agli allenatori di parlare al primo arbitro poi, se questa cosa non piacerà più, da gennaio voleranno i cartellini? Ma siamo davvero su ‘Scherzi a parte’?

Al netto del fatto che alcune di queste regole che si stanno testando possano essere cosa buona e giusta per la pallavolo, è altrettanto evidente quanto non si possa stravolgere un regolamento ogni benedetta estate. Serve chiarezza, serve uniformità, e a una certa… servirebbe anche mettere un punto rimettendo il gioco della pallavolo al centro e tutto il resto un po’ più in là. Qui invece la pezza è sistematicamente peggio del buco.

Sono anni ormai che vediamo Federazioni che scelgono di applicare A, B e C e altre che scelgono di applicare D, E ed F. Molto apprezzato dai colleghi allenatori, in questo senso, è stato ad esempio l’intervento di Gianpaolo Medei, coach della Lube Civitanova, che durante questo surreale incontro con il SNUG ha sollevato la questione della chiamata del videocheck a fine azione. In ambito internazionale questo viene applicato ormai da tempo, nei campionati italiani invece no, bisogna interrompere subito l’azione altrimenti non si può tornare indietro ma solo ‘revisionare’ l’azione che ha concluso il gioco. E così, purtroppo, pare continuerà ad essere. Nonostante Medei abbia provato a spiegare che in Polonia la chiamata del videocheck a fine azione abbia ridotto enormemente le polemiche, la risposta che gli è stata data è che si perde troppo tempo. Evidentemente i tanti casi ‘contestati’ registrati la scorsa stagione in Superlega non hanno prodotto alcuna riflessione in seno al SNUG.

Viene da chiedersi a questo punto quali siano le riflessioni che si fanno in seno allo SNUG se a discutere di regolamenti e di gioco della pallavolo, con rispetto parlando, sono gli stessi alti dirigenti che mercoledì 15 luglio hanno fatto uscire gli allenatori di Serie A con le mani nei capelli.

Forse è giunto il momento che almeno le Leghe, in virtù di quei 2 milioni e rotti pagati in tasse gara dalle loro società, inizino a pretendere un trattamento più adeguato. Se serve, dotandosi anche di una figura professionale autorevole che mastichi la materia, la difenda e la discuta su certi tavoli di confronto. La misura ormai è colma, nasconderlo sta diventando impossibile.

Gli interessi economici in gioco sono tanti e sono altissimi. Le società chiedono sempre maggiore visibilità, le Leghe cercano nuovi mercati internazionali. Siamo da anni il movimento di punta della pallavolo mondiale per risultati ottenuti con le Nazionali e con i Club. Bisogna che la Federazione capisca una volta e per tutte che la qualità dell’arbitraggio deve essere adeguata alla qualità del gioco espresso dai nostri massimi campionati.

Di Giuliano Bindoni
(© Riproduzione riservata)

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