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Velasco lo sperimentatore: la scommessa Antropova sarà vincente, ma anche dolosa per qualcuno

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Quale sapore rimane in bocca dopo questa prima settimana di VNL della Nazionale femminile di pallavolo più forte del mondo e della storia? Ce lo chiediamo mentre scriviamo questo articolo con l’orologio che segna la mezzanotte e abbiamo ancora negli occhi la gioia dei 10mila brasiliani della Nilson Nelson Arena di Brasilia in festa come se avessero vinto un Mondiale. E invece… Invece hanno solo interrotto una striscia di 39 vittorie consecutive che l’Italia di Velasco aveva inanellato proprio dopo un’altra sconfitta contro le verdeoro. Sconfitta che risaliva alla week 2 a Macao della VNL del 2024. Di fatto due anni, su per giù, di imbattibilità.

‘ATTAPIRATE’ PER IL RECORD?
Ci chiediamo come l’avranno presa le titolari, qualcuna già al lavoro al Pavesi, qualcun altra ancora in vacanza per scelta condivisa con il ct. Saranno ‘attipirate’ o saranno orgogliose di questo gruppo giovane, esordiente, ‘sperimentale’ che ha chiuso con un bilancio di tre vittorie, una sconfitta e 10 punti in classifica?

Crediamo, alla fine, entrambe le cose. E ci può anche stare, tutto sommato. 39 vittorie consecutive sono un record difficile da costruire, ancor di più da battere, ma l’Italia questa striscia incredibile avrebbe potuto allungarla ancora, restando nel Guinness dei primati per chissà quanto tempo, quante generazioni. Resta il fatto che nella storia ci si entra con le vittorie, le medaglie d’oro e le coppe, e noi in quel senso siamo già messi bene e lavoriamo per fare ancora meglio.

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IL CORAGGIO DI SPERIMENTARE
Lavoro è una parola, un concetto, una filosofia, ma anche talvolta un atto di coraggio quando si sperimenta come ha deciso di fare questa estate, sin da subito, Julio Velasco. Perché al netto di campionati corti, e tante altre difficoltà che raccontiamo da tempo, le società italiane di Serie A1 e Serie A2 continuano comunque, e gliene va dato atto e merito, a coltivare, formare e lanciare talenti. Vestirle d’azzurro, però, non è per forza un atto dovuto, soprattutto in questa epoca gloriosa.

Non siamo certi che lo avrebbero fatto in tanti. La tentazione di spremere un gruppo di fenomeni fino all’ultima goccia per inseguire record, risultati e gloria sarebbe stato enorme, ma Velasco ancora una volta ci ha portati tutti a scuola. Un uomo di 74 anni, che è già leggenda, continua imperterrito a ragionare e programmare con almeno due anni d’anticipo su tutto e tutti.

VELASCO? SCONFITTO… MA FELICE
E statene certi, qualche ora fa a ridere sotto i baffi (che non ha) sarà stato più lui dei 10mila brasiliani che godevano per averci sporcato il record, e il motivo è molto semplice: Velasco ha perso contro un Brasile a cui mancava solo Gabi giocandosela, e quasi vincendola, con un’Italia che di titolari aveva solo il libero, Fersino, per di più nuovo e titolare per la prima volta adesso.

Forse due, volendo immaginare che Antropova da schiacciatrice sarà titolare anche nella formazione delle stelle, eppure anche in questo caso, al netto del valore assoluto della giocatrice, stiamo parlando di un opposto che a questi livelli si è ‘testato’ in posto 4 per la prima volta proprio nel corso di questa settimana.

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DI GIOVANI E FORTI COSI’… NON CE L’HA NESSUNO
Non solo. C’è da ridere sotto i baffi, insieme a Velasco, nel constatare che al centro, dietro Danesi e Fahr, abbiamo Nwakalor, Manfredini e Meli, tre ragazze che queste prime gare di VNL se lo sono sbranate, sempre con il sorriso e sempre con la giusta determinazione, prontezza, sfrontatezza. Linda (Nwakalor), 23 anni, ha chiuso con 15 punti in attacco, 13 a muro e 2 ace. L’altra Linda (Manfredini), 20 anni, ha chiuso con 19 attacchi vincenti (e tante fast!), un muro e un ace. Denise, 25 anni, con 10 attacchi vincenti e 6 muri.

Passiamo poi a Scola (24 anni). Perché Velasco ha convocato lei e non Eze? Se lo saranno chiesto in molti, la risposta l’ha fornita Francesca sul campo. Chi l’ha vista giocare, l’ha vista entrare sempre col piglio giusto e la concentrazione massima, alzando sempre con precisione e leggendo il gioco con sorprendente disinvoltura. Chi l’ha vista allenarsi, e ci riferiamo proprio a Velasco e ai collegiali pre VNL, si è lasciato positivamente impressionare dalla serietà, dalla professionalità, dalla disponibilità, dalla perfetta forma fisica e dal giusto atteggiamento. Cose che il ct premia sempre, e lo ha fatto senza pensarci due volte anche in questo caso.

Infine le due opposte, Adigwe e DIop, 19 anni la prima e 24 la seconda. Non a caso giocatrice di Conegliano la prima e, dalla prossima stagione, vice di Egonu a Milano la seconda. Due forze della natura, due bracci armati dotati di fisico, potenza, tecnica e anche in questo caso del giusto atteggiamento, quello che ti permette di entrare in campo e accenderti all’istante. Anche loro sono piaciute moltissimo a tutti noi, di sicuro molto meno ai nostri avversari…

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ANTROPOVA SCHIACCIATRICE, NE VALE LA PENA?
Concludiamo poi con Antropova, e qui, lo diciamo subito, il discorso si fa complesso. A convincere Velasco che questa sia la strada da perseguire non saranno stati tanto i numeri in attacco (39 punti su 46 totali) e ricezione (per ora neanche li abbiamo guardati) di Kate nelle tre partite su quattro che ha giocato, quanto l’alto rendimento di Adigwe che ha dato garanzie di poter ricoprire tranquillamente il ruolo di vice Egonu in posto 2.

Certo di questo, ora il ct lavorerà ancora di più affinché Kate si trasformi in una banda titolare in grado di garantire soprattutto punti (tanti) da quella casella. La ricezione, grazie anche alle otto sostituzioni, è un falso problema, per quanto i fotografi in questi giorni si siano concentrati a immortalarla nell’atto del bagher e qualcun altro si sia divertito, magari, a commentare ogni ace subito. Antropova la sua sfida la dovrà vincere imparando ad attaccare con la mano che ora è interna, a saltare con piedi a posto per la pipe, a murare da posto 4, e ancora a rigiocare, coprire, difendere sulle diagonali avversarie, persino alzare quando necessario. Tutte cose per nulla banali e per nulla scontate e immediate da apprendere e fare proprie.

Ma si gioca tutto qui. Se prendi una come Antropova, 202 cm d’altezza, e la metti a fare la banda, lo fai nella speranza che schiacci sopra il muro avversario come fa Markova, non certo per farne una giocatrice da usare nel giro dietro…!

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UNA SCOMMESSA DA VINCERE, UNA DECISIONE SOFFERTA DA PRENDERE
Ad ogni modo, siamo portati a credere che la scommessa sarà vinta, ma questo porterà inevitabilmente, inesorabilmente, a una scelta difficile, dolorosa, sofferta, perché qualcuna perderà il suo posto in Nazionale. La logica porta a pensare che a fare reparto con Antropova sarà Sylla, reduce da una stagione brillantissima al Galatasaray. Giocatrice dalla personalità unica e travolgente, in seconda linea è sempre stata un gatto. Quando criticata per la sua efficacia in attacco, poi, ha sempre risposto sul campo mettendo a terra regolarmente tutte le palle che più scottavano da vera leader.

Restano allora Nervini, Giovannini, Omoruyi. Tre per due posti. Tre giocatrici con caratteristiche differenti, e forse sarà proprio questo a determinare la scelta finale, soprattutto in ottica Europeo nel breve, e Olimpica guardando un po’ più in là. Più attaccante? Più ricettore? Di cosa avrà bisogna dalla panchina questa Nazionale 2.0?

Il cantiere resta aperto, abbiamo ancora quasi due mesi per restare aggrappati alla recinzione e goderci questo work in progress. Le statistiche, i numeri, cosa ha funzionato e cosa eventualmente no, lo analizzeremo in seguito, alla fine. Nel frattempo, come sempre, Forza Azzurre!

Di Giuliano Bindoni
(©Riproduzione riservata)

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