Nell’anno della grande presa di coscienza, come lo stiamo definendo da tempo, sulla questione calendari, ovvero le stagioni infinite e senza soste della pallavolo, con giocatori e giocatrici (non tutti, ma quelli che giocano anche in Nazionale) ‘spremuti’ al punto tale da rischiare infortuni gravi e sempre più frequenti, in molti stanno puntando il dito contro la Volleyball Nations League.
Lo fanno soprattutto i club, ovviamente, per i quali i giocatori sono un patrimonio, un investimento e anche una spesa extra budget quando tornano infortunati proprio dalla lunga estate in nazionale. Oltre a questo, dettaglio non di poco conto, le società lamentano anche una ‘finestra’ dedicata ai campionati sin troppo corta che non genera gli adeguati ritorni/ricavi a fronte dei grandi investimenti che vengono sostenuti ogni anno. Cosa che allontana e disincanta tanti sponsor e altri potenziali investitori di cui la pallavolo di club sia maschile che femminile avrebbe un gran bisogno. E diciamolo, meriterebbe di avere. Soprattutto in quei Paesi, come l’Italia, dove i club non sono sostenuti da imprese/gruppi bancari statali come avviene ad esempio in Turchia e Russia.

In estrema sintesi, la VNL è considerata un di più di cui si potrebbe, o dovrebbe, fare volentieri a meno, con le nazionali che dovrebbero giocare solo i tornei canonici, quindi qualificazioni olimpiche, Campionati continentali e Mondiali. Senza VNL, le stagioni dei club si allungherebbero aumentando così la loro visibilità, e non solo. Più visibilità significa essere più appetibili da un punto di vista commerciale, significa maggiori entrate, significa essere più sostenibili e ‘solidi’ dal punto di vista economico, significa avere maggiori risorse per strutturarsi di più e meglio. Significa anche dotarsi di un calendario meno fitto, riempire di più i palazzetti evitando i turni infrasettimanali, creare magari nuovi eventi di grande appeal come ad esempio l’All Star Game, soprattutto significa limitare gli infortuni dei protagonisti in campo. Meno infortuni e giocatori più ‘freschi’ garantirebbero anche uno spettacolo maggiore e un livello di competitività più alto nelle fasi finali e cruciali dei campionati.

Eppure… Eppure, a ben guardare, questa VNL tante cose buone per l’intero movimento pallavolistico le ha fatte e continua a farle. Da quando l’FIVB l’ha introdotto nel 2018, ogni anno questo torneo ha presentato o sperimentato qualcosa di nuovo, diventando il grande laboratorio avanzato di questo sport. Una sorta di Expo, se volete, o di Formula1 inteso come campionato che porta in pista il livello di sviluppo tecnico e ingegneristico più elevato di tutto il panorama del Motorsport.
Il vero grande cambio di passo si è avuto a partire dall’estate 2022 con l’introduzione di un nuovo formato dinamico che ha ridotto gli spostamenti e previsto settimane alterne di competizione tra maschile e femminile, consentendo maggiori periodi di recupero tra le pool. Nel 2023, tra le altre cose, è stato cambiato radicalmente il layout del campo con effetto simil-parquet, la zona di servizio è stata delimitata da una fascia blu, con il resto del fondo blu e scritte bianche e sono state riposizionate anche le panchine spostandole dietro la postazione del primo arbitro e a favore di telecamera. Nell’edizione 2024 si sono registrati importanti avanzamenti tecnologici, tra cui l’implementazione del sistema automatico di rilevamento palla in/palla out; un ulteriore sviluppo degli elementi grafici (GFX), tra cui Win Prediction e classifiche VNL; oltre all’introduzione del Champions Badge per celebrare i campioni in carica e il lancio del gioco VNL Fantasy, che consente ai fan di mettersi nei panni dei team manager e interagire maggiormente con la competizione. Nel 2025 c’è stata invece l’espansione della competizione a 18 squadre, è stato introdotto l’Autograph Alley, con momenti dedicati all’incontro tra fan e atleti dopo le partite, tra foto e autografi; sono state cambiate le cerimonie di premiazione con Volleyball Legends a consegnare i premi ai campioni in carica, in una celebrazione di eredità, unità e del Global Volleyball Movement ed è cambiato anche lo stesso trofeo della VNL.

Tantissime, ancora, saranno le novità che verranno introdotte in questa edizione 2026:
• Introduzione di Cue Live in tutti gli eventi VNL, per favorire il coinvolgimento digitale in tempo reale, la partecipazione del pubblico e una raccolta dati più avanzata.
• Introduzione di spettacoli luminosi interattivi per migliorare l’esperienza all’interno dell’arena.
• Lancio di Sonic Speed, un nuovo “Big Moment” dedicato alle battute più veloci della pallavolo.
• Accesso per MC e commentatori a una piattaforma di statistiche live per valorizzare record, milestone e traguardi storici in tempo reale.
• Maggiore localizzazione dei contenuti LED all’interno delle venue per connettersi meglio con i fan nei diversi mercati ospitanti.
• Lancio di VNL Open Court, un nuovo format di coinvolgimento che avvicina atleti e fan in un contesto più informale, con conversazioni live, sessioni Q&A e momenti di storytelling.
• Introduzione del VNL Legacy Court in collaborazione con la Volleyball Foundation: un’iniziativa a impatto sociale che prevede la creazione di campi da pallavolo permanenti e progetti grassroots nelle città ospitanti.
• Introduzione del Remote Video Challenge System Hub, per migliorare la coerenza arbitrale, l’efficienza operativa e la sostenibilità attraverso la centralizzazione delle revisioni video.
• Lancio della partnership merchandising VNL x Decathlon e del design ufficiale del pallone da gara Mikasa VNL.
• Introduzione del nuovo sistema di votazione MVP da parte dei fan tramite la VNL Fantasy League, disponibile sull’app VBTV.

Tutto questo per dire che la VNL, piaccia o no, ha forse contribuito più di qualunque altra manifestazione ad aumentare la visibilità delle squadre nazionali e degli atleti ben oltre le tradizionali finestre degli eventi, portando la competizione nelle città ospitanti di tutto il mondo ed espandendo la distribuzione internazionale nei mercati chiave, creando molte più occasioni per i fan di entrare in contatto con questo sport.
Lo dicono anche i numeri. Dalla creazione di Volleyball World nel 2021, l’audience della VNL è cresciuta del 30% (2021–2025), con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 7%. La partecipazione del pubblico continua a crescere in modo significativo, con un aumento complessivo del 21% nel 2025 rispetto al 2024, mentre la media di spettatori per evento è aumentata di quasi il 10% negli ultimi tre anni. L’engagement digitale continua ad accelerare: la VNL 2025 ha generato 818 milioni di minuti di visualizzazione su VBTV, rispetto ai 291 milioni del 2024, con una crescita del 181% anno su anno. In più, udite udite, piace, e molto, anche agli stessi giocatori con una media che si attesta costantemente alta (8,2/10) nelle survey annuali dedicate alla loro esperienza.
In conclusione, abolire, cancellare, fare a meno della Volleyball Nations League oggi rappresenterebbe forse un clamoroso autogol per l’intero movimento della pallavolo, ma concluso questo quadriennio olimpico qualcosa dovrà cambiare e a qualcosa si dovrà rinunciare. I club vanno tutelati perché sono la base su cui regge tutta la piramide e in questo momento i club sono in difficoltà. Le Leghe hanno tutte le ragioni nel chiedere maggiore spazio, inteso come tempo di durata dei loro campionati, e vanno accontentate. Per farlo l’unica soluzione sarebbe quella, quantomeno, di ridurre la durata della VNL, che quest’anno inizierà il 3 giugno e si concluderà il 2 agosto.

Un’idea, magari, potrebbe essere quella di aumentare da 18 a 20 squadre nazionali, dividendole però in due tornei distinti, un po’ come avviene nella UEFA Nations League di calcio (lì i tornei sono addirittura quattro). Nel caso della pallavolo avremmo un Torneo A con le migliori 10 del ranking mondiale e un Torneo B con le altre 10, mantenendo ovviamente le fasi finali a eliminazione diretta così come una o due promozioni/retrocessioni.
Accadrà mai? Lo scopriremo dopo Los Angeles 2028. Intanto mettiamoci comodi e godiamoci questi due mesi di VNL scoprendo che impatto avranno le novità di quest’anno di cui sopra. Oltre, se non soprattutto, le nuove regole di gioco FIVB che saranno testate proprio a partire da questa Volleyball Nations League: dalle rotazioni in ricezione alle sostituzioni, dalla composizione dei roster con la scelta dei liberi fino a un’ora prima della gara alla palla che potrà toccare il soffitto (a patto di restare nella stessa metà del campo), da un chiaro irrigidimento sull’attacco a due mani (finalmente, si potrebbe aggiungere!) al cambio di protocollo di riscaldamento per il servizio fino a una nuova regolamentazione per l’uso del fischietto da parte dell’arbitro e altro ancora.
Di Giuliano Bindoni
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