La notizia di mercato che sta catalizzando l’attenzione in Italia in questi giorni è la decisione di Alberto Giuliani di lasciare Modena, nonostante un contratto prolungato a inizio di questa stagione fino al 2028. In un primo momento sembrava fosse il Fenerbahce la nuova destinazione del tecnico marchigiano, e invece no. Già lo scorso weekend erano iniziate a circolare voci insistenti di un ritorno in Grecia, rilanciate poi oggi da alcune testate elleniche.
GIULIANI ALL’OLYMPIAKOS
Notizia che abbiamo verificato in queste ore scoprendo che Giuliani potrebbe addirittura aver già raggiunto l’accordo con l’Olympiacos che gli avrebbe offerto un importante biennale. Il club greco dovrebbe riconoscere a Modena anche una sorta di buy-out, ma al momento non si ha certezza se questo accordo sia stato già raggiunto tra i due club o ci sia distanza tra domanda e offerta. Una squadra e una piazza, comunque, che Giuliani conosce molto bene avendo allenato l’Olympiakos nella stagione 2022-23 guidandolo alla conquista del campionato e della Challenge Cup.
PERCHÈ GIULIANI LASCIA MODENA?
Quale che sia la nuova destinazione di Alberto Giuliani, non si comprende quali possano essere state le ragioni che lo hanno spinto a lasciare una piazza importante come Modena dopo una stagione comunque positiva, fatto salvo l’uscita dai Playoff, e un contratto, come detto, fresco di prolungamento a testimonianza di un progetto a lungo termine che avrebbe dovuto vederlo protagonista, forte della fiducia della società. È venuta meno improvvisamente questa fiducia? O forse Giuliani non era più disposto a fare i conti con la pressione costante di una piazza notoriamente esigente?
IL TOTO SOSTITUTO
Com’è, come non è, a Modena è scoppiato ovviamente il toto allenatore. Ogni giorno spunta un nuovo candidato forte, sin qui sono stati spesi i nomi di Gardini, Anastasi, Tubertini, Cuttini. Ma la riflessione che sta portando avanti la società dovrà inevitabilmente tenere conto di due fattori.
Primo: quello alla base del progetto di rilancio dei gialloblu è un roster costruito con giovani di grande prospettiva da far crescere prima individualmente, poi valorizzare e poi trasformare in un gruppo vincente. Nei giusti tempi, senza frenesie, ma comunque alla giusta velocità. Nonostante alcuni nomi siano già affermati e protagonisti nelle rispettive nazionali, restano ragazzi appena ventenni con ancora enormi margini di miglioramento.
Secondo: Modena, come detto, è piazza competente ed esigente, forse più di chiunque altra. Lì la pressione la si avverte dal parcheggio del PalaPanini. Chi allena Modena dovrà avere gli anticorpi con gli steroidi a questo tipo di ambiente, clima, situazione.
UN NOME A SORPRESA?
Non a caso, e sottolineiamo ‘non a caso’, una grande firma, un grande tifoso e un profondo conoscitore della piazza, dell’ambiente e di certe dinamiche come Leo Turrini nell’ultima puntata di Palla Avvelenata ha speso il nome di Vincenzo Di Pinto, allenatore uscito dai radar nelle ultime stagioni solo per realizzare un grande progetto imprenditoriale a Bari e prontissimo, nel caso, per rimettersi in gioco. Soprattutto, un nome speso da Turrini quasi per mandare un messaggio alla sua squadra del cuore: ‘serve un grande Mago per far performare al meglio i giovani che avete e un uomo che la pressione è abituato a mangiarsela a colazione con la stessa disinvoltura con la quale un bambino mangia latte e biscotti prima di andare a scuola’.
Il roster di Modena è una Ferrari da lanciare in pista. Trovare qualcuno munito di patente è una cosa, trovare un pilota è un’altra. Da quelle parti la differenza la conoscono molto bene.
Di Giuliano Bindoni
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