Il presidente della Lega Pallavolo Serie A Femminile, Mauro Fabris, è intervenuto in qualità di ospite a Effetto Volley, il programma di approfondimento pallavolistico di Sport Web Sicilia.
Diversi i temi trattati, partendo dalla Finale Scudetto fino ad arrivare alla sfida con la Turchia e ai rapporti con la Fipav (tra cui la discussa imposizione del Club Italia nel campionato di Serie A2: leggi QUI per saperne di più), rispondendo alle domande del giornalista Domenico Abbriano e agli ospiti Ottavio Lontri e Giovanni Maccotta.
Ecco le parole di Mauro Fabris.
La Finale Scudetto e la competizione con la lega turca
“Grande e giusta Finale Scudetto tra Conegliano e Milano, Gara1 l’ha dimostrato: spettacolo doveva essere e spettacolo è stato e sarà. Anche questa stagione ha fatto vedere la forza del nostro Campionato. Di tutti i Club, non di pochi. In semifinale sono state eliminate le campionesse del mondo di Scandicci e un’altra squadra di qualità come Novara, per non parlare precedentemente di Chieri, finalista di CEV Cup, e Vallefoglia, vincitrice della Challenge. La Turchia? Bella sfida, ma è un altro mondo. Attrattivo dal punto di vista economico, ma noi siamo su un’altra dimensione. Loro la vivono e la mantengono con un sistema di polisportive che esaltano ruoli e dimensioni “politiche”, di appartenenza e nazionalistiche. Hanno incentivi fiscali e non solo dallo Stato. Basket, calcio, volley, ping-pong, cambia poco per quei club. Noi abbiamo una storia e una cultura pallavolistica al femminile diversa. Unica. Ma siamo anche un ecosistema completo. È un po’ come il ‘Made in Italy’: lo puoi solo copiare o comprare. Non produrre. Non è un caso, ad esempio, che tutti gli allenatori delle finali europee, anche di squadre straniere, siano italiani, come l’allenatore della Nazionale turca. Possono sicuramente pagare le giocatrici meglio di noi, ma non hanno un modello strutturato come il nostro, costruito dal basso e in cui tutte le giocatrici della Nazionale vengono formate e cresciute da noi. Qualche italiana, qualche stella è partita, qualcun’altra ci andrà, altre sono già ritornate e altre ancora rimarranno sempre. Perché siamo il Campionato più bello del mondo. Tanti, non io, temevano la nascita delle Leghe americane, guardate come sta andando. Il nostro modello è sempre vincente”.
Quello che serve per crescere ancora
“Quest’anno termina il mio mandato e ci sarà un nuovo presidente. Siamo partiti senza sponsor e senza produzione tv in chiaro delle partite, ma abbiamo creato un modello vincente capace di attrarre sempre nuovi investitori e sponsor per far crescere la Serie A. I risultati parlano da soli. Il mio obiettivo è sempre stato attivare un meccanismo virtuoso, per uscire dalle condizione del passato e alimentare una crescita continua. Mi sono impegnato per dare un’identità, una riconoscibilità alla pallavolo femminile che non aveva, presso il grande pubblico e i potenziali investitori. Abbiamo così imposto il campo rosa, creato una web tv come LVFtv, primi in Italia, e oggi abbiamo dato vita ad una NewCo, controllata da noi al 60% con il Fondo NJF, Spike Media, che ha dato uno sprint eccezionale nell’ultimo anno alla nostra crescita. Più spettatori, crescita ulteriore dei nostri numeri digital, già altissimi, confermando il nostro secondo posto in Italia, dietro solo alla Serie A di calcio. Noi siamo la vetrina della pallavolo italiana, ma da sole le nostre società non possono farcela: non riceviamo nulla né dallo Stato né dalla Federazione. Per crescere ci serve ad esempio la defiscalizzazione delle sponsorizzazioni sportive, non lo ‘spalma debiti come il calcio‘. Chiediamo un trattamento speciale per le atlete, non la ‘Legge Ronaldo’ per pagare meno tasse, perché non sono professioniste de facto ma non sono certamente dilettanti. Altro tema è quello degli impianti. Quelli che ci sono sono vecchi, inadeguati, con poca capienza, impianti luminosi e per l’accoglienza superati, senza parcheggi. Servono strutture in grado di assecondare la crescita della Serie A, A1 e A2 anche al Sud, dove mancano strutture con i servizi necessari a creare un grande evento. Come movimento dobbiamo mantenere viva questa capacità di crescita, perché è questo che attrae nuovi tifosi, appassionati e sponsor. Ma un limite è costituito anche dalla autoreferenzialità del sistema istituzionale della pallavolo e di chi non è capace di aprirsi ai potenziali nuovi fans..”.
Sugli eventi e in conclusione.
“Per me la pallavolo è sempre stato un modo per cambiare aria, aprirmi la mente e fare qualcosa di diverso rispetto alla mia attività professionale. Certo, non è un hobby rilassante. Adesso dopo gli eventi mi gusto i successi, abbiamo una grande squadra in Lega Volley Femminile e in Spike che lavora in modo superlativo. Torino è stata la prova del nove, come la Supercoppa a Trieste. Primi eventi totalmente gestiti da LVF&Spike. Chi c’era ha visto com’è andata e lo spettacolo che abbiamo creato”.
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(Fonte Lega Volley Femminile)