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Alla scoperta di Rebecca Pernicova, per Vladimir Grbic “il futuro della Slovacchia”

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Ci sono Paesi in cui la pallavolo resta un sogno silenzioso, dove la passione germoglia lentamente e le giovani promesse devono lottare due volte per farsi notare. La Slovacchia è uno di questi: un palcoscenico ancora lontano dai riflettori, dove chi osa inseguire il sogno pallavolistico lo fa con cuore, coraggio e determinazione.

Qui, farsi notare va oltre il talento o la tecnica. Serve personalità, resilienza e un’ambizione senza compromessi. Qualità che Rebecca Pernicova, schiacciatrice classe 2011 del VA UNIZA Žilina, mostra già sul campo, affermandosi come una delle promesse più luminose del movimento slovacco.

In esclusiva per VolleyNews, Rebecca racconta il suo percorso, l’emozione di essere definita da Vladimir Grbić “il futuro della Slovacchia” e i sogni che la spingono a dare sempre il massimo.

Per cominciare, ci racconteresti come ti sei avvicinata alla pallavolo? Quali sono i tuoi primi ricordi legati a questo sport?
“Il mio percorso nella pallavolo è iniziato in modo molto semplice e spontaneo. Vengo da un paesino, Lietavská Lúčka, dove vivo ancora oggi, e proprio lì ho iniziato a giocare in una piccola società locale. All’inizio non c’era nulla di professionale: eravamo solo un gruppo di bambine che amavano muoversi, stare insieme e divertirsi. I miei primi ricordi risalgono in realtà al periodo del Covid, quando le palestre erano chiuse e ci allenavamo all’aperto, a volte letteralmente in un prato. Le condizioni non erano ideali, ma avevamo tantissimo entusiasmo”.

Potresti riassumere la tua carriera dagli inizi fino a oggi? Quali sono le tappe principali del tuo percorso?
“A Lietavská Lúčka ho ottenuto i miei primi riconoscimenti, come il premio di ‘Giocatrice dell’Anno’ e quello di ‘Giocatrice del Mese’, e lì ho giocato nelle categorie U12, U14 e U16. Successivamente mi sono trasferita a Žilina, dove ho proseguito il mio percorso nelle categorie U14, U16 e U18, in una divisione più competitiva rispetto a quella precedente. Già nella mia prima stagione con lo Žilina abbiamo vinto tutto ciò che era possibile e ci siamo qualificate per il campionato nazionale, risultato che mi ha poi aperto le porte a un invito per allenarmi con la squadra senior. Quest’anno sto giocando stabilmente con la prima squadra, di cui sono la più giovane, e sono davvero grata per l’opportunità di crescere e fare esperienza a questo livello. Parallelamente, lo scorso anno ho fatto parte anche della nazionale slovacca U16, raggiungendo il secondo turno della MEVZA.
Tra i traguardi più importanti del mio percorso ci sono il secondo posto al campionato slovacco U16 con lo Žilina, il premio di ‘Best Player’ della squadra nel campionato U14, il titolo di MVP nella partita di Challenge Cup contro le danesi dell’Holte, il riconoscimento come miglior realizzatrice della MEVZA U16 con la Slovacchia, oltre a numerose vittorie anche nel beach volley nelle categorie U14, U16, U18 e U20″.

C’è una pallavolista che ti ispira o che influenza il tuo modo di approcciarti al gioco?
“Certo! Nel tempo libero, o prima di gare importanti, mi capita spesso di guardare partite di pallavolo. La mia più grande fonte di ispirazione è Tijana Bošković: è straordinaria e spero un giorno di poter giocare come lei. Quello che ammiro di più è l’energia che mette in campo, la sua grinta e determinazione. È proprio questo che mi motiva e che cerco di portare anche nel mio gioco”.

Come descriveresti te stessa come schiacciatrice? Quali qualità pensi ti definiscano di più in campo?
“Mi considero una giovane schiacciatrice in crescita, sempre pronta a imparare, ad accumulare esperienza e a dare il massimo in ogni momento. So di non avere ancora molte stagioni alle spalle, ma cerco di compensare con un atteggiamento positivo. In campo mi piace essere dinamica, vivace e di supporto per le mie compagne, parlando, incoraggiando e aiutando la squadra in ogni momento. Cerco di contribuire in tutti gli aspetti del gioco: attacco, ricezione, difesa e, soprattutto, nello spirito di squadra. Tengo molto al gruppo e faccio sempre del mio meglio per portare energia, motivazione e voglia di lottare, anche quando le cose non vanno come vorrei”.

Stai giocando con la prima squadra dello Žilina. Come sta andando la stagione? Com’è allenarsi e giocare con compagne più grandi e con più esperienza?
“Questa stagione è davvero speciale per me e sono molto grata di poter far parte della prima squadra del VA UNIZA Žilina. Allenarmi e giocare con compagne più grandi e con più esperienza mi sta aiutando tantissimo: ogni giorno imparo qualcosa di nuovo, sia sul piano tecnico sia su quello mentale. Loro hanno più esperienza e comprensione del gioco, e stare accanto a loro mi sprona a migliorare continuamente. In generale, siamo una squadra molto unita, non solo in campo ma anche fuori: ci sosteniamo a vicenda, comunichiamo bene e abbiamo un grande spirito di gruppo. Sono anche molto riconoscente al nostro allenatore, Nemanja Ristić, che ci sostiene, crede in noi e ci aiuta sempre a crescere. Apprezzo davvero il fatto che mi abbia dato la possibilità di giocare e che si fidi di me. Senza dubbio, far parte di questa squadra mi sta dando tantissimo: ho stretto nuove amicizie, vissuto esperienze preziose e sto crescendo sia come giocatrice sia come persona”.

Vladimir Grbić è venuto recentemente a vedere una delle vostre partite e ha dichiarato che sei il futuro della pallavolo slovacca. Com’è stato ricevere un complimento del genere e come ti incoraggia per il futuro?
“È stato speciale e molto emozionante, soprattutto perché queste parole arrivavano da uno come Vladimir Grbić. Sono davvero felice che sia venuto a vedere la nostra partita e a sostenerci. Sentire il suo riconoscimento mi dà una carica enorme: mi spinge a lavorare ancora di più su me stessa, a migliorare ogni giorno e a dare sempre il massimo. Le sue parole sono un grande incoraggiamento e mi ricordano l’importanza di non mollare mai”.

Come descriveresti l’esperienza al Campionato Europeo U16 con la nazionale slovacca?
“È stata un’esperienza incredibile, anche perché era la mia prima volta con la nazionale. Mi ha dato tantissimo, non solo come giocatrice, ma anche come persona: ho imparato molto sulla pallavolo, sulla disciplina, sulla responsabilità e sul lavoro di squadra a un livello più alto. La cosa più bella è stata conoscere persone straordinarie: compagne di squadra e allenatori fantastici, con cui ho stretto legami importanti e condiviso momenti indimenticabili. Dunque, questa esperienza mi ha fatto crescere, mi ha dato nuove motivazioni e mi ha fatto capire davvero cosa significa rappresentare il proprio Paese con orgoglio”.

La pallavolo in Slovacchia non è sviluppata come in altre nazioni. Per te, quanto è difficile cercare di emergere e avere successo in questo contesto?
“Essere una giovane pallavolista in Slovacchia può essere impegnativo, ma allo stesso tempo è molto stimolante. Significa lavorare sodo, avere pazienza e valorizzare davvero ogni opportunità che si presenta. Le condizioni non sono le stesse dei Paesi con una pallavolo più sviluppata, ma proprio per questo cerco di dare sempre il massimo e migliorare ogni giorno. Per me emergere significa dimostrare impegno, disciplina e passione per questo sport, sia in allenamento sia in partita. Sono orgogliosa di essere una giovane giocatrice slovacca e vedo questo contesto come un’occasione per crescere e, spero, contribuire allo sviluppo della pallavolo nel mio Paese”.

Quanto è difficile per te conciliare pallavolo e scuola? Esiste un percorso di studi specifico per i giovani atleti in Slovacchia?
“Conciliare pallavolo e scuola non è sempre facile, ma con il giusto supporto è possibile farcela. Essendo un’atleta, ho un piano di studio individuale che mi aiuta a bilanciare entrambe le cose. Infatti, posso organizzare il mio programma in base ad allenamenti, partite e tornei, e ho più flessibilità con esami o compiti quando gli impegni della pallavolo diventano più intensi. In Slovacchia, questo tipo di piano è fondamentale per i giovani atleti che competono ad alti livelli. Richiede buona organizzazione e disciplina, ma mi permette di continuare gli studi pur dedicandomi completamente alla pallavolo”.

Guardando al futuro, quali obiettivi o traguardi speri di raggiungere?
“Nel prossimo futuro il mio obiettivo principale riguarda lo Žilina. Siamo arrivate in semifinale della Coppa di Slovacchia, un traguardo già importante, e so che vincere e arrivare in finale sarà molto difficile. Spero davvero che riusciremo a lottare fino alla fine e conquistare la finale. In Extraliga, il mio obiettivo è che la squadra rimanga sempre competitiva e, se possibile, provi ad arrivare sul podio, anche se non sarà facile. Allo stesso tempo, voglio ottenere risultati importanti nelle categorie U16 e U18, giocando al massimo livello e puntando alle medaglie”.

Un’ultima curiosità: puoi raccontarci un po’ di te come persona? E quali sono i tuoi interessi al di fuori della pallavolo?
“Sono una ragazza molto energica e direi decisamente estroversa. Mi piace stare con gli altri, comunicare e portare sempre un po’ di energia positiva. Ho un rapporto molto stretto con la mia famiglia. I miei genitori mi sostengono tantissimo e cercano sempre di esserci quando ne ho bisogno; il loro supporto per me è fondamentale. Anche mio fratello gioca a pallavolo e in estate passiamo tanto tempo insieme a giocare. Tengo davvero a lui e a tutta la mia famiglia. Stando quasi sempre in palestra, il mio tempo libero è limitato, ma quando posso cerco di dedicarmi alla scuola e trascorrere momenti spensierati con famiglia e amici”.

Intervista di Alessandro Garotta
(© Riproduzione riservata)

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