©VolleyNews.it

VolleyMercato? Per il 90% dei nostri lettori è come la Corazzata Potëmkin di Fantozzi

DATA PUBBLICAZIONE
TEMPO DI LETTURA
più di 5 minuti
SHARE
SHARE
TEMPO DI LETTURA
più di 5 minuti

Ci piace il volley mercato? Da tempo avevamo il sentore che un fattore in particolare, quello legato ai tempi, rappresentasse la criticità più grande, ma era comunque difficile immaginare un sentiment così netto, in negativo, da parte dell’opinione pubblica, chiamiamola così.

Vedere per credere il risultato del sondaggio che è stato online sulla nostra homepage addirittura da inizio novembre 2025 fino a fine febbraio 2026. Indicativo perché la nostra testata, verticale sulla pallavolo, è letta da una parte da tanti semplici appassionati, ma dall’altra da una enorme fetta di addetti ai lavori, intesi come dirigenti, allenatori, giocatori. Ebbene, alla domanda che leggete qui in basso, per il 90% hanno votato così:

Tradotto con un pizzico di sana ironia, ci pare di capire che per molti il Volley mercato sia un po’ come la Corazzata Potëmkin di fantozziana memoria

Questo perché non si fa neanche a tempo a iniziare una stagione che dopo poche settimane si viene già a sapere che determinati giocatori/giocatrici e allenatori l’anno seguente cambieranno squadra. Per i tifosi non può esserci cosa più fastidiosa, in certi casi inaccettabile, anche perché c’è ancora una intera stagione da vivere insieme. È un po’ come un pranzo di nozze dove gli invitati, amici e parenti, arrivano al ristorante, salutano l’arrivo degli sposi, ma appena prendono posto a tavola la nuova coppia si alza e dice: “Un momento di attenzione, siamo felici di comunicarvi che abbiamo già firmato le carte per la separazione, però il ristorante l’abbiamo pagato, godiamoci la festa”.

Una scena surreale, ma nella pallavolo le nozze, ogni anno, si celebrano proprio così. Una grandissima, gigantesca, fantozziana… Corazzata Potëmkin. Teniamoci i 92 minuti di applausi per quando la FIVB, o chi per essa, cambierà le regole anche del volley mercato. Si spera, senza fare ulteriori danni. Ma accadrà mai?

Lo diciamo subito a quel 90% che ha espresso il suo dissenso: no, non cambierà nulla. E nulla cambierebbe spostando le finestre di mercato a fine stagione, come chiesto provocatoriamente nel sondaggio, perché tanto le trattative e gli accordi si farebbero comunque prima. Molto prima. Notificarlo a dicembre, febbraio, maggio o luglio sarebbe la scoperta dell’acqua calda.

Questo perché la pallavolo è cosa bella assai, ma pure assai ipocrita. Il tifoso se la prende col giornalista che fa uscire una certa notizia, ma chissà com’è ogni giorno va su internet a cercarne una. Il dirigente storce il naso lamentandosi che il mercato viene anticipato sempre di più ogni anno, eppure a novembre tutti vanno a caccia dei top player per l’anno dopo o quello dopo ancora. Il giocatore si lamenta col suo agente perché magari aveva firmato con una determinata squadra per essere allenato da un determinato allenatore ma poi, sei mesi dopo, arrivato lì, quell’allenatore non l’ha più trovato. L’allenatore si lamenta che i rumors della stampa destabilizzano lo spogliatoio, come se lui e i suoi giocatori fossero all’oscuro di tutto. Molto difficile da credere.

Potremmo andare avanti a fare esempi ma diventerebbe un articolo chilometrico e dobbiamo tenere presente che la soglia d’attenzione di chi legge oggi si è ridotta drasticamente. Dunque andiamo al punto.

Prendendola con filosofia, se sui colpi in entrata e uscita per la stagione successiva tocca rassegnarsi a queste dinamiche, qualcosa, invece, si potrebbe fare, eccome, in corso d’opera. E non sarebbe una novità di poco conto.

In primis ai campionati italiani, soprattutto maschili e in parte femminili, manca il medical joker, da giocarsi anche a playoff in corso per non permettere a uno o più infortuni gravi di compromettere una intera stagione. Di casi quest’anno ne abbiamo raccontati fin troppi. Nel maschile poi, più che nel femminile, andrebbero rivisti tutta una serie di paletti che fanno solo il male delle squadre italiane.

Se per il campionato femminile di Serie A1 il mercato di fatto è sempre aperto, con tre finestre che si susseguono da luglio alla fine della regular season (i playoff sono però esclusi) e la possibilità di scambiare fino a 3 giocatrici, italiane o straniere, in Superlega il raggio d’azione è molto più limitato. Nella seconda finestra di mercato, ad esempio, quella che va da metà dicembre a fine febbraio, si può tesserare solo n. 1 atleta italiano o straniero. Per atleta italiano si intende però un atleta italiano “mai sceso in campo” o “mai tesserato” nella stagione sportiva corrente in Italia. Per atleta straniero si intende atleta straniero “mai tesserato” nella stagione sportiva corrente in Italia.

Tradotto, un direttore sportivo è costretto a pescare chissà chi all’estero con un ventaglio di opzioni ‘valide’ molto ridotto. Questa norma era stata pensata probabilmente per non stravolgere gli equilibri interni del campionato, ma dopo anni di attente riflessioni forse ci si è resi conto che più che un gol si è trattato in realtà di un autogol.

In tempi in cui i nostri campionati d’élite sono saccheggiati da chi ha portafogli più gonfi e tassazioni più agevolate, aiutare i club a restare competitivi con regole di mercato meno ‘tafazziane’ sarebbe cosa buona e giusta. Soprattutto nella fase più importante e delicata della stagione, leggi Playoff e fasi finali delle Coppe Europee.

Di Giuliano Bindoni
(© Riproduzione riservata)

VolleyNews.it è anche su Whatsapp: non perderti le nostre notizie, curiosità, interviste, contenuti esclusivi, aggiornamenti e approfondimenti. Diamo voce insieme alla pallavolo!

ARGOMENTI CORRELATI

CONDIVIDI SUI SOCIAL

Facebook

ULTIMI

ARTICOLI