Partita strana e di difficile lettura quella che l’Italia vince al tiebreak (25-14; 25-15; 18-25; 21-25; 15-12)
contro la Serbia dopo due set in cui ha letteralmente rullato le avversarie, un terzo perso anche male, un quarto che aveva saldamente in mano e che poi ha finito col farsi ‘scippare’ subendo addirittura un parziale di 9 a zero, e infine un quinto iniziato a tutto fuoco e finito quasi con le mani tremolanti.
Metteteci anche un Velasco visto raramente così furente in questi due anni come negli ultimi timeout chiamati nel match. Cercava risposte e conferme il ct azzurro e lo si era capito anche dalle scelte iniziali (Cambi-Obossa, Antropova-Nervini, Fahr-Nwakalor, Fersino), ma qualcuna oggi ha iniziato a suon di acuti e finito a suon di stecche.
Primi due set, come detto, di rara bellezza, con Cambi perfetto direttore d’orchestra nella distribuzione: 15 palloni alzati ad Obossa, 21 in banda, 16 al centro; oltre a 8 muri di squadra ed errori al servizio ridotti all’osso (5 in totale nei primi due set). Girato campo, però, si è passati dal leccarsi i baffi al leccarsi le ferite. A fine gara chiudiamo con appena il 39% in attacco e 29 errori gratuiti (26 quelli della Serbia). 16 a 11 il computo dei muri, 5 a 2 quello degli ace, e un ottimo 65% di ricezione positiva.
Se Obossa gioca una buona partita, con 18 punti, il 44% in attacco, 3 block vincenti e ben 10 digs, Antropova non dovrà essere troppo soddisfatta della sua prestazione: appena 12 punti con il 26% in attacco, 3 ace ma zero muri. Meglio è andata in ricezione, dove Kate ha chiuso con il 52% di positiva e il 28% di perfetta su 25 palloni ricevuti. A rispondere perfettamente presente è invece Fahr, che chiude con 17 punti a referto, 7 muri, un solo errore dai nove metri. Ancora meglio fa Fersino, che firma un mostruoso 91% di ricezione positiva, 56% di perfetta e 20 difese!!!
LA CRONACA DEL MATCH
Parlando di questa seconda uscita nelle Filippine, sui primi due set c’è poco da raccontare, sono stati dominati in lungo in largo. Se è vero che dall’altra parte anche Terzic aveva i suoi esperimenti da fare lasciando tante titolari a fare le spettatrici, la pallavolo giocata dalle Azzurre è stata semplicemente stellare.
Dopo essere stata presa a pallate, però, nel terzo set la Serbia si sveglia, eccome! A metà parziale l’Italia sbatte ripetutamente sul muro avversario (9-15) e Velasco questa volta alza un filo la voce: “Tiriamo in mezzo o sull’esterno, non dritto sul centrale. Lo abbiamo detto anche questa mattina che loro murano bene”. Il divario però si fa pesante (12-19) e questa volta le Azzurre sono costrette a fare spallucce incassando a loro volta un netto 18-25.
Nel quarto set Velasco si affida allora allo stesso starting seven con cui aveva iniziato il match. Dall’altra parte, dopo qualche scambio, si vede al centro anche Kurtagic. Subiamo ancora un break sul 7-9 ma lo recuperiamo e ribaltiamo in un amen (14-10 conditi anche da due ace in fila di Antropova). Spianata nuovamente la strada, l’Italia prova a percorrerla a tutta velocità , e invece, di colpo, si spegne la luce. Velasco chiama due timeout nel finale sul punteggio di 19-16 e 21-19. Nel primo le indicazioni sono per le attaccanti di palla alta, il secondo è un clinic sul muro tutto dedicato a Nwakalor. Tutto inutile. La squadra di Terzic recupera incredibilmente tutto lo svantaggio e vince il set con un parziale devastante di 9 a 0.
Ferite nell’orgoglio, le Azzurre iniziano il tiebreak con la rabbia in corpo (4-1, 7-3, 9-4). La Serbia recupera ancora (10-9) toccando tantissimo a muro, al contrario delle azzurre. Lo dice, ad alta voce, anche un furibondo Velasco in timeout. Esce Cambi per Scola, Antropova sbaglia ancora, non Obossa che ne mette a terra tre in fila. Nwakalor firma il punto numero 14 che ci manda al match-point, Antropova spara lunghissimo anche dai nove metri. Dentro Moro al suo posto in ricezione, Obossa questa volta si fa murare (14-13), ma Velasco vede un tocco a rete del muro serbo e chiama il videocheck. Dalle immagini non si vede una semplice invasione ma bensì un tocco clamoroso a rete che nessuno degli arbitri aveva ravvisato. Finisce qui, finisce così. Bene, ma non benissimo.
IL TABELLINO
ITALIA – SERBIA 3-2
(25-14; 25-15; 18-25; 21-25; 15-12)
ITALIA: Fahr 17, Cambi 1, Antropova 12, Nwakalor 13, Obossa 18, Nervini 9, Fersino (L), Giovannini 1, Scola 2, Moro, Adigwe 2, Omoruyi 3. N.E. Omoruyi. All. Velasco
SERBIA: Perovic, Ivanovic 1, Kirov 7, Bukilic 3, Tica 9, Osmajc 8, Gocanin (L), Mirkovic 2, Kurtagic 3, Zubic 6, Pakic, Cajic 19, Antonovic 4. N.E.: Aleksic, Jegdic e Miljevic. All. Terzic
Arbitri: Ibrahim Ismail Ablooshi (UAE) e Alireza Gharib (IRI)
Durata: 20’, 20’, 21’, 25’, 16’.
Italia: a 5, bs 13, m 16, et 28.
Serbia: a 2, bs 16, m 11, et 31.
Di Giuliano Bindoni
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