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Verso Gara5 Modena-Piacenza: fattore campo, freschezza fisica, armi e punti deboli. L’analisi di Cozzi

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Doveva essere il quarto di finale più equilibrato, e così è stato con Modena e Piacenza che per ben tre volte hanno portato il match al quinto set per giocarsi la posta in palio su pochi preziosissimi palloni. E se Piacenza è stata la prima a violare il campo avversario, va dato atto a Modena di aver rialzato subito la testa e di essersi imposta con autorità su quello di una Piacenza che si è complicata da sola le cose. E gara 5, con Modena in casa e Piacenza reduce dalle fatiche di Coppa Cev, pende leggermente a favore dei canarini, anche se probabilmente sarà la battuta (e la ricezione di conseguenza) a fare la differenza.

LE ARMI DI MODENA
Modena dovrà essere brava ad incanalare la pressione nella giusta direzione, sfruttare la spinta del PalaPanini e continuare a divertirsi come ha fatto quest’anno.

In battuta il trio Buchegger, Sanguinetti e Mati garantisce tanti ace, ma è tutta la squadra a spingere con insistenza dai nove metri, e se riuscissero a limitare gli errori a 5 per set… ecco che l’ago punterebbe notevolmente verso il campo di Modena. A trarre beneficio dal servizio tirato è il muro, tornato a buoni numeri dopo anni di difficoltà: I centrali sono il riferimento, ma occhio a sottovalutare Tizi-Oualou e Porro! La ricezione è l’anello di giuntura del gioco modenese con Perry tuttofare che garantisce qualità al proprio palleggiatore, sempre molto attento a tenere caldo il braccio dei suoi centrali. I palloni che contano finiscono spesso in banda a Porro e Davyskiba, ma l’ago della bilancia potrebbe essere Buchegger. Una prestazione intorno al 50% condita da pochi errori potrebbe valere la semifinale!

LE ARMI DI PIACENZA
Piacenza da parte sua, dovrà reggere in ricezione l’assalto dei gialloblu, ma sia Gutierrez che  soprattutto Mandiraci soffrono parecchio, toccherà quindi a Pace coprire il turco il più possibile per permettergli di non perdere lucidità in attacco. E proprio in attacco Mandiraci dovrà tornare ancora una volta intorno al 60% per spingere i suoi all’impresa. Da verificare anche Gutierrez e Bovolenta, giocatori in grado di giocare a livelli altissimi, ma anche di qualche pausa nel rendimento. Importante sarà sbagliare poco e restare lucidi per tutto il match.

A Porro il compito di spingere al 110% i suoi attaccanti, di trovare le giuste traiettorie e di riuscire a sfruttare al meglio Simon, sempre pericoloso al centro e in grado di cambiare le sorti di un set dalla linea dei nove metri. Da evitare il tie break, che quest’anno più di una volta ha visto uscire dal campo sconfitti i ragazzi di coach Boninfante.

Di Paolo Cozzi
(© Riproduzione riservata)

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