Vargas: “Fenerbahce è casa, Istanbul come Cuba, con Orro grande sintonia, Santarelli allenatore speciale”

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Istanbul: una città dentro la quale ne convivono mille. Sulla sponda europea, quella storica si apre con minareti che punteggiano il cielo e calli che odorano di spezie, tè e pane appena sfornato, tra vicoli labirintici, mercati colorati e botteghe antiche dove ogni oggetto racconta una storia, come nei 4.000 negozi del Gran Bazar. Dall’altra parte, la città moderna pulsa di traffico, luci e grattacieli che brillano fino a notte fonda, con quartieri verticali e un rumore incessante che si mescola al passo dei tram storici di Istiklal Caddesi e al canto dei gabbiani sul Bosforo.

In questo contesto, Kadikoy rappresenta il cuore della vita asiatica di Istanbul e della passione dei tifosi del Fenerbahce. Qui Melissa Vargas ha trovato la sua casa, legata al club ormai dal 2018/19, con qualche breve parentesi in Cina che non ha mai spezzato il suo legame con il mondo gialloblù. Nonostante l’interesse delle big italiane, che sognano di averla insieme ad Arina Fedorovtseva alla scadenza del contratto nel 2027, la sua storia resta qui, nel cuore della squadra e dei tifosi.

In questa intervista esclusiva, Vargas ci apre le porte della sua vita tra il Fenerbahce e la nazionale turca. Racconta cosa significa far parte delle Sari Melekler, come cresce e migliora ogni giorno sul campo, e cosa vuol dire rappresentare la Turchia, intrecciando passione, dedizione e sogni con il popolo che l’ha “adottata”.

Il Fenerbahce è casa tua, il tuo “ev“, come si dice in turco. In che modo vivi il senso di appartenenza a questo club quando entri in campo e vedi i colori gialloblù intorno a te?
“Il Fenerbahce è la mia famiglia. Qui mi sento al sicuro, amata e felice, circondata dal sostegno di tutti. I nostri tifosi sono parte di noi: giocare davanti al nostro pubblico è un’emozione immensa. L’energia che si respira è incredibile e si avverte un senso di appartenenza davvero unico. Si percepisce la loro gioia nell’essere lì a sostenerci”.

Quali momenti, sfide o vittorie ritieni abbiano caratterizzato maggiormente il tuo percorso al Fenerbahce?
“Tutto quello che ho vissuto qui mi ha fatta crescere molto, sia come giocatrice sia come persona. Ogni sconfitta e ogni traguardo raggiunto mi hanno insegnato qualcosa e contribuito alla mia crescita. Senza dubbio, la vittoria del mio primo campionato turco rimane la gioia più grande”.

Sin dal tuo arrivo sei stata il punto di riferimento dell’attacco del Fenerbahce. Come hai imparato a gestire questa responsabilità e i momenti in cui la pressione sembra quasi insostenibile?
“Amo giocare a pallavolo e per questo cerco di non pensare troppo al peso o all’importanza della partita. Provo semplicemente a vivere ogni momento, godermi il gioco e dare sempre il massimo”.

La stagione 2025-2026 è entrata nella fase decisiva. Con quale spirito la state affrontando?
“Siamo molto concentrate sui nostri obiettivi: lavoriamo con impegno, ci sosteniamo a vicenda e c’è davvero una bella energia nel gruppo. Vincere la Supercoppa è stato il nostro primo traguardo, ma continuiamo a dare il massimo per conquistare nuovi successi. Spero che tutte possiamo restare in salute e senza infortuni, così da poter affrontare al meglio il periodo più importante della stagione”.

Guardando al finale di stagione, quali sono i tuoi obiettivi personali?
“I miei obiettivi sono gli stessi del club: vogliamo vincere tutto, e credo che la nostra squadra abbia il potenziale per riuscirci. Lotteremo con determinazione, sostenendoci a vicenda, e daremo sempre il massimo per raggiungere ogni traguardo”.

Quest’anno stai giocando in diagonale con Alessia Orro. Come descriveresti la vostra sintonia dentro e fuori dal campo?
“Ale è una palleggiatrice straordinaria e con lei è stato naturale trovare sintonia fin da subito. È sempre positiva e piena di energia, e giocare al suo fianco è davvero un piacere. Ci divertiamo molto insieme e questo si riflette anche in campo”.

Come ti trovi a lavorare con coach Abbondanza e come confronteresti il suo stile con quello degli allenatori italiani con cui hai lavorato nelle scorse stagioni al Fenerbahce?
“Ogni allenatore ha una mentalità e un metodo di lavoro diversi, quindi cerco sempre di adattarmi al meglio e di imparare il più possibile da ciascuno di loro. Marcello è davvero molto bravo e, anche con lui, continuo a scoprire cose nuove e a crescere come giocatrice”.

Istanbul è una metropoli dove la storia convive con la modernità. Come vivi la città e in che modo ti ricorda Cuba?
“Istanbul è una città piena di energia e con un’anima speciale. La sua vitalità mi ricorda molto quella di Cuba, e grazie a questo mi sono adattata molto rapidamente. Le cose che amo di più sono passeggiare lungo la costa e provare posti dove gustare la cucina turca”.

Parliamo della nazionale. Ai Mondiali dell’estate scorsa la Turchia ha raggiunto la finale, cedendo solo 32 all’Italia. Guardando indietro, come valuti il vostro percorso in quel torneo?
“È stata un’estate molto intensa, tra partite e viaggi. Sono davvero felice e soddisfatta di quanto abbiamo fatto ai Mondiali: abbiamo giocato partite straordinarie, dando sempre il massimo e lottando fino all’ultimo punto. Arrivare in finale è stato un grande traguardo e sono orgogliosa della medaglia conquistata”.

In che modo il lavoro con Daniele Santarelli, considerato uno dei migliori allenatori al mondo, ti ha plasmata come giocatrice? C’è qualche momento o ricordo particolare con lui che ti è rimasto impresso?
“Hai ragione, Dani è senza dubbio uno dei migliori allenatori al mondo. Ho imparato moltissimo lavorando con lui e conservo alcuni ricordi speciali dei momenti vissuti insieme, come una foto scattata al torneo di qualificazione olimpica in Giappone nel 2023. Qualche tempo prima dell’inizio della stagione, aveva condiviso con me le sue idee e i suoi obiettivi, e in quella foto me lo ha ricordato dicendomi: ‘Questo era ciò che volevo'”.

Cosa significa per te scendere in campo indossando la maglia della Turchia?
“Per me è un vero onore. Sono grata per tutto ciò che la Turchia, come paese, ha fatto per me. È un grande orgoglio avere il privilegio di rappresentare questa nazione nelle competizioni più importanti e poter lottare per vincere medaglie”.

In conclusione, una domanda sui tuoi tatuaggi: ne hai tantissimi, ma cosa significano per te?
“Come potete vedere, adoro i tatuaggi (sorride, ndr). Rappresentano il mio percorso e i momenti più significativi della mia vita, dai più difficili ai più belli. Mi ricordano che la vita è preziosa, piena di sorprese, e che va vissuta al massimo”.

Intervista di Alessandro Garotta
(© Riproduzione riservata)

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