Stijn D’Hulst e Kamil Rychlicki protagonisti a #campionidacasa: le risposte alle domande dei tifosi

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Di Redazione

Un doppio incontro inedito ha aperto la quarta ed ultima settimana consecutiva di #campionidacasa. La consueta diretta delle 18 dalla pagina Instagram @asvolleylube, ha ospitato due campioni della Cucine Lube Civitanova: Stijn D’Hulst e Kamil Rychlicki. Prossimo appuntamento, l’ultimo della serie, giovedì 16 aprile (ore 18) col preparatore atletico della Cucine Lube Civitanova, Massimo Merazzi.

Si inizia col palleggiatore belga Stijn D’Hulst, come stai e dove ti trovi Stijn? “Sto bene, sono a casa in Belgio, sono tornato venerdì. Il viaggio è stato tranquillo”.

Questa stagione purtroppo è finita in anticipo, il tuo pensiero a riguardo? “In questa stagione abbiamo vinto il Mondiale per club, poi la Coppa Italia. Peccato che non possiamo più giocare il campionato e la Champions League e provare a vincerli”.

La Champions League quest’anno ti ha dato la possibilità tornare a giocare dove sei cresciuto, nel Knack Roeselare, raccontaci quella giornata. “È stato emozionante, ho giocato lì 7 anni, conosco tutti. È un ricordo bellissimo, abbiamo vinto 5 campionati e 4 coppe. È stato bello rivedere anche la famiglia che non vedo mai durante la stagione”.

Arrivano molti complimenti per come parli italiano, come hai fatto ad impararlo? “Ho preso un po’ di lezioni quando sono arrivato due anni fa e mi hanno aiutato. Ma ho imparato anche ascoltando tutti i giorni i ragazzi in spogliatoio”.

Passiamo alle domande dai tifosi, com’è la situazione in Belgio? “Non così grave come in Italia. Ci sono dei problemi, abbiamo molti ospedali, spero che la situazione migliori. Qui è più facile vivere, possiamo uscire, correre fuori, andare in giro. Sento che la gente inizia a fare barbecue e aperitivi insieme, questo mi preoccupa, spero diano ascolto alle indicazioni”.

Torniamo al volley, l’ultimo saluto con Bruno com’è stato? “Ovviamente sì, abbiamo trascorso due anni insieme. Il saluto che ci siamo dati in aeroporto a Roma è stato emozionante. Stando entrambi soli a Civitanova abbiamo trascorso tantissimo tempo insieme. All’inizio era un compagno, ora è un amico”.

Il prossimo anno rimani con la Cucine Lube? “Stiamo parlando ma prima bisogna capire la situazione. Per ogni squadra non è facile adesso quindi non posso ancora dire cosa farò il prossimo anno”.

I tuoi primi tempi con Simon sono spettacolari, c’è un segreto per trovare il tempo con lui? “Simon è sempre pronto, chiama la palla, mi piace giocare col centrale in generale, soprattutto con lui. Posso dire che ho un buon feeling con lui, questo è vero”.

Se non alla Cucine Lube, vorresti rimanere comunque in Italia nella prossima stagione? “Sì, se andrò via sarà per giocare da titolare: non è così facile, molte squadre preferiscono palleggiatori italiani. Vorrei restare in Italia, è uno dei campionati più forti, secondo me il più forte. Giocare sempre con tanti tifosi è bello”.

Tanta gente chiede come ti sei trovato a Civitanova e qual è la tua vittoria più bella? “Mi sono trovato molto bene, Civitanova è uno dei posti più belli in Italia per giocare a pallavolo. Anche la città è bella, è sempre bel tempo. La Cucine Lube è la squadra più forte del Mondo, la società è molto professionale. La partita più bella? Ce ne sono tante. A Berlino ho vinto per la prima volta la Champions League. È stato bella anche la vittoria scudetto a Perugia recuperando dal 2 a 0 per loro. Mi ricordo bene tutti e 4 i trofei vinti”.

Salutiamo Stijn, è il turno di Kamil Rychlicki. Benvenuto Kamil, raccontaci le tue origini visto che sei lussemburghese ma hai un cognome polacco. “Sono nato a Lussemburgo, i miei genitori vengono dalla Polonia. Sono venuti a Lussemburgo a giocare a pallavolo per finire la carriera e poi hanno deciso di restare e vivere lì”.

Arrivano le domande dai tifosi, dove ti trovi adesso? “Sono in Italia ancora, a Civitanova, penso di tornare in Lussemburgo a breve”.

Come ti trovi in Italia? “Molto bene, si vive bene in Italia. È importante per me l’Italia per la pallavolo, c’è un livello alto e ci sono tifosi a cui piace la pallavolo”.

Cosa provi a giocare per una squadra come la Cucine Lube? “Per un giocatore, la cosa più bella è giocare per una squadra e una società che vuole vincere tutto e che ne ha le possibilità. Qui alla Cucine Lube puoi continuare a sognare”

Sei arrivato in punta di piedi, poi sei diventato titolare, che effetto ti fa questa crescita? “La strada per arrivare in campo è stata un po’ lunga ma molto importante. Mi dispiace che non abbiamo avuto la possibilità di finire la stagione”.

In che ruolo hai giocato nella tua carriera? “Ho fatto anche lo schiacciatore. Negli ultimi due anni gioco da opposto”.

Con quale giocatore ti piacerebbe giocare in futuro? “Con tutti i giocatori della Cucine Lube, non ho bisogno di altri”.

Qual è l’emozione più grande con la Lube? “Sicuramente tutti e due i titoli sono stati bellissimi, forse il Mondiale per Club perché è stato il mio primo titolo così grande, è stato speciale”.

Hai la voglia di crescere ancora di più? “Gioco per questo, per crescere e provare a migliorarmi”.

Hai avuto sin da subito buon feeling con Bruno? “Quando giochi con un palleggiatore nuovo hai bisogno di tempo per trovare il feeling giusto. In preparazione non abbiamo avuto la possibilità di provare insieme. Con Bruno diventa tutto più facile”.

Sei fidanzato? “No sono single”.

Il compagno di squadra più simpatico e quello più antipatico? “Il più simpatico per me è Bienek, sono stato molto vicino a lui. Non c’è il più antipatico”.

Partendo dal piccolo Lussemburgo immaginavi di arrivare a vincere tanto? “È sempre stato un sogno per me giocare ad alti livelli e vincere tanto. Ci ho creduto tanto”.

Quando salti a che altezza arrivi? “Abbiamo fatto il test, non ricordo bene, se non sbaglio 3 metri e 70”.

Com’è stato giocare in Qatar? “Un’esperienza molto bella per me. Sono contento perché grazie alla pallavolo posso vedere altri posti e conoscere altre culture del mondo”.

Ti piacciono i tatuaggi, ne faresti uno? “Mi piacciono, ne farò uno solo se avrò qualcosa di speciale e importante per me”.

Il tuo numero di scarpe? “47 e mezzo”.

Chi era il tuo idolo da piccolo? “Se parliamo di pallavolo, sicuramente Giba e Wlazly. Come idolo mio padre”.

(Fonte: comunicato stampa)

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