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Si gioca troppo? Gaspari: “Ne perde lo spettacolo. Tutti lo dicono, nessuno fa niente”

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Al termine di Gara-4 di semifinale Playoff, match che ha posto fine alla corsa scudetto di Scandicci, abbiamo chiesto un parere a coach Marco Gaspari sul tema dei calendari. Questo perché due serie di semifinale scudetto si sono concluse una per 3 a 0 e un’altra per 3 a 1, mostrando spesso le squadre finire con lingua per terra, inutile girarci attorno, a discapito dello spettacolo e della qualità del gioco che la fase più importante del campionato dovrebbe offrire e garantire.

Non a caso, nel suo commento sulla serie appena conclusa, Gaspari ricorda Gara-1, giocata tre giorni dopo la trasferta di Champions a Istanbul sia per Milano che per Scandicci. Una partita dove la sua squadra era stata sconfitta nettamente in casa 0-3. Ma altri cali fisici, di entrambe le squadre, si sono visti anche nelle sfide successive, tutte giocate a ritmo infernale.

“Sapete come la penso – esordisce Gaspari -. Se non ricordo male oggi è stata la nostra 50esima gara. Per Milano poco meno. Ti ritrovi nel giro di due settimane a giocarti due manifestazioni incredibili. Ne perde lo spettacolo. Questa serie di semifinale, io parlo della mia, ha mostrato in alcuni tratti squadre fallose, deficitarie. Non c’è tempo di recupero. A me dispiace perché io credo che un playoff di un campionato italiano sia una cosa stupenda, ci sono in campo tante squadre di qualità, tante giocatrici che amano anche esaltare il pubblico, locale o ospite perché comunque la nostra pallavolo è una pallavolo sana. Siamo arrivati tutti, sia noi che Milano, abbastanza stanchi. Ne perde la qualità ma purtroppo io da allenatore più di dirlo non posso fare”.

Facciamo allora anche a Gaspari la stessa domanda posta a Danesi: scendere a 12 squadre in Serie A1 sarebbe utile oppure no?

“Direi di sì, si avrebbero meno partite in regular season quindi ci sarebbe più dilazione del calendario. Il problema vero è che noi abbiamo fatto una settimana piena a novembre e la seconda se non ricordo male a fine febbraio, giocando sempre e viaggiando sempre. È chiaro che un calendario così è per noi estremamente compresso. Io faccio l’allenatore e devo cambiare il metodo di lavoro perché non posso spingere tanto, anzi devo spingere proprio poco perché altrimenti rischio che in un allenamento un mio giocatore si rompa il dito di una mano o un’altra giocatrice faccia un crash test insieme a un’altra e non ce l’ho disponibile per una gara perché è anche difficile mantenere la concentrazione alta con una intensità del genere”.

“Non voglio far polemica perché a me non piace. – prosegue Gaspari – Soprattutto dopo una semifinale persa dove dobbiamo guardare dove migliorare. Ma di sicuro lo spettacolo, se fosse un pochino più dilazionato nel tempo, sarebbe più qualitativo. Devo dire che Paola Egonu ha fatto una bellissima intervista, le ho fatto i complimenti perché l’ha detto nel modo giusto e queste sono cose che vanno dette nel modo giusto. C’è chi va in ferie, ma anche chi dopo una Final Four di Champions ha una settimana di riposo e poi attacca con la Nazionale. Così è tanto. Lo sappiamo tutti, ci stiamo ripetendo ma tanto poi nessuno fa niente”.

Dal nostro inviato Giuliano Bindoni
(© Riproduzione riservata)

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