Foto Rubin/LVF

Lo Scudetto di Conegliano nelle parole delle protagoniste: De Gennaro, Wolosz e Fahr

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L’Imoco Conegliano chiude in quattro gare la serie contro Milano e conquista il nono Scudetto della sua storia, l’ottavo consecutivo. Quella guidata da coach Santarelli è una squadra che, ancora una volta, ha saputo trovare dentro di sé le energie, le risorse e la capacità di fare la differenza, come raccontano le stesse protagoniste di una nuova, l’ultima in ordine di tempo, impresa sportiva per un team che, ormai, entra di diritto nel mito dello sport.

Ecco le parole di De Gennaro, Wolosz, e Fahr, fuoriclasse in maglia Conegliano, a fine partita.

Monica De Gennaro (libero): “C’è tanta soddisfazione, sì, assolutamente. E’ bello, vincere qua è qualcosa di straordinario. E’ stata una bellissima finale. La chiave che ha deciso la partita penso sia stato il nostro break, la nostra fase muro-difesa“.

Asia Wolosz (palleggiatrice): “E’ una grandissima soddisfazione, perché abbiamo lavorato veramente tutta la stagione per questo obiettivo, per questo Scudetto e non è stato facile, però, abbiamo dimostrato ancora che siamo forti e, secondo me, abbiamo meritato questa vittoria. Credo che la chiave decisiva in questa partita sia stata la nostra testa: siamo entrate in campo fin dal primo punto molto aggressive. Questo era mancato in Gara3. Eravamo calme, e abbiamo davvero giocato tutto come quello che avevamo detto e preparato con i video e tatticamente. Abbiamo spinto, Paola (Egonu, Ndr) ha fatto di nuovo il ‘suo’, però, secondo me, noi, con tutta la squadra siamo state più ordinate. Abbiamo giocato più di squadra. Ora dobbiamo goderci questo momento, perché non è scontato. Dobbiamo goderci questa serata, poi, da domani, dopodomani incominciamo a pensare alla Champions League“.

Sarah Fahr (centrale): “Le chiavi che hanno deciso la serie sono state la nostra mentalità, la nostra unione di squadra, la nostra voglia di portare a casa il risultato dopo una stagione che era iniziata un po’ ‘così così’ e nella quale tutti ci davano per spacciati e, quindi, sì… siamo stati bravi! Se c’è stato un momento in cui ci siamo preoccupate? No, perché sapevamo che tanto dipendeva da noi, dal nostro carattere e dal nostro tipo di gioco“.

Interviste di Dario Keller
(© Riproduzione riservata)

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