La stella nascente Viktoriia Kobzar: “Sono nata sul campo di pallavolo”

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Foto Christian Besson/Volero Le Cannet

Di Alessandro Garotta

Dobbiamo dare responsabilità ai giovani, in quanto questo è di gran lunga il miglior mezzo per formarne il carattere“. Questa frase non è stata pronunciata né da un allenatore né tantomeno da un dirigente, bensì da un militare britannico, Robert Baden-Powell, fondatore dello scoutismo e di un metodo pedagogico che tramite obiettivi fisici e mentali si pone il fine di formare un individuo che sia in grado di servire la comunità.

Una frase che potrebbe perfettamente sintetizzare l’inizio della carriera di Viktoriia Kobzar, palleggiatrice russa – classe 2004 – che ha bruciato in maniera sorprendente le tappe, fino ad essere chiamata a prendere le redini del Volero Le Cannet, squadra francese che quest’anno vuole difendere il titolo di campione nazionale ed è pronta a fare il suo esordio assoluto in Champions League.

Viktoriia, innanzitutto ci racconti com’è nata la tua passione per la pallavolo?

È stato qualcosa di naturale dato che tutta la mia famiglia vive per questo sport: si può dire che io sia nata su un campo di pallavolo“.

Com’è stato il percorso che ti ha portato al Severyanka?

Il Severyanka è stato il mio primo club professionistico. Prima di approdarci avevo giocato nella rappresentativa della mia scuola, dove ero allenata da mia madre“.

Qual è stato il momento migliore della tua carriera finora?

Senza dubbio, i miei ricordi più belli legati alla pallavolo sono la prima vittoria con una nazionale giovanile ai Campionati Europei Under 17 (nel 2020, n.d.r.) e il trionfo ai Mondiali Under 18 (nel 2021, n.d.r.)”.

Come ti descriveresti come giocatrice? C’è qualche palleggiatrice a cui ti ispiri o assomigli come stile di gioco?

Mi descriverei come una giocatrice intelligente e forte dal punto di vista mentale. Come alzatore penso di essere molto simile a mio fratello Igor (giocatore dello Zenit San Pietroburgo, n.d.r.)”.

Cosa pensi quando ti descrivono come un astro nascente della pallavolo russa?

Tutto questo mi motiva ancora di più a diventare una vera stella della pallavolo e una giocatrice utile alla nazionale. È sempre molto piacevole ricevere questo tipo di apprezzamenti: vuol dire che sto andando nella giusta direzione“.

È appena iniziato un nuovo capitolo della tua carriera. Come mai hai scelto il campionato francese, e nello specifico il Volero Le Cannet? Quali sono le tue aspettative?

Il Volero è un grande club, dove sono cresciute molte stelle della pallavolo moderna: sono felice di avere anche io l’opportunità di diventare una buona giocatrice. Vorrei vincere tutti i trofei con questa maglia e farò del mio meglio per raggiungere questo traguardo!“.

In questa nuova avventura hai trovato ben cinque connazionali: Alina Popova, Vita Akimova, Anna Kotikova, Elizaveta Kochurina e Tatiana Simanikhina. Questo fattore vi sta aiutando ad ambientarvi?

Certamente la presenza in squadra di altre ragazze dalla Russia ci sta aiutando molto. Abbiamo una buona intesa e non manca mai supporto reciproco tra di noi“.

Quali sono le tue impressioni dopo le prime partite?

Abbiamo vinto sei partite su 8, anche se non si è ancora visto il nostro massimo livello di gioco. La squadra è completamente nuova, quindi abbiamo bisogno di un po’ di tempo per dimostrare quanto valiamo“.

Il Volero dovrà affrontare Alba Blaj, Vero Volley Milano e Prometey nella Pool B di CEV Champions League. Cosa ne pensi delle vostre avversarie?

Le squadre inserite nel nostro girone sono veramente forti. Non sarà facile per noi, ma lotteremo per arrivare in fondo alla competizione“.

Quali sono i tuoi hobby preferiti quando non sei impegnata con la pallavolo?

Recentemente ho adottato un cagnolino, quindi come hobby principale mi sto dedicando all’educazione e alla crescita del mio cucciolo. Inoltre, ho iniziato a imparare il francese e, quando possibile, cerco di godermi la natura che circonda il posto in cui vivo adesso“.

Quali sono i tuoi grandi sogni in ambito pallavolistico?

Da sempre inseguo un obiettivo ben preciso: vincere le Olimpiadi e i Campionati Mondiali“.