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Intervista a Enzo Barbaro, Parte 2: Serie A2 (girone unico), mercato, diritti media, merchandising

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Dopo aver parlato di grandi eventi, nuovi palazzetti, qualche suggestione, ispirando anche dei Pesci d’aprile nella giornata di martedì 1, e affrontato soprattutto un tema molto caldo come quello dei calendari e dei format dei campionati, continua la nostra intervista esclusiva a Enzo Barbaro (QUI la prima parte), amministratore delegato della Lega Volley Femminile. In questa seconda parte parleremo degli altri campionati femminili di Serie A, di una nuova finestra di volley mercato (richiesta a gran voce dai club), per concludere approfondendo meglio la grande novità legata ai diritti media e come la massimizzazione della visibilità, anche internazionale, dovrebbe garantire risorse maggiori ai club.

Il prossimo anno debutterà il campionato femminile di Serie A3. Cosa può dirci rispetto alle informazioni rese note fin ora?
“Sull’A3 posso dire poco perché è un campionato che ha organizzato la Federazione, quindi noi come LVF in questo momento siamo spettatori. Non entrerà nella Lega, almeno per ora. La Lega si è offerta di stare al fianco della Federazione per far crescere questi club facendo vivere loro un po’ la Serie A attraverso la partecipazione ai nostri eventi, ai nostri corsi di formazione piuttosto che tutto ciò che può essere a loro utile per crescere”.

Un campionato che si aggiunge senza sostituire uno dei due di Serie B.
“Credo che possa essere un buon polmone intermedio per permettere di fare un piccolo salto alle società di Serie B e avvicinarsi di più alla Serie A, anche in termini di adempimenti crescenti. Ciò detto, non gestendola direttamente, non saprei dire di più in merito a come sta andando da un punto di vista organizzativo o di interesse da parte dei club perché non ho il polso di questa situazione”.

Domanda a bruciapelo: se ne sentiva il bisogno?
“Sicuramente uniforma un po’ i due gender, nel senso che da una parte c’era l’A3 e dall’altra no. Detto questo, se mi chiede se fosse indispensabile mi verrebbe da risponderle di no, ma se poi penso che per le squadre di B1 passare in A2 rappresentava un salto enorme mi viene da dire che ci può anche stare creare un passaggio intermedio più soft. Nei prossimi anni si capirà meglio quale sia l’interesse reale dei club a fare questo campionato. Anche l’A3 maschile qualche lato negativo lo ha fatto vedere, anche se poi alla fine ha costruito una propria dignità. Altro aspetto non di poco conto, l’A3 ha aiutato noi in qualche modo a sistemare la Serie A2, che finalmente partirà a 16 squadre. Questo, con qualche sacrificio, ci porterà a scegliere per un girone unico”.

foto LVF

Ecco, di questo sì che se ne sentiva il bisogno.
“Assolutamente, il girone unico ci toglie tutti quei problemi a cui avevamo accennato nella prima parte dell’intervista relativi a ranking e coefficienti per dividere le squadre in due raggruppamenti. Così invece l’A2 diventerà un campionato molto più lineare. Dobbiamo ancora valutare come sviluppare le fasi finali, però l’idea è quella di fare un girone unico e una fase finale abbastanza veloce, solo con semifinali e finali magari, ma dobbiamo ancora parlarne”.

Dalla prossima stagione prevedete qualche cambiamento anche riguardo alle finestre di mercato?
“Attualmente la seconda finestra del mercato femminile parte dall’inizio del campionato a ottobre fino a metà gennaio. Di fatto nel mezzo è sempre aperta e prevede già un tetto di tre scambi, anche tra squadre italiane. Nell’ultima finestra, che va da metà gennaio all’ultima giornata di regular season, c’è invece la limitazione di due atlete che non abbiano mai giocato in Italia nella stagione corrente. Per una serie di ragioni stiamo effettivamente pensando di aprire una quarta finestra durante i playoff con delle restrizioni molto importanti legate solo a infortuni gravi e certificati”.

Nella prima parte dell’intervista abbiamo parlato di eventi. Alla pallavolo manca un ‘evento’ di mercato?
“Non dico che manchi la maturità, ma nella pallavolo manca di sicuro la capacità di concentrare le trattative nella settimana del volley mercato. Al di là delle finestre aperte a campionato in corso, per la stagione successiva il mercato si fa prima, si fa più o meno in segreto, tanti accordi sono già presi, quindi mettere una settimana per firmare i contratti è quasi ridicolo perché lo si saprebbe già da tempo”. 

foto LVF

A livello di comunicazione, la Lega femminile sta viaggiando a velocità tripla e su binari nuovi.
“La newco è stata creata per la gestione dei diritti marketing e media e per la prima volta, potendo avere una gestione unica dei due asset principali della Lega, inevitabilmente la comunicazione andrà nella direzione di far dialogare il più possibile i due asset. Quindi cercare la massimizzazione della visibilità del movimento attraverso una diffusione delle nostre partite più ampia possibile”.

Si parla di trasmettere le partite sui social: solo sui social o anche sui social?
“No, non rinunceremo alle piattaforme tradizionali. Stiamo dialogando da mesi con i principali broadcaster per avere la classica partita in chiaro, però l’idea è quella di dare la possibilità a chiunque di trasmettere tutte le partite che non saranno bloccate da vincoli di esclusiva con questi broadcaster. Questo cosa porterà: numeri sicuramente più alti di diffusione della visibilità del movimento; maggiore accessibilità a chiunque di vedere una partita gratis; massimizzare la diffusione degli highlights stessi, che oggi sono parzialmente coperti dai diritti di chi li gestisce. Tutto questo flusso di dati servirà a massimizzare la visibilità del movimento e massimizzare la visibilità dei nostri sponsor e verrà monitorato con piattaforme che hanno un valore economico importante e che abbiamo già inserito nel nostro asset”.

Come si inseriranno gli account social delle squadre e delle atlete in questo ecosistema?
“Troveremo delle soluzioni tecnologiche per permettere anche a loro di sfruttare i diritti media, quindi le immagini. Questo permetterà loro di avere in mano uno strumento per mettersi in mostra maggiormente, cosa che oggi non hanno, e per noi sarà importante per amplificare anche lì la visibilità”.

Una visibilità che verrà amplificata anche all’estero?
“Assolutamente sì, questo è proprio il terzo punto fondamentale della nostra strategia, ovvero un’apertura e una internazionalizzazione della Lega proprio attraverso la diffusione dei diritti media su più Stati esteri possibili. Oggi questo ha subìto un leggero rallentamento rispetto al passato, ma vogliamo riprendere in mano i nostri diritti proprio per riprendere questa diffusione e amplificarla sfruttando anche il contributo delle atlete straniere che giocano in Italia. Questo passerà anche attraverso collaborazioni e partnership con Federazioni e Leghe estere, molti dialoghi anche in questo caso sono già stati attivati”.

Fonte: Lega Volley Femminile

Tutto questo a partire dalla prossima stagione?
“A partire dal prossimo anno avremo la gestione, ma si tratta comunque di innovazioni tecnologiche che richiedono del tempo. Ci vorrà qualche anno per arrivare a regime, però qualcosa si comincerà a vedere dal prossimo anno, questo sì”.

Una Lega femminile, dunque, sempre più orientata al digitale.
“Sì, direi che questo è un po’ il progetto di diffusione, e di conseguenza di comunicazione, che si vuole dare alla nostra Lega nei prossimi anni. Siamo convinti che questi numeri digitali possano esplode ulteriormente: oggi siamo la seconda Lega in Italia dopo la Lega Calcio per numero di follower”.

In termini di ritorno economico, questa diffusione amplificata quali vantaggi/entrate porterà alle società?
“A livello finanziario si avrà qualcosa in meno in termini di diritti media ma qualcosa in più in termini di diritti marketing perché agli sponsor sarà data una visibilità maggiore. Per la prima volta quest’anno saremo in grado di dividere delle risorse tra tutti i club. È il primo anno che succede nella Lega e questo grazie a questa gestione autonoma dei nostri diritti. In futuro ci auguriamo che possa aiutarci a distribuire maggiori risorse perché comunque con la newco c’è anche un accordo per il quale, una volta coperti i costi, tutto ciò che arriva in più venga diviso tra i due soci. Uno di questi è appunto la Lega e la Lega tutto ciò che introita di più lo distribuisce tra i club”.

Tutto diviso in parti uguali o sono previsti dei premi differenti?
“Ci sono dei premi diversi in base ai risultati e ai piazzamenti. Sono tabelle definite con i club stessi che premiano le stagioni e la permanenza nei campionati. L’obiettivo di tutti quanti, lo ripeto, è quello di distribuire sempre di più. Se massimizziamo la visibilità e riusciamo anche ad avere più risorse, secondo me avremo ottenuto come Lega un bell’obiettivo per tutto il movimento”.

foto LVF

Ultima curiosità legata al merchandising. Forse la pallavolo e le squadre potrebbero fare di più e meglio in questo senso. Avete mai pensato di creare uno store unico online, magari proprio sul sito di Lega?
“La risposta è assolutamente sì. Non lo abbiamo fatto sino ad oggi perché nel precedente contratto di gestione dei nostri diritti non avevamo la disponibilità dei diritti di merchandising perché erano stati ceduti a chi ci gestiva i diritti marketing. Oggi sono tornati di proprietà, già a Trieste e Torino abbiamo fatto due piccoli esperimenti: in loco, insieme ai club, c’eravamo anche noi con qualche articolo di Lega. Quanto al sito di e-commerce, è quasi un anno che ci stiamo lavorando con l’idea di farci confluire oltre ai nostri articoli anche quelli dei club e quindi sicuramente è un obiettivo. Crediamo che per loro possa essere un’opportunità in più. Non sono ancora in grado di dire quando questo store sarà online, ma non manca molto”.

Intervista di Giuliano Bindoni
(© Riproduzione riservata)

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