Gran Champions Cup femminile, la Cina uno schiacciasassi

DATA PUBBLICAZIONE
TEMPO DI LETTURA
meno di 4 minuti
SHARE
SHARE
TEMPO DI LETTURA
meno di 4 minuti

Di Redazione

Nell’appuntamento di Gran Champions Cup che vede assente l’Italia, in questo momento impegnata nella fase di preparazione dell’imminente campionato europeo, è la Cina a sorprendere tutti. Una squadra che non piace ai puristi della pallavolo, quelli che amano il volley femminile più tecnico e spettacolare rispetto a quello tutto potenza, imitazione dell’espressione maschile. La Cina è una giusta via di mezzo: ha un muro straordinario, un opposto come la Zhang (nella foto) che riesce a tradurre in punti qualsiasi occasione ma soprattutto un’estrema regolarità. È una squadra che sbaglia poco e che concede pochissimo; magari non la più spettacolare ma certamente la più solida.

Imbattuta dopo le prime tre partite, la Cina, che aveva appena superato il Brasile di Ze Roberto 3-2, unica squadra quella sudamericana capace di rubare un punto alle cinesi, ha affrontato la Russia. Sulla carta una gara equilibrata ma nei fatti non c’è stata partita: terzo 3-0 in quattro gare, quarta vittoria e soliti numeri pesanti in termini di efficienza in ricezione ed efficacia in attacco.

Nulla ormai sembra poter fermare la Cina dal conquistare il trofeo intercontinentale, un successo che le manca dal 2001: l’ultima partita sarà contro le padrone di casa del Giappone che, nonostante i successi contro Corea e soprattutto Brasile (vittoria del tutto insperata e non pronosticata), ha denotato più di una fragilità in ricezione. Il match tra Cina e Giappone chiuderà il torneo e con ogni probabilità sarà inutile perché il quoziente set della Cina è tale dal mettere la squadra di An Jajie, campione olimpica in carica ma da due anni assente alla Gran Champions Cup, al riparo da ogni sorpresa.

ARGOMENTI CORRELATI

CONDIVIDI SUI SOCIAL

Facebook

ULTIMI

ARTICOLI