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Giulio Pinali pensa già al ritorno: “Ho ancora tante pagine da scrivere”

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Domenica 22 gennaio 2023. Siena-Cisterna, terzo set. Giulio Pinali atterra sulla caviglia sinistra durante un servizio. La telecamera stacca, non ha la morbosità di riprendere un gesto che fa male più a chi lo vede che a chi lo subisce. Chi era lì accanto a lui riferisce che era Giulio, nonostante un dolore terribile, a rasserenare tutti, e non il contrario.

Il resto è storia. Pinali conclude una stagione che conduceva così come ha condotto un’intera carriera, ossia con responsabilità, metodo, lungimiranza. Rassicura tutti: “Tornerò“. Lo fa come un guerriero, che combatte questo silenzio con la forza di chi parla più con i fatti che con il proselitismo e le comunicazioni di rito. Ecco la grandezza di Pinali, che oggi, a distanza di oltre due mesi, procede spedito con il suo recupero:

Sto meglio. Porto ancora le stampelle e a giorni dovrò togliere una vite, per cui devo evitare di caricare troppo. Ma il recupero procede spedito. I medici sono sereni sulle tempistiche e sui progressi e il percorso che sto facendo“.

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In campo tra quanto?

Non faremo calcoli matematici, ma da quando sarò in piedi, dovranno passare circa due mesi. Quindi luglio, diciamo luglio per riprendere a toccare la palla“.

È stata tosta, Pinali.

A tratti ci sono stati dei momenti bui, sono normali. Ero in campo, volevo finire con tutto me stesso la stagione, conquistare la salvezza. Invece improvvisamente mi sono ritrovato fuori dai giochi. Però il senso di accettazione dei tempi di recupero, di ciò che è accaduto, è stato totale. Sono tornato a Bologna, a casa, tra gli affetti più cari, e ho cominciato a lavorare verso la ripresa. La mobilità della caviglia, la forza muscolare tornerà presto. È una questione di tempo“.

Chi c’è nei momenti in cui le certezze crollano?

La mia famiglia ed Eleonora. Non mi hanno mai lasciato solo, sempre accanto, sempre presenti. Erano al palazzetto quella domenica, erano spaventati. Lo ero anche io, ma nel nostro lavoro sono cose che si mettono in conto. Non sono il primo e non sarò l’ultimo a vivere momenti così. Mi sono operato. Il medico era soddisfatto dell’operazione. Questo è bastato per tranquillizzarmi e voler riprendere al massimo la prossima stagione“.

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Sinceramente, con lei Siena si sarebbe salvata?

Credo di sì, ma non per Giulio Pinali in campo. Ma perché avrei dato il mio contributo assieme a tutti i compagni per fare sì che quel traguardo venisse tagliato. Stavamo cominciando a far girare le cose in un certo modo. Mi è dispiaciuto molto non potermi giocare la salvezza sul campo. Sono andato a vederli contro Verona e ho cercato anche io di stare vicino agli amici. Eravamo un bel gruppo, questo tengo a dirlo“.

Mentalmente, cosa non l’ha fatta crollare?

Il pensiero di rientrare presto. Di voler scrivere ancora tante pagine di questo sport. Penso sempre di essermi preso una piccola vacanza dal lavoro. Riposo il fisico, mi rilasso, sto un po’ con le persone con cui non ho avuto molto tempo di stare in questi ultimi anni. C’è anche Roberto che da Ravenna viene spesso a trovarmi. Avere attorno le persone a cui voglio bene è una forma di terapia“.

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Ora tocca all’altro Pinali portare avanti la stagione.

Sì, ora Roberto giocherà contro Vibo. Sarà un bell’impegno per Ravenna. Sono una squadra che può giocarsi la seconda fase, cercando di godersi la buona stagione fatta“.

Mi dica se il telefono squilla nonostante l’infortunio?

“(ride, n.d.r.) Intende per i compagni di squadra? Sì, sento tanti compagni, tante persone a Modena che si sono preoccupati per me, ma anche gli stessi compagni di nazionale“.

Intendevo se squilla per la prossima stagione…

Sì, sì. Adesso mi prenderò il tempo per capire come e da cosa voglio ripartire“.

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