Giulia Carraro e la grande occasione di Bergamo con un occhio al futuro

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Di A.G

Nella pallavolo l’alzatrice ha un compito determinante: è la regista della squadra, colei che permette alle compagne di fare punto. A differenza delle schiacciatrici, delle centrali e degli opposti, raramente può scaricare la tensione attraverso l’attacco. Deve gestire in maniera straordinaria la tensione, restando sempre lucida, anche quando la partita non sta andando bene. Tuttavia, solo le migliori interpreti di questo ruolo sono in grado di cambiare l’inerzia del gioco in modo istantaneo. È un’arte, a suo modo: quella di farsi trovare sempre pronte. La conosce bene Giulia Carraro, che ai microfoni di Volley NEWS ha raccontato la sua esperienza da palleggiatrice della Zanetti Bergamo.

Sabato è calato il sipario sul campionato di Bergamo. Cosa si porterà dietro di questa stagione? Ha qualche rimpianto?
Mi sono trovata benissimo a Bergamo, una città davvero straordinaria che mi ha fatto sentire come a casa. In questa stagione penso di essere cresciuta sotto tutti i punti di vista e ho avuto la fortuna di fare parte di un gruppo fantastico: ho legato molto con le mie compagne di squadra e trovato tante nuove amiche. Il rimpianto più grande è quello di non aver centrato i playoff, che erano un obiettivo alla nostra portata”.

Cosa non ha funzionato nella Zanetti Bergamo di quest’anno?
Non siamo riuscite ad esprimere la nostra pallavolo. Avere in squadra tante giocatrici in grado di giocarsi un posto da titolare è stato un elemento critico, piuttosto che un punto di forza: il sestetto cambiava spesso e così non siamo riuscite a trovare il giusto equilibrio per giocare ad alti livelli con continuità”.

Quest’anno ha trovato molto spazio risultando utile alla causa della sua squadra. Quanto è importante farsi trovare sempre pronti?
È fondamentale farsi trovare sempre pronti a dare il proprio contributo perché certe occasioni non capitano tutti i giorni. In questa stagione ho avuto la possibilità di giocare diverse partite e mostrare le mie qualità, ma rimane l’amaro in bocca per il mancato raggiungimento del nostro obiettivo”.

Aveva già avuto modo di lavorare con coach Bertini a Pesaro. Può spiegarci la sua filosofia di gioco? Che cosa chiede in particolare ad una palleggiatrice?
A Matteo piace molto giocare veloce, anche quando la ricezione non è perfetta. La sua palleggiatrice deve imparare ad essere veloce nell’arrivare sotto la palla e precisa nell’alzata: le attaccanti si affidano all’alzatrice, perché se la palla non è precisa non riescono ad attaccare”.

Come si è trovata a lavorare a fianco della sua compagna di ruolo Carlotta Cambi? Che rapporto avete in allenamento e fuori dal campo? Sono contenta di avere condiviso l’esperienza a Bergamo con Charlie, dopo la stagione a Pesaro. Avere lo stesso ruolo in una squadra non è facile, ma in allenamento ci siamo sempre spronate a vicenda per migliorare, mentre fuori dal campo abbiamo trascorso parecchio tempo insieme. Abbiamo un rapporto davvero molto bello: tra di noi si è creata un’amicizia profonda”.

Il prossimo weekend inizieranno i playoff di Serie A1 femminile. Quale squadra vede favorita per la vittoria dello Scudetto?
Penso che l’Imoco sia la squadra più attrezzata per vincere questo Scudetto, visto che è in grado di esprimere una pallavolo di altissimo livello. Alla fine, conterà il carattere delle giocatrici e trionferà la formazione che si dimostrerà più unita”.

Qual è il suo sogno nel cassetto per il futuro?
In questo momento il mio sogno più grande è quello di giocare da titolare in una squadra di Serie A”.

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