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Finale Scudetto A1: Conegliano e Milano ai raggi-X tra numeri, curiosità, duelli, differenti distribuzioni

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Riposare hanno riposato, un lusso in una stagione così fitta di appuntamenti, e ora per Conegliano e Milano è giunto il momento di tornare a correre. Anche perché quella verso il titolo più ambito, lo scudetto di Serie A1, sarà una corsa sfrenata con le prime tre sfide che si giocheranno in appena una settimana (11, 15 e 19 aprile). In caso di serie lunga, poi, vietato prendere impegni anche giorno 22 e giorno 25. L’Imoco il tricolore se l’è già cucito otto volte sul petto, il Vero Volley ancora mai, nonostante sia la quarta volta che prende ago e filo in mano per provarci.

MILANO GIA’ A QUOTA 2 VITTORIE
La stagione era iniziata con un colpo di scena inedito, la Supercoppa vinta dalle lombarde interrompendo una striscia di sette successi consecutivi delle venete. Non contenta, la squadra di Lavarini ha poi battuto le Pantere anche nella sfida di ritorno di regular season, addirittura da tre punti (3-1) ricambiando con la stessa moneta, e punteggio, la sconfitta subita al Palaverde a inizio campionato. Perché sono così importanti questi due successi nella stessa stagione prima di queste finali scudetto? Perché in totale, dal 2016 ad oggi, su 44 confronti tra campionato e coppe nazionali, i successi del Vero Volley contro l’Imoco sono stati solo 7. Non banale, poi, neanche il fatto che di questi 4 siano stati centrati al Palaverde e 3 in casa.

foto Rubin-Zani/LVF

PRIME DUE GARE DETERMINANTI
Due successi dunque, e per di più un trofeo, che potrebbero pesare mentalmente anche in questa serie, a patto di uscire dai blocchi alla giusta velocità. Le prime due sfide saranno cruciali, chiunque andasse sul 2-0 metterebbe inevitabilmente una serissima ipoteca sul bersaglio grosso ponendo sul capo dell’avversaria un macigno pesante, se non pesantissimo. Se invece il fattore campo venisse rispettato, la serie potrebbe davvero decidersi anche il 25 di aprile, giorno in cui in Italia si festeggia l’anniversario della Liberazione.

I PRECEDENTI NELLE FINALI SCUDETTO
Guardando ai precedenti tra le due squadre in finale scudetto, quella della passata stagione fu totalmente a senso unico, con l’Imoco che cedette solo un set in tre gare. Nel primo confronto, stagione 2021-2022, il Vero Volley partì espugnando il Palaverde al tie-break, salvo poi alzare bandiera bianca nelle successive tre partite, nonostante due di queste finirono al quinto set. L’unica serie tra Conegliano e Milano che si è protratta fino a Gara-5 è stata invece quella della stagione 2022-2023: successo Imoco al tie-break in Gara1; serie ribaltata da Milano in Gara2 e Gara3, vinte rispettivamente 3-0 e 3-2; prove di forza di Conegliano in Gara4 e Gara5 (vinte 3-0 e 3-1).

Foto Rubin/LVF

ANNO NUOVO, NUOVE PROTAGONISTE
Quest’anno il mercato ha ancora una volta cambiato i roster. Se Santarelli ha tenuto inalterata l’ossatura del suo starting-seven, con un nuovo jolly da pescare dalla panchina che si chiama Sillah, Lavarini ha dovuto impiegare più tempo per trovare i giusti equilibri dopo gli addii di Orro al palleggio e Sylla in banda (e soprattutto in ricezione), trovando però in Fersino un libero straordinario.

IL FATTORE FERSINO (novità)
Proprio colei che si candida a pieno titolo a raccogliere l’eredità di De Gennaro in Nazionale potrebbe essere la vera protagonista a sorpresa di queste finali scudetto in casa Milano. La stagione giocata sin qui è stata semplicemente clamorosa, tanto che sempre più addetti ai lavori la indicano oggi come la più forte al mondo nel ruolo. Il suo arrivo ha avuto un peso tattico rilevantissimo per la Vero Volley. Non solo perché in difesa e copertura tiri su di tutto, ma anche perché è di fatto una seconda palleggiatrice in campo, cosa sempre più importante e ricercata nella pallavolo moderna che sino ad oggi si era vista solo proprio a Conegliano (e in Nazionale) grazie al talento fuori categoria di De Gennaro. Ora quest’arma in più ce l’ha anche la squadra lombarda che non a caso, grazie a Fersino, ha accresciuto di molto quest’anno la sua efficienza in fase break.

foto LVF

IL DUELLO HAAK-EGONU
Imoco-Vero Volley, ancora una volta, sarà un confronto che vivrà di tanti duelli diretti. Haak contro Egonu è quello da copertina, confronto tra due delle opposte più forti in circolazione ormai da anni. La svedese ha fatto della sua continuità di rendimento un’arma che Santarelli e Wolosz sfruttano sempre con il giusto dosaggio. Nessun sovraccarico ma una gestione sempre corretta che non rischia mai di toglierle ritmo e ‘temperatura’. Discorso diverso invece per la Paola nazionale, giocatrice che ama toccare una quantità industriale di palloni (sono 1424 quelli attaccati in 34 partite sin qui giocate contro i 1063 di Haak), soprattutto quando la posta in palio è alta. Se a inizio carriera era semplicemente infermabile, quest’anno sembra essere tornata quel bazooka da 30/40 punti potenziali a partita e doppia cifra ad ogni set. Quando è in giornata mette l’asticella a un’altezza irraggiungibile per chiunque altra al mondo, ma il problema potrebbe essere proprio il surplus. In Champions contro il VakifBank lo si è visto: col serbatoio pieno ha fatto sfracelli, ma la benzina quando si viaggia a 300 all’ora potrebbe anche finire tra quarto e quinto set.

I DUELLI AL CENTRO
Altra zona della rete che sarà protagonista in questa serie scudetto sarà quella al centro. Da una parte Danesi e Kurtagic murano come se non ci fosse un domani: 159 monster block totali stampati sin qui in stagione contro i 91 della coppia Fahr-Chirichella. La giovane centrale serba della Numia ha però dimostrato in più occasioni di soffrire il gioco di Wolosz, che spesso legge in ritardo, e questo potrebbe diminuirne l’impatto proprio a muro.

foto LVF

I DUELLI IN BANDA (novità)
Come detto in precedenza, nel ruolo di posto 4 Conegliano può vantare bocche di fuoco di livello superiore. Di Gabi non serve neanche parlare, è la prima della classifica delle migliori al mondo nel ruolo. Forse anche la seconda e la terza. Stop. Zhu Ting non sarà la stessa Zhu Ting di qualche stagione fa, ma tocca ancora palla ad altezze importanti andando spesso sopra il muro avversario. Entrambe poi danno una certa tranquillità in seconda linea di fianco ad un totem come De Gennaro. A loro poi si aggiunge Sillah, ancora acerba per età ma esplosiva e ‘sfacciata’ quando chiamata in causa, oltre a Daalderop con la sua esperienza. Per colpa di una giocatrice uscita dalla panchina, Milano ci ha già perso uno scudetto contro l’Imoco (do you remember Gray?). Dal canto suo la squadra di Lavarini non ha una stella di valore assoluto in quel reparto, in grado di ‘alleggerire’ Egonu nella distribuzione, ma vanta comunque tre giocatrici che possono avere sì alti e bassi, ma comunque alti di una certa importanza. Parliamo di Lanier, Piva e Pietrini. Se una non gira a dovere, ne subentra un’altra che mantiene alto il livello di gioco in attacco, e questo spesso ha aiutato a girare tante partite. Nessuna delle tre vale Gabi e Zhu Ting in ricezione in senso assoluto, ma giornate con picchi di rendimento anche in questo fondamentale non sono mancate quest’anno. Occhio poi al jolly. Se Santarelli ha Sillah, Lavarini ha Cagnin. In Supercoppa il suo ingresso fu determinante, a proposito di finali…

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IL DUELLO AL PALLEGGIO (novità)
Dopo tre finali scudetto giocate contro Alessia Orro, questa sarà la prima per Asia Wolosz contro Francesca Bosio. Un dato che potrebbe saltare all’occhio è il maggior contributo di Bosio in termini di punti personali: 70 sono quelli segnati in regular season con 14 ace (34 errori in battuta) e 25 muri; per Wolosz invece 31 punti (31 gare giocate) con 7 ace (13 errori in battuta) e 9 muri. Nulla di nuovo comunque se si considera che Orro la passata stagione aveva chiuso la regular season con un bottino personale ancora superiore (121 punti) mentre Wolosz non era andata oltre i 43. La cosa invece più interessante da guardare è la distribuzione del gioco.

DISTRIBUZIONE DEL GIOCO
In 34 partite sin qui giocate dalle due squadre, Wolosz ha alzato 2040 palloni in posto 4 (49,2%), 770 in posto 3 (18,6%) e 1334 in posto 2 (32,2%). Bosio ha invece servito 1791 palloni in posto 4 (45,4%), 604 in posto 3 (15,3%) e 1551 in posto 2 (39,3%). Minime differenze, seppur sostanziali in alcuni reparti, al contrario della passata stagione in cui Orro aveva alzato solo il 29,3% di palloni in posto 2, il 17,7% in posto 3 e sbilanciato il peso dell’attacco in posto 4 con il 53% di palloni alzati.

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CONEGLIANO HA UN ROSTER PIU’ PROFONDO
L’Imoco ha utilizzato di più tutte e quattro le bande e anche tutte e tre le centrali: 709 palloni attaccati da Gabi, 563 da Zhu, 468 da Sillah, 300 da Daalderop; al centro 330 da Fahr, 212 da Chirichella, 200 da Lubian. Sponda Milano, invece, se ne contano 752 per Lanier, 678 per Piva e 325 per Pietrini, ma solo 36 per Cagnin. E ancora al centro 290 per Danesi (ben 40 in meno rispetto a Fahr), 203 per Kurtagic ma ‘solo’ 111 per Sartori. C’è una netta discrepanza anche nell’utilizzo delle opposte di riserva: Adigwe ha totalizzato 34 presenze, attaccato 271 palloni e segnato 156 punti; per Akimova invece 23 presenze, 124 palloni attaccati e 59 punti. In totale sino ad oggi sono stati 741 i punti segnati dalla panchina per Conegliano contro i 599 di Milano.

foto Rubin / LVF

IL FATTORE PALLONE (novità)
Quarta finale scudetto, come detto, tra Conegliano e Milano, e seconda (dopo le finali del 2021-2022) che si giocherà con i palloni Molten invece dei Mikasa. Potrebbe sembrare una cosa di poco conto, ma a cambiare non sono solo i colori. Si tratta di due palloni completamente differenti e, come forse avranno notato i più attenti alle statistiche, anche quest’anno l’uso dei Molten, rispetto ai campionati giocati con i Mikasa, ha portato a un abbassamento generale dell’efficienza al servizio di tutte le squadre e un corrispondente miglioramento, anche in questo caso in generale, del livello di ricezione. Una variabile anche questa che potrebbe rappresentare un fattore diverso in questo nuovo confronto tra le due squadre.

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ALTRE CURIOSITA’ A CONFRONTO
Quale squadra mura di più? Milano ha realizzato sin qui 331 muri vincenti contro i 312 di Conegliano.
Quale squadra ha segnato più ace? Conegliano con 120 servizi vincenti contro gli 86 di Milano.
Chi ha commesso più errori al servizio? Conegliano con 359 errori su 2946 battute totali contro i 327 errori di Milano su 2842 battute totali. Le percentuali d’errore sono però pressoché identiche: 12% contro l’11,5%.
Gli 8 scudetti vinti da De Gennaro sono un record? No, la giocatrice a vantare il maggior numero di scudetti vinti in carriera, per altro consecutivamente dal 1980-81 al 1990-91, è Manuela Benelli, palleggiatrice della leggendaria Olimpia Teodora Ravenna. De Gennaro è seconda, terza è Francesca Piccinini con 5.
Il roster più giovane?
Quello della Vero Volley con una media di 24 anni, 10 mesi e 18 giorni contro la media di 27 anni, 2 mesi e 8 giorni dell’Imoco.
Il sestetto più italiano? Quello della Vero Volley che potrebbe giocare anche (e lo ha già fatto in stagione) con uno starting seven tutto italiano: Bosio-Egonu, Piva-Pietrini, Danesi-Sartori, Fersino.
Il palazzetto più capiente? Seppur di poco, la capienza massima ufficiale per eventi sportivi è quella del Palaverde di Villorba con 5.350 posti a sedere contro i 5.309 dell’Allianz Cloud di Milano.

foto Rubin / LVF

DOVE VEDERE LE FINALI SCUDETTO
Tutti i match saranno trasmessi in diretta da Rai Sport, DAZN e VBTV.

DATE E ORARI DELLE FINALI SCUDETTO
Gara 1:
sabato 11 aprile, ore 20.30
Gara 2: mercoledì 15 aprile, ore 20.30
Gara 3: domenica 19 aprile, ore 18.00
ev. Gara 4: mercoledì 22 aprile, ore 20.30
ev. gara 5: sabato 25 aprile, ore 17.45

Di Giuliano Bindoni
(© Riproduzione riservata)

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