Foto Maurizio Lollini/Wealth Planet Perugia

Dai record dell’Imoco alla crisi di Busto: top & flop del girone d’andata

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Di Alessandro Garotta

Siamo arrivati, almeno virtualmente, al giro di boa del campionato di Serie A1 femminile (mancano ancora all’appello i tre recuperi ulteriormente rinviati a causa del Covid-19). Sebbene sia solo una tappa simbolica, la fine del girone d’andata è comunque un buon momento per tracciare una panoramica su quello che si è visto fin qui. Abbiamo provato, quindi, a rivivere le prime tredici giornate di Regular Season individuando alcune giocatrici e squadre che si sono particolarmente distinte e altre che hanno invece deluso le aspettative. 

I TOP

Imoco Volley Conegliano: 12 vittorie in altrettante partite di campionato. Una regolarità disarmante quella mostrata dalla corazzata di Daniele Santarelli, una superiorità che trova la propria spiegazione in una pluralità di elementi che non possono essere sintetizzati esclusivamente nei risultati. Quelli sono la conseguenza di un percorso che vede come fondamento un sapiente lavoro tecnico, tattico e relazionale. L’Imoco si conferma anche quest’anno una squadra in grado di dominare l’istinto della partita, dando la tangibile sensazione di sapere di essere più forte e, allo stesso tempo, di avere l’ambizione di dimostrarlo ogni volta che scende in campo. 

Sarah Fahr: Diciannove anni, tanto da imparare ma altrettante virtù già dimostrate. La giovane centrale è entrata in uno spogliatoio, quello dell’Imoco, che rende necessario avere la consapevolezza della realtà in cui ci si trova e le qualità per poterci stare. Detto, fatto: Fahr palesa mezzi tecnici non indifferenti, dimostrandosi chirurgica quando viene servita (116 punti con il 67,2% di efficienza in attacco) e opponendosi per 21 volte agli attacchi delle avversarie. Sarà interessante scoprire se riuscirà a confermarsi su questi livelli anche nel girone di ritorno: dopotutto è solo la sua seconda esperienza post Club Italia. 

Foto Maurizio Lollini/Bartoccini Fortinfissi Perugia

Caterina Bosetti: Se dovessimo scegliere la miglior banda di A1, non potrebbe essere altri che lei. Non soltanto il rendimento (171 punti con il 47,5% di ricezione perfetta e il 46,1% in fase offensiva) – già motivo più che sufficiente per metterla lassù in cima – ma la voglia di trascinare, lo spirito di sacrificio e la dedizione per la causa dimostrati finora dalla giocatrice dell’Igor Gorgonzola Novara non hanno eguali: è sempre in prima linea a dare l’esempio, ad indicare la strada maestra, che per la sua squadra è una soltanto e porta ad arrivare in fondo a ogni competizione. 

Magdalena Stysiak: L’opposta polacca si consacra definitivamente leader assoluta della Savino del Bene Scandicci e una delle giocatrici più determinanti del campionato: gioca con leadership, carisma ed intelligenza, fa praticamente quello che vuole in campo (214 punti di cui 17 ace e 17 stampate), attaccando col 45,7% di efficienza e mostrando istantanee di puro strapotere fisico contro le malcapitate avversarie. Compiti a casa per il prosieguo della stagione: cercare di limitare il più possibile gli errori… poi, si salvi chi può!

Foto Fenera Chieri

Francesca Bosio: Se la Reale Mutua Fenera Chieri gioca una grande pallavolo lo deve anche alla sua alzatrice, cresciuta esponenzialmente sotto tutti i punti di vista: dopo un’annata difficile all’ombra di Poulter, Bosio si dimostra meritevole di un posto da titolare e capace di stare in campo con la sicurezza di una veterana, distinguendosi per una buona abilità di smistare il gioco, servire la pipe, coinvolgere le centrali, smarcare i posti 4 e l’opposto. 

Katerina Zakchaiou: Più che il numero complessivo di punti o stampate vincenti, rispettivamente 134 e 45 in 40 set giocati, ciò che colpisce della giocatrice cipriota in forza alla Bosca S.Bernardo Cuneo è il tipo di impatto tecnico e psicologico in un campionato di alto livello, e il fatto che questo impatto sia avvenuto giocando in un ruolo difficile da interpretare – quello della centrale. Un talento poco celebrato che, adesso, sta diventando difficile da ignorare e per questo si aggiudica il titolo di rivelazione della stagione.

Foto ufficio stampa Saugella Monza

Alessia Orro: Non solo Heyrman e Van Hecke. Dietro alla crescita della Saugella Monza nel recente filotto di 6 successi consecutivi ci sono anche le mani fatate della palleggiatrice sarda: riesce a trasformare in oro qualsiasi tipo di ricezione, gestisce le compagne capendone i momenti e le fasi nel corso della partita, aiuta in difesa e conferma le sue qualità al servizio e a muro (8 ace e 13 stampate vincenti). Senza dubbio, un colpo di mercato azzeccatissimo per la compagine brianzola.

Enrica Merlo: Libero di grande affidabilità e dal rendimento costante: una macchina da ricezione (53,1% di perfezione e solo 5 errori) capace di infondere tranquillità all’intera seconda linea della Savino del Bene Scandicci. Il suo è un lavoro oscuro fatto di recuperi impossibili, grande concentrazione e calma, ma molto redditizio. Importantissima anche per lo spogliatoio.

I FLOP

Ananda Marinho: Arrivata alla VBC Èpiù Casalmaggiore a campionato ormai iniziato, dopo l’annuncio della gravidanza di Lloyd, la regista brasiliana si trasforma presto in un grande punto interrogativo, con diverse prestazioni timide e ricche di sbavature. La continua staffetta in cabina di regia con Bonciani non aiuta la squadra a trovare i suoi punti di riferimento. 

Malwina Smarzek: Le premesse perché potesse diventare una delle giocatrici più dominanti del campionato c’erano tutte ma, nonostante il discreto bottino di 155 punti e 20 muri, l’opposta polacca non è quella trascinatrice che aspettavano a Novara. Nelle prime giornate si intravedono a tratti le sue qualità, tuttavia – in seguito allo stop per la positività al coronavirus – si spegne attaccando con percentuali inferiori al 30% per diverse partite, e fatica a riaccendersi. Talento e classe non le mancano, per questo è tra le rimandate. 

Foto: Roberto Muliere

Anna Nicoletti: Il ritorno alla Banca Valsabbina Millenium Brescia dell’opposta è stato di minor impatto rispetto a quanto non ci si potesse attendere, questo soprattutto dopo un ottimo esordio stagionale in Supercoppa contro Scandicci. Certamente, una lesione al retto addominale condiziona parecchio il suo girone di andata, ma dal rientro non trova mai davvero il ritmo, siglando appena 109 punti in 12 partite (32,7% in attacco e 26 errori). Coach Mazzola cerca di darle fiducia, ma per ora manca quel click che le garantirebbe un rendimento più costante e decisivo

Beta Dumancic: Poco coinvolta dalla regia di Valentin, la centrale croata della Zanetti Bergamo non demorde e prova ugualmente a mettere in difficoltà le avversarie sfruttando tutti i palloni che le arrivano, anche se trovare la marcia in più alla sua prima esperienza in Italia è davvero complicato, così come dare una mano alla difesa sporcando più palle possibili sotto rete. Alla fine, mette a referto 48 punti con il 38,3% di efficienza offensiva, 12 muri e 0 ace. 

Foto: Lollini

Kenia Carcaces: La sua avventura a Perugia ha due chiavi di lettura, fin dall’inizio: doveva essere un’occasione di consacrazione individuale, in termini di leadership prima ancora che di prestazioni sul campo; e doveva rappresentare un valore aggiunto per la fase offensiva delle Black Angels. Il fatto che la schiacciatrice cubana non abbia il posto fisso nel sestetto del neo tecnico Mazzanti trasforma questo colpo di fine estate in un flop, almeno fin qui (72 punti con il 32,5% in attacco e il 29,1% in ricezione). E le conseguenze si vedono su tutta la squadra, con la Bartoccini che fatica a trovare una reale identità. 

Francesca Parlangeli: L’avvio difficile di Brescia ha sicuramente più di una colpevole, ma è innegabile come il rendimento del libero sia finora insufficiente. Fatica immensamente in ricezione (32,5% di perfezione con 25 errori) e mancano i suoi voli a recuperare l’impossibile: per puntare alla salvezza la Millenium ha bisogno della migliore Parlangeli. 

Unet E-Work Busto Arsizio: Che questo sarebbe stato un anno zero era ben noto, che bisognava dare tempo al progetto tecnico per attecchire anche, ma al giro di boa (o quasi visto che le Farfalle devono ancora recuperare due partite), la situazione è abbastanza preoccupante. È vero, la UYBA è stata letteralmente perseguitata dall’emergenza Covid, non riuscendo a lavorare con continuità e serenità ma è indubbio che sia la squadra che sta tradendo maggiormente le attese, tanto da spingere i vertici di via Maderna ad esonerare Fenoglio e promuovere Musso capo allenatore. Anche i tifosi si aspettano di più da Gennari e compagne, che guardando la classifica hanno tutte le carte in regola per risalire e ambire ad una buona posizione nella post-season. 

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