Convenzione a rischio se il presidente della LVF non sarà gradito? È un’intimidazione?

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L’acceso dibattito per l’elezione del nuovo presidente della Lega Pallavolo Femminile, il successore di Mauro Fabris che per vent’anni e otto mandati consecutivi ha guidato la LVF, si sposta su un altro piano e dal confronto interno e istituzionale passa anche alle “pagine” pubbliche della stampa, con qualche “tra le righe” che, forse, è il caso di mettere in evidenza. Le votazioni sono in programma oggi a Venezia.

L’uscita dell’articolo “Elezioni Lega Femminile: Convenzione Fipav a rischio? A Venezia il voto per il dopo Fabris” pubblicato ieri dalla testata online Volleyball, che proprio con la Federazione, tra l’altro, ha in corso un accordo di collaborazione fino a dicembre 2026 approvato nella seduta del Consiglio Federale della Fipav dello scorso 13 febbraio 2026, mette in stretta relazione la scelta che i consorziati di Lega faranno alle urne con gli impegni negoziali che la stessa LVF e la Federazione hanno davanti e segue un altro pezzo, già online, evidentemente fatto per “tirare la volata” finale a Beduschi.

La tesi sostenuta dall’autore è che la scelta del presidente della Lega sarà, in realtà, anche una scelta dello “stile” di dialogo con la Federazione e con grande probabilità questo non fa una piega. Effettivamente il nome di Massimo Beduschi è stato veicolato dalla politica anche attraverso presidente e vicepresidente federali, da sempre vicini al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, mentre la seconda, quella di Vito Cozzoli, è una candidatura che nasce internamente alla Lega Femminile e in seguito alla costituzione del gruppo dei “saggi”.

La spaccatura è anche istituzionale, è vero, se fosse confermato come risulta dalle indiscrezioni che tutti i componenti dell’attuale CDA della LVF si sono schierati per la candidatura di Cozzoli, insieme al gruppo dei saggi.

Le forti pressioni esercitate dal mondo federale direttamente sui presidenti delle società per orientare la scelta nelle elezioni sono probabilmente uno dei “nodi” della vicenda che sta “accendendo” gli animi.

La qualità di entrambi i candidati è indubbia, questo è fuori discussione, ma il candidato “della Lega” per il suo percorso professionale e personale pare decisamente più esperto del candidato, diciamo, sostenuto dalla Federazione, nel gestire i rapporti con le federazioni stesse e potrebbe risultare, quindi, anche più “scomodo” da avere come controparte e interlocutore.

Inoltre, il sodalizio personale di Vito Cozzoli con il nuovo presidente della Lega Volley maschile, Claudio Durigon, potrebbe portare a vedersi, per una volta, un fronte comune nella negoziazione della nuova convenzione fra la Lega, la Federazione e non solo.

Volleyball ricorda, inoltre, che l’Associazione europea dei club (capitanata tra l’altro proprio da un attuale consigliere della Lega italiana) è già una contrapposizione ai poteri Federali, anche internazionali. Ma anche qui la naturale evoluzione dei club vissuta in questi anni, per esempio, da basket e calcio per cercare di esprimere la loro voce in maniera unitaria verso il mondo federale e che in questi ambiti ha prodotto anche ottimi risultati per entrambe le parti e il sistema dello sport, sembrerebbe non essere vista con particolare simpatia dalla Fipav.

In partenza sembra ancora prevalere la posizione storica della Lega di forte indipendenza e nel mantenere un dialogo che, anche durante gli anni della presidenza di Fabris, si è sempre acceso nei momenti in cui alcune scelte Federali sono state percepite come imposizioni non condivise. E in quelle occasioni la Lega Pallavolo Femminile ha dato l’impressione di essere sempre molto compatta, al punto che un vicepresidente della Federazione, rappresentante di un club di A1, ha deciso anche di non prendere parte ai lavori del sodalizio.

Di certo chi non ama le ingerenze federali sui club di vertice della pallavolo femminile italiana, che oggi devono decidere sulla loro leadership, farà sentire forte la sua voce. Il tentativo della Fipav di provare a condizionare il sodalizio dei club nelle sue scelte è stata, per molti, la conferma della necessità di proteggere innanzitutto la propria indipendenza all’interno dell’ecosistema volley.

Da quanto appare, però, questa indipendenza ora sembra poter essere davvero a rischio.

A cura di VolleyNews.it
(© Riproduzione riservata)

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