Definita la guida tecnica, il Delta Volley Porto Viro entra ora nel vivo della costruzione del roster della prima squadra. Ad aprire il ciclo di annunci di mercato è ancora una volta la conferma di Matteo Sperandio: per il centrale classe 1992 la prossima sarà l’ottava stagione consecutiva in nerofucsia, la terza con i gradi di capitano.
Storia di un grande amore, ma anche di un giocatore spesso decisivo per le sorti del Delta Volley. Originario di Treviso (dove ha fatto le giovanili), alto 200 centimetri, Sperandio è infatti il miglior marcatore all time del club polesano in Serie A (834 punti in 179 gare) e anche nell’ultimo campionato, in cui, complici alcuni problemi fisici e la concorrenza di Eccher, ha collezionato solo 16 presenze effettive, ha lasciato comunque un’impronta ben visibile, soprattutto a muro. Con 43 block vincenti in 51 set disputati è risultato il migliore della categoria per media di muri punto per set (0,84), offrendo un contributo determinante nel momento più caldo della stagione, tra le ultime quattro giornate di Regular Season e le tre gare di Play Off.
In carriera, Sperandio può vantare uno score complessivo di 2123 punti messi a segno in 460 incontri e 16 stagioni di militanza in Serie A, di cui tre di SuperLega, 11 di A2 (categoria che ha vinto nel 2016 a Sora) e due di A3 (l’ultima nel 2021, chiusa con la promozione di Porto Viro).
Esperienza, carisma e un attaccamento viscerale ai colori e all’ambiente nerofucsia. Ecco come nasce l’ottavo “sì” tra Sperandio e il Delta Volley: “Otto anni nello stesso club sono un numero che fa quasi impressione, soprattutto oggi, in un mondo del lavoro e dello sport che viaggia a velocità altissime e in cui si tende a cambiare molto più spesso rispetto al passato. Per me questa conferma è motivo di grande orgoglio, perché va al di là di un contratto sportivo: è il proseguimento di un legame profondo che si è creato tra me, la società e la città di Porto Viro, che ormai è diventata la mia seconda casa. Con il club, lo staff, i compagni e tutta l’organizzazione c’è una stima reciproca che supera il classico rapporto atleta-società. In questi anni abbiamo condiviso emozioni stupende, momenti difficili e momenti esaltanti: sono contento e grato di poter continuare questo viaggio insieme. Anche il rapporto con il territorio, la tifoseria e gli sponsor è qualcosa di speciale: ormai mi sento parte di questa comunità, ho perfino iniziato a imparare qualche parola di dialetto… Scendere in campo con il marchio del Delta e il nome della città di Porto Viro sulla maglia è un onore. Darò sempre il 110%, dentro e fuori dal campo”.
La scorsa stagione ha avuto due volti, tanto per la squadra quanto per Sperandio, capace però di farsi trovare pronto nel momento decisivo: “È stata un’annata complessa, con un inizio difficile e una conclusione molto bella ed emozionante. Ho avuto qualche problema fisico, risolto strada facendo, poi ci sono stati anche il cambio dell’allenatore e l’esplosione di Eccher, che mi ha fatto molto piacere: lo stimo tanto come persona e come atleta, e mi è dispiaciuto per il suo infortunio. Io so qual è il mio ruolo e so quello che posso dare. Non è sempre facile, perché un giocatore vorrebbe sempre stare in campo, ma alla mia età ho già vissuto tante partite e tanti campionati, e non sono certo uno che mette pressione all’allenatore per giocare. Quando c’è stato da stare in panchina e dare il mio contributo in allenamento l’ho fatto; quando invece ho avuto la possibilità di entrare, ho cercato di dare come sempre il massimo. Sono contento di essermi fatto trovare pronto: ho giocato delle belle partite e mi sono proprio divertito. È stato bello finire la stagione così, godendocela fino alla fine. Eravamo un bel gruppo, anche nei momenti più difficili siamo rimasti compatti e alla fine i risultati ci hanno ripagato”.
Per Sperandio, quello al Delta Volley è un ruolo trasversale: giocatore in campo, responsabile marketing del club fuori: “Avere questa doppia veste è particolare, a volte anche difficile, se posso essere onesto. Non è semplice mantenere l’equilibrio e separare questi due aspetti, ma ho sempre cercato di affrontare tutto in maniera naturale e sincera. Quando sono in spogliatoio e in campo faccio l’atleta, il capitano e soprattutto il compagno di squadra. Cerco di creare un bel clima nel gruppo e di trasmettere ai più giovani alcuni valori in cui credo, in particolare l’attaccamento alla maglia e alla società. Fuori dal campo, invece, provo a dare il mio contributo per aiutare il club a crescere e a lavorare bene”.
Lo sguardo, ora, è rivolto alla prossima Serie A2, che Sperandio si aspetta ancora più competitiva: “Sarà una stagione tosta, probabilmente ancora più di quella appena conclusa. Il livello si sta alzando anno dopo anno e ci saranno alcune corazzate. La società sta allestendo un’ottima squadra e sono contento delle scelte che sono state fatte. Il campionato sarà anche un po’ un’incognita, perché ci saranno alcune novità di regolamento che cambieranno il modo di giocare di tutte le squadre. Non sarà facile: saremo un gruppo nuovo, guidato da uno staff giovane. Credo però che dovremo essere una squadra operaia, umile. Uno degli obiettivi sarà far tornare il nostro palazzetto il fortino che era fino a qualche anno fa: la nostra stagione dipenderà molto da quanti punti riusciremo a fare in casa”.
(Fonte comunicato stampa)