foto Rubin - Zani / LVF

Conegliano e De Gennaro fanno la storia: 8^ Coppa Italia per entrambe

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Due finali perse possono bastare, alla terza la Prosecco DOC A.Carraro Imoco Conegliano non ci ricasca e anzi fa la storia della Coppa Italia di Serie A1 salendo per prima a quota 8 (ultime sette di fila). Libro dei record anche per la leggendaria Moki De Gennaro, 8 anche per lei e come lei nessuna mai. Onore alla Savino Del bene Scandicci, che lotta alla pari per tre set (31-29, 26-24, 27-25), ma non è cinica quanto le Pantere in tutti i finali. Gabi eletta MVP.

La chiave del match, con tutta probabilità, è stato il primo set. Se Conegliano l’avesse perso, forse la partita avrebbe raccontato una storia diversa, e questo sarà sicuramente il rammarico più grande per la Savino Del Bene, che poi ha dovuto fare i conti anche con una Antropova non al top della condizione tanto da sedersi in panchina per quasi tutto il terzo parziale insieme ad Ognjenovic. Nonostante questo, Gaspari è stato bravo a gestire la sua squadra, a trovare sempre le giuste soluzioni per restare attaccato al match, a condurlo anche in tanti frangenti.

Dall’altra parte Santarelli era chiamato invece a una gestione diversa, una gestione di nervi più che tecnica o tattica. Dopo due trofei persi, cosa a cui la sua squadra non era abituata, questa Coppa rappresentava l’occasione per cancellare tutto e ripartire di slancio, ma anche una buca enorme nella quale si poteva anche cadere. Così non è stato, onore al merito suo e delle giocatrici.

STARTING PLAYERS
Gaspari parte con le diagonali Ognjenovic-Antropova e Skinner-Bosetti, Nwakalor-Weitzel coppia centrale, Castillo libero. Santarelli risponde con Wolosz-Haak, Gabi-Zhu Ting, Chirichella e Fahr al centro, De Gennaro libero. Maglia bianca per Scandicci, maglia arancione ‘special edition’ per Conegliano.

PRIMO SET
Inizio col freno a mano tirato per la Savino Del Bene, che a suon di errori regala all’Imoco un parziale di 4-0 costringendo Gaspari a bruciarsi subito un timeout. Il murone di Antropova su Gabi prova a suonare la sveglia, ma poche azioni più tardi l’opposta di Scandicci spara male e lungo dai nove metri. Non un buon segnale per le toscane, già molto fallose al servizio nella semifinale di sabato. Ad ogni modo il divario viene dimezzato (8-6) e un muro di Ognjenovic su Zhu porta le sue anche in scia (9-8). A Conegliano, che era sembrata molto più in palla in avvio, ora non riesce di trovare quel break lungo che le consentirebbe di sgasare verso il traguardo. Anzi, Scandicci mette addirittura il naso avanti sull’11-12 e poi trova anche il +2 e il +3 con due ace di Nwakalor (12-14) e Antropova (13-16). Da qui in avanti, però succede di tutto.

Conegliano pareggia ai 16, Weitzel, con due punti in fila, la costringe nuovamente ad inseguire. Altra parità ai 19, altro contro break (22-20) e timeout per Santarelli. Muro di Gabi, muro di Fahr, rigore a porta vuota di Haak su ricezione slash e la situazione è ancora ribaltata (22-23). Seguono l’attacco vincente di Bosetti, quello out di Haak, la parallela in campo di Gabi e siamo di nuovo in bolla ai 24. Scandicci non chiude tre set-ball, Conegliano fa lo stesso con le sue prime due ma passa all’incasso alla terza con Fahr (31-29). Che inizio per questa finale di Coppa Italia 2026!

SECONDO SET
Alla ripresa del gioco sono le toscane a premere per prime, e con più forza, sull’acceleratore: 2-5 e timeout Santarelli. Altro ribaltamento fulmineo e timeout Gaspari sul punteggio di 7-6. Tra difese (rivedere il punto di Nwakalor del 10-12), recuperi, rigiocate, attacchi di potenza e di scaltrezza, quello che stanno offrendo entrambe le squadre è senza dubbio la massima espressione del gioco che la pallavolo italiana oggi possa offrire. Anche questo set si gioca sul punto a punto, con diversi sorpassi e contro sorpassi (14-15, 18-17), ma nel finale Scandicci si guadagna un vantaggio che potrebbe risultare decisivo (19-22). Haak spara in rete dai nove metri, Zhu non chiude tre attacchi in fila ma rimedia la stessa Haak con una fucilata all’incrocio delle righe seguito da due perle di Gabi. Tutto da rifare, sia da capo in parità ai 23. La fuoriclasse brasiliana segna anche a muro, Antropova segna in mani-out e anche questo set finisce col decidersi ai vantaggi. Questa volta, però, l’Imoco chiude subito la pratica e va al cambio di campo sul 2 a 0.

TERZO SET
Il copione non cambia nel terzo set, in campo è sempre battaglia su ogni pallone con scambi prolungati e punteggio sempre sul filo della parità (4-6, 12-10, 12-12). Santarelli alterna Daalderop con Zhu Ting, mentre Gaspari si gioca il doppio cambio con Bechis e Ruddins oltre a Graziani al centro al posto di Nwakalor. A imboccare per prima il rettilineo verso il traguardo è Conegliano (20-18, 21-19), ma Weitzel e due volte Ruddins riaprono ancora i giochi (21-22). Altro 23 pari firmato da Gabi e primo set-point pescato in mani-out da Skinner. Indovinate un po’? Si va ai vantaggi anche in questo caso. La Savino spreca anche la sua seconda palla set, mentre alla cinica Conegliano ne basta una (monster block della premiata ditta Chirichella-Haak) per tirare giù il sipario e riscrivere il libro dei record della Coppa Italia.

PROSECCO DOC A.CARRARO IMOCO CONEGLIANO 3
SAVINO DEL BENE SCANDICCI 0
(31-29 26-24 27-25)
PROSECCO DOC A.CARRARO IMOCO CONEGLIANO: Zhu 13, Chirichella 7, Wolosz 3, Braga Guimaraes 22, Fahr 6, Haak 20, De Gennaro (L), Sillah, Lubian, Daalderop, Ewert, Adigwe, Scognamillo, Munarini (L). All. Santarelli.
SAVINO DEL BENE SCANDICCI: Ognjenovic 1, Skinner 17, Nwakalor 2, Antropova 16, Bosetti 8, Weitzel 8, Castillo (L), Ruddins 5, Graziani 1, Mancini, Bechis, Ribechi, Traballi (L), Franklin. All. Gaspari.
ARBITRI: Curto, Papadopol.
NOTE – Spettatori: 12853, Durata set: 34′, 30′, 30′; Tot: 94′.

Di Giuliano Bindoni
(© Riproduzione riservata)

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