Italia-Croazia: eccolo qui il match che ha ufficialmente aperto i Campionati Europei per la Nazionale italiana di Velasco. Un assaggio, anche “morbido” bisogna dire, di quello che sarà e che verrà in crescendo nella rassegna continentale. La Croazia non è più la squadra che fu e il 40esimo posto nel ranking mondiale è lì, a dimostrarlo.
L’Italia, però, fa il suo lavoro, magari non sempre benissimo, e porta via la sfida, comunque, con un inequivocabile 3-0 che vale in ogni caso, al di là dello “standing” dell’avversaria di turno. Antropova chiude la gara con 21 punti, Egonu con 14 e via dicendo tutte le altre. Per la Croazia, Grbavica ne mette a terra 14, unica in doppia cifra.
Sì, qualcosa da rivedere e sistemare c’è e ci può anche essere, ma non poteva essere altrimenti. Per ora basta così: l’Italia apre il suo Europeo con un successo. Domani, sabato 22 agosto, alle 15 c’è il match con il Montenegro.
Si parte, e c’è subito Antropova con Egonu
Coach Velasco si presenta in campo con la diagonale Orro-Egonu, in banda Sylla affianca Antropova, la grande novità, poi, Danesi con Fahr al centro e, libero, Fersino. Egonu chiude al primo colpo una ricezione “slash”, ed è 1-0, Antropova scende in diagonale, e l’uno-due più atteso è subito servito: 2-0. L’Italia presenta un biglietto da visita poco sostenibile per la Croazia, e il primo time-out chiamato sul 5-0 lo certifica. La frazione non si presta a una cronaca punto a punto e la progressione fino alla seconda interruzione del gioco da parte croata, che arriva in fretta (8-1), lo spiega bene. Le azzurre possono giocare in scioltezza (15-5) e i ritmi in campo sono bassi, ma per un primo “rodaggio” vanno più che bene. Al 20 (a 8) la storia del parziale è già abbondantemente scritta. La conclusione della frazione arriva con Fahr che chiude a muro su una ricezione direttamente nel campo azzurro delle croate dopo l’ingresso, proprio in servizio, di Adigwe.
Antropova chiude con 7 punti personali, Egonu, Fahr e Danesi con 4.
Si spegne la luce, ma sul più bello torna il sereno
La Croazia prova a ribaltare l’inerzia della sfida nell’avvio della seconda frazione e passa anche sopra: 4-6 e 7-10. Time-out di Velasco, per cui, giustamente, “è un problema anche di concentrazione e la Croazia non è quella del primo set“. Spirito entra nel giro dietro su Antropova presa di mira sulla ricezione in posto 6, ma subisce un ace a sua volta. L’Italia fa un po’ confusione, ma Egonu la toglie dai guai con un mani-out: 8-13. La risalita delle Azzurre prosegue e la Croazia interrompe il gioco sul 11-14, ma il pareggio è servito a quota 14, mentre il sorpasso arriva con un ace di Sylla a 15. Ora si gioca azione per azione (17-16, muro di Butigan su Egonu), con coach Velasco che si gioca le sue carte: Cambi, Adigwe e Giovannini a puntellare qualche rotazione balbettante. Fersino-Orro-Egonu confezionano un punto da cineteca che vale il 22-21, Antropova in diagonale va per il 23-21, Egonu in pallonetto per il 24-21 e il primo set point. La Croazia lo annulla dal centro, ma una “risposta” di Danesi vale il 25-22 e il 2-0.
Antropova trova altri 7 punti in attacco, Egonu contribuisce con 6, anche se qualcosa l’Italia “paga” in ricezione.
L’Italia si spaventa, la Croazia ci crede, ma il doppio cambio… decide!
La parità regge nelle fasi di apertura della terza frazione (7-7), con la Croazia che trova anche un doppio vantaggio: 7-9. L’Italia torna in vantaggio (10-9), la panchina slava chiama un time-out. Scambio di time-out tra Velasco e Arbutina, con le Azzurre che spezzano l’equilibrio sul 17-15, poi, vanno sul +3 (19-16). Spirito, entrata su Antropova, si esalta in difesa con Orro a chiudere e l’Italia sale a 20 (contro 17). La Croazia non vuole, comunque, lasciare il passo e sul 22-21 arriva un’altra interruzione di gioco per Velasco, ma non basta: tutto da rifare sul 22-22 e, poi, sul 22-23. Orro per Egonu, diagonale su Fabris ed è 23-23. Entrano Cambi (in battuta) e Adigwe, per il doppio cambio. È proprio Adigwe a stampare il muro che vale il 24-23 e il primo match point. Chiude un ace di Cambi per il miglior doppio cambio possibile, con due palloni e due punti, ed è 25-23 (Antropova ne mette altri 7, anche se la ricezione italiana continua a non brillare nel suo complesso, con il 32% di palla positiva e il 14% di perfetta).
ITALIA-CROAZIA 3-0
(25-9, 25-22, 25-23)
(Articolo in aggiornamento)
Di Dario Keller
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