Dopo aver annunciato il ritiro dalla pallavolo e aver concluso una carriera straordinaria, costellata di successi in Serie A1 e A2, Giada Cecchetto è tornata in campo nella prima parte della stagione 2025-2026 per dare una mano alla Omag-Mt San Giovanni in Marignano, in attesa del rientro dall’infortunio di Sara Panetoni. Una scelta dettata dal cuore e dalla professionalità, che le ha permesso di offrire solidità ed esperienza a un gruppo in un momento delicato. Ora, con l’emergenza superata e la squadra pronta a proseguire la sua corsa verso l’obiettivo salvezza, il libero milanese ha deciso di chiudere definitivamente con il volley e dedicarsi a tempo pieno alla sua nuova vita da Biologa Nutrizionista.
In questa intervista ripercorriamo il suo ultimo capitolo, tra emozioni e sfide, e scopriamo come Cecchetto guarda al futuro oltre il taraflex.
Giada, cosa ti ha convinto a tornare in campo per aiutare la Omag-Mt San Giovanni in Marignano, nonostante avessi già annunciato il ritiro? Avevi immaginato uno scenario del genere prima che si presentasse questa occasione?
“Non avevo affatto previsto che potesse presentarsi questa occasione, né tantomeno di accettarla. Ci ho messo diverse settimane per arrivare alla decisione definitiva, perché ero convinta della scelta che avevo già fatto. Quando però il mio procuratore mi ha chiamata per parlarmi di San Giovanni in Marignano, ammetto di essere rimasta sorpresa e dentro di me ho pensato: ‘E ora cosa faccio?!’. Alla fine, ho accettato perché sapevo che tipo di società fosse e, inoltre, la loro proposta coincideva perfettamente con le mie tempistiche lavorative, dal momento che la mia idea era comunque quella di aprire lo studio a gennaio. Sicuramente ha influito anche il loro forte interesse, dimostrato dall’attesa di quasi un mese per la mia decisione. Fortunatamente sono riuscita a posticipare l’inizio delle collaborazioni per il mio lavoro da Biologa Nutrizionista e ho deciso di godermi questi ultimi quattro mesi nel campionato più bello del mondo, tornando a divertirmi ancora un po’ in Serie A1 prima di concludere definitivamente la mia carriera. Sono contenta di aver preso questa decisione: le tempistiche erano perfette per trascorrere le festività natalizie con la mia famiglia e poi iniziare la mia nuova vita”.
Come hai vissuto personalmente questo ritorno in campo? C’è un episodio o un momento che ti ha colpito o ti ha emozionato in modo particolare?
“È stato un periodo molto emozionante, perché sapevo che quelli sarebbero stati gli ultimi mesi sul taraflex, e perciò ho cercato di godermi ogni istante, dagli allenamenti fino alle partite. Sicuramente l’ultima gara a Busto Arsizio è stata per me speciale: mi sono inevitabilmente commossa quando è caduta l’ultima palla e mi è tornato in mente tutto il percorso fatto, i sacrifici affrontati, ma anche il ricordo di quando ero bambina e sognavo tutto questo. Ora posso dire di avercela fatta! Porto nel cuore anche le partite giocate a Bergamo, Perugia e Vallefoglia, dove ho potuto riabbracciare e salutare tantissime persone che negli anni mi hanno seguita e sostenuta con grande affetto e calore”.
San Giovanni in Marignano ha avuto un inizio difficile, ma ora non è più ultima. Come valuti finora il percorso dell’Omag e cosa sarà necessario fare per raggiungere l’obiettivo salvezza?
“La squadra è in continua crescita e sicuramente vincere aiuta, perché aumenta la fiducia, soprattutto quando il gruppo è molto giovane. In ottica salvezza sarà fondamentale avere fame in ogni azione, a partire dagli allenamenti: non accontentarsi, spingere sempre, essere tenaci e lucide nei momenti chiave dei set. È un gruppo che lavora sodo e si impegna molto in palestra: merita la salvezza e spero possa arrivare il prima possibile”.
In una squadra con tante giovani, guidata da una giocatrice esperta come la capitana Serena Ortolani e da un allenatore preparato come Massimo Bellano, quali dinamiche ti hanno colpito di più nel vedere il gruppo crescere e consolidarsi insieme?
“Serena è una grande campionessa, ma soprattutto una persona splendida. Avevamo già condiviso il campo a Perugia e ho sempre apprezzato la sua solarità. Inoltre, per creare e rafforzare il gruppo, ha anche la bellissima abitudine di organizzare spesso cene a casa sua. Sono momenti davvero speciali, in cui ci si sente come in famiglia e si ha l’occasione di conoscersi a fondo. Porterò per sempre nel cuore questi momenti, le ragazze e il bellissimo gruppo che siamo riuscite a costruire insieme”.
Ti sarebbe piaciuto concludere l’intera stagione con San Giovanni in Marignano? Quale messaggio vorresti lasciare alle tue compagne, al club e ai tifosi che ti hanno seguito in questa parentesi?
“Una parte di me avrebbe voluto concludere la stagione, perché mi è dispiaciuto lasciare le ragazze in questo momento; dall’altra, però, sono contenta così. È stata una decisione condivisa con la società e, come dicevo, le tempistiche per me sono perfette: ho avuto un mese per organizzare tutto il lavoro prima dell’apertura dello studio e, soprattutto, ho potuto finalmente godermi le festività in famiglia dopo quattordici anni. A un certo punto ci si rende conto che le priorità nella vita cambiano.
Ci tengo davvero a ringraziare di cuore la società per avermi voluta e per aver creduto in me nonostante mi fossi già ritirata, le ragazze con cui mi sono divertita tantissimo e che spero di aver aiutato nel loro percorso di crescita: auguro a tutte loro un futuro straordinario. Un grazie speciale va anche ai tifosi, davvero fantastici, che ci hanno sempre sostenute e seguite numerosi. Mi hanno accolta fin da subito con stima e affetto, e non posso che ringraziarli. Quando hanno saputo della mia partenza mi hanno scritto una lettera che mi ha profondamente commossa e che porterò per sempre nel cuore. San Giovanni è una realtà bellissima, che sa come farti sentire a casa, e sono onorata di aver concluso la mia carriera con loro”.
Possiamo considerare definitivamente chiuso il tuo capitolo da giocatrice, o c’è ancora qualche possibilità di sorprese in futuro?
“Ho definitivamente concluso la mia carriera, non ci saranno ripensamenti… Dopo 24 anni di pallavolo, ora desidero dedicarmi ad altri sport e a nuove esperienze. Al massimo parteciperò a qualche torneo estivo o di beach volley, ma sicuramente non a livello professionistico. Potrei valutare la possibilità di allenare per trasmettere la mia passione alle più giovani, ma in questo momento non è una priorità. Vedremo cosa mi riserverà il futuro”.
Dopo tutti questi anni di carriera, cosa ti ha lasciato la pallavolo, sia sul piano umano che su quello professionale?
“Dopo tanti anni, ho capito che ciò che resterà dentro di me, oltre alle soddisfazioni personali per aver realizzato da sola i miei sogni lottando e dimostrando stagione dopo stagione di meritarmeli, sono soprattutto i rapporti con le persone. Ho avuto la fortuna di incontrare lungo il mio cammino persone meravigliose che mi hanno sostenuta, supportata e dimostrato affetto anche a distanza di anni, con messaggi, cartelloni o regali. Mi sono sentita e mi sento tuttora profondamente amata, e sono grata di poter concludere la mia carriera in questo modo. Porterò nel mio cuore tutti loro nelle nuove esperienze che mi attendono, così come le splendide amicizie nate grazie alla pallavolo, che resteranno per sempre un tesoro prezioso”.
Ora può iniziare il nuovo capitolo della tua vita professionale da Biologa Nutrizionista.
“Sì, ormai da più di un anno sto progettando il mio studio e sto completando gli ultimi dettagli per renderlo esattamente come l’ho sempre sognato. Parallelamente, collaborerò con diversi studi a Milano, Busto e Bergamo. Non vedo l’ora di iniziare a supportare le persone attraverso l’alimentazione. È un lavoro che amo profondamente: vedere i pazienti raggiungere i propri obiettivi e sentirsi bene e in salute è incredibilmente gratificante. Ora sono pronta a lasciare scarpe e ginocchiere per indossare con entusiasmo il camice e iniziare questa nuova avventura”.
Intervista di Alessandro Garotta
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