©VolleyNews.it

Alla scoperta di Maša Kirov, centrale serba classe 2005: “Ho scelto il Brasile perché…”

DATA PUBBLICAZIONE
TEMPO DI LETTURA
più di 5 minuti
SHARE
SHARE
TEMPO DI LETTURA
più di 5 minuti

Per alcuni è una scoperta, per altri la conferma di un talento già evidente. Ma una cosa è certa: Maša Kirov, centrale serba classe 2005 del Sesc-RJ/Flamengo, si sta imponendo come una delle giovani più promettenti a livello internazionale. Quest’anno ha scelto il Brasile per continuare a crescere in un ambiente nuovo e stimolante, confrontandosi con un campionato intenso e lontano dagli schemi europei. Una scelta coraggiosa che racconta ambizione, determinazione e voglia di mettersi davvero alla prova.

In questa intervista esclusiva, scopriamo da vicino chi è Kirov e come sta costruendo passo dopo passo il suo futuro nel volley.

Superato il giro di boa della tua prima stagione con il Sesc-RJ/Flamengo, che considerazioni puoi fare sull’esperienza in Brasile?
“Mi sto davvero divertendo a giocare a pallavolo qui. Già dagli allenamenti si respira un clima molto positivo all’interno della squadra. Al momento siamo prime in Superliga e sono molto orgogliosa del lavoro che stiamo facendo, ma sappiamo che non possiamo fermarci né accontentarci. Credo comunque che nelle prossime partite riusciremo ad alzare ulteriormente l’asticella”.

Lasciare l’Europa per continuare la tua crescita in Brasile è stata una scelta coraggiosa. Cosa hai pensato quando il Sesc-RJ/Flamengo ti ha contattato?
“Onestamente, ero entusiasta quando mi hanno contattato e ho accettato subito. Sapevo che sarei stata lontana da casa, ma sentivo che era la scelta giusta per me. Il desiderio di migliorare e crescere come giocatrice superava sicuramente la distanza”.

Quando sei arrivata a Rio de Janeiro, cosa ti ha colpito di più della città e della sua cultura? E quali sono state le sfide più grandi nell’adattarti alla vita in Brasile?
“Rio de Janeiro è senza dubbio una delle città più vivaci e piene di energia al mondo: bellissima, colorata e sempre in movimento. Ovviamente, ha anche i suoi lati meno facili. Per me la sfida maggiore è la sicurezza: finora non ho avuto problemi seri, ma il fatto di dover essere sempre attenta e vigile quando sono in giro influisce sulla vita quotidiana”.

Come riassumeresti finora la stagione del Sesc-RJ? Quali sono le vostre aspettative per la seconda parte della Superliga?
“Finora, come squadra, abbiamo costruito una base molto solida nella prima parte della stagione, creando grandi aspettative non solo tra noi giocatrici, ma anche tra i tifosi. Spero davvero che riusciremo a essere all’altezza di queste aspettative e a continuare a crescere, dando ancora di più nella seconda parte della Superliga”.

Stai giocando davvero bene quest’anno. Cosa sta funzionando per te e come pensi di mantenere questo livello fino alla fine?
“Grazie per il complimento! Ci sono ancora molti aspetti su cui posso migliorare, ma sento di essere sulla strada giusta e voglio continuare a crescere partita dopo partita. Il metodo di allenamento qui si adatta perfettamente a me e alle mie caratteristiche: lavorare con Bernardo, lo staff e tutta la squadra mi aiuta a dare il massimo ogni giorno. Inoltre, in Brasile la pallavolo è uno degli sport più seguiti e giocare davanti a così tanti tifosi, sentire l’energia dagli spalti, è davvero stimolante e mi spinge a superarmi sempre”.

Com’è lavorare con un allenatore del calibro di Bernardo Rezende?
“Bernardo è, prima di tutto, una persona straordinaria, così come tutti i suoi collaboratori. Insieme formano uno staff eccezionale: serio, profondamente dedito al lavoro e capace di ottenere risultati che parlano da soli. La loro passione e la fiducia che ripongono nella squadra ci guidano e ci sostengono in ogni momento. A livello personale, Bernardo mi ha trasmesso sicurezza, chiarezza e quella spinta in più per migliorare ogni giorno. Sa come tirare fuori il meglio da ciascuna di noi, valorizzando la squadra senza mai trascurare il singolo”.

I tifosi brasiliani sono famosi per la loro passione. Cosa provi a giocare davanti a loro?
“È la prima volta che gioco partite con un pubblico così coinvolgente. È davvero emozionante e rende la partita molto più intensa e divertente. A volte non riesci nemmeno a sentire i tuoi pensieri: giochi solo con il cuore e con la passione per questo sport. Non importa se si tratta dei tifosi della squadra avversaria o della nostra: tutti contribuiscono a dare più energia e aggressività al gioco. Per quanto riguarda i nostri tifosi, posso dire che mi hanno accolto nel migliore dei modi e ne sono davvero grata”.

Dalla Serbia al Brasile, passando per la Francia: come ti hanno formato queste esperienze e cosa ti spingono a voler ottenere nel tuo percorso?
“Ho sicuramente saltato qualche tappa nella mia carriera e la transizione non è stata facile. Adattarmi a un livello più alto, al ritmo e alle aspettative ha richiesto tempo. Tuttavia, affrontare queste sfide mi ha insegnato molto su me stessa, in particolare l’importanza della pazienza, della forza mentale e del lavoro costante. Sento di essere ancora all’inizio del mio percorso: il vero salto di qualità deve ancora arrivare. Ho tanto da imparare e da migliorare, e questo mi motiva a lavorare ogni giorno con determinazione. I miei sogni sono legati a una crescita continua e al raggiungimento del mio pieno potenziale. Voglio continuare a spingere i miei limiti, passo dopo passo, sognando in grande ma restando sempre concentrata sul lavoro duro e sui progressi quotidiani”.

Entrare a far parte della nazionale maggiore serba deve essere stato un grande passo nella tua carriera. Come sono state queste prime esperienze? Quali sono le tue aspettative per l’estate 2026?
“Entrare nella nazionale maggiore è stato un enorme onore e un momento davvero speciale per me. All’inizio ero un po’ nervosa, perché rappresenta un grande passo e ti ritrovi subito accanto a giocatrici che hai ammirato a lungo. In poco tempo ho imparato moltissimo e porterò sempre con me il ricordo delle prime esperienze in nazionale. La prossima estate non vedo l’ora di tornare, continuare a crescere e, spero, contribuire al raggiungimento di grandi obiettivi”.

Considerando la presenza tua, di Kurtagić e di Osmajić tra le centrali emergenti più forti al mondo, si può dire che il futuro della Serbia in questa posizione sia assicurato? Cosa permette al vostro paese di plasmare centrali così talentuose?
“Credo che il futuro della Serbia nel ruolo di centrale sia davvero in ottime mani. Nel recente passato abbiamo avuto giocatrici straordinarie come Milena Rašić, Stefana Veljković e Jovana Stevanović, che hanno lasciato un segno indelebile nella pallavolo serba. Oggi possiamo ancora contare su grandi atlete come Mina Popović, che per noi più giovani rappresentano veri modelli da seguire. Quest’estate ho avuto la fortuna di allenarmi con Mina e imparare direttamente da lei: è stata un’esperienza fantastica e una grande fonte di motivazione. Siamo cresciute guardando giocatrici come loro, osservando il loro modo di giocare, allenarsi e comportarsi dentro e fuori dal campo. Non è facile seguire le orme di atlete così grandi, ma proprio per questo ci impegniamo ancora di più per continuare quella tradizione. La Serbia ha sempre avuto un sistema molto solido per formare le centrali e, con la giusta competizione e tanto lavoro, sono sicura che riusciremo a mantenere questo livello anche in futuro. Allo stesso tempo, allenarmi e giocare con Kurtagić, ancora molto giovane ma già affermata, mi ha aiutato a imparare tanto e a spingermi verso livelli ancora più alti”.

Abbiamo parlato molto della tua carriera e delle tue esperienze in campo. Ma al di là della pallavolo, chi è Maša?
“Fuori dalla pallavolo, sono una persona curiosa e piena di energia. Mi piace tenermi attiva, provare cose nuove e cercare sempre ciò che mi ispira o mi motiva. Amo stare con le persone a cui voglio bene, ma mi dedico anche ad attività che mi aiutano a crescere come persona. Adoro viaggiare, scoprire nuovi luoghi e culture, e vivere esperienze diverse. Ciò che mi dà più gioia fuori dal campo è sentire di andare avanti, migliorare e affrontare la vita con la stessa passione e determinazione che metto in campo”.

Intervista di Alessandro Garotta
(© Riproduzione riservata)

ARGOMENTI CORRELATI

CONDIVIDI SUI SOCIAL

Facebook

ULTIMI

ARTICOLI