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Alessia Gennari: “Per me è importante trasmettere sicurezza alle compagne”

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Di Alessandro Garotta

A catturare l’occhio della critica, spesso, sono quei talenti cristallini baciati dalla fortuna, capaci di demolire tutto e tutti con i loro attacchi o di deliziarci con giocate appariscenti. Altrettanto spesso, però, gli equilibri, la compattezza e la funzionalità di una squadra, che quasi sempre portano al raggiungimento degli obiettivi, sono dettati ed influenzati da giocatrici con caratteristiche diametralmente opposte.

Per questo nella nostra intervista di oggi, volendo entrare nel merito di una causa tanto affascinante quanto stimolante, sotto la lente di ingrandimento ci finisce la schiacciatrice Alessia Gennari, protagonista di una nuova avventura alla Vero Volley Monza.

Dopo un bel percorso a Busto Arsizio, si è trasferita a Monza. Come mai ha scelto la società monzese e cosa rappresenta per lei questa nuova tappa?

Busto è stata la mia casa per quattro anni, mi ha fatto crescere tanto sia come giocatrice sia come donna, dato fiducia e messo al centro del suo progetto: le sarò sempre grata per questo. Tuttavia, era arrivato il momento in cui avevo bisogno di nuovi stimoli e di mettermi alla prova con me stessa in nuove sfide. È il motivo per cui ho deciso di andare a Monza, in un club ambizioso che punta a fare bene in Italia e in Europa. Ora vorrei provare a stare a questo livello, molto alto“.

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Un bilancio dei suoi primi mesi a Monza?

Sono stati mesi impegnativi, soprattutto per le giocatrici che come me sono arrivate dopo gli Europei, quando si stavano già creando i primi meccanismi di squadra. Però, devo dire che mi sono sentita subito a mio agio, e dopo le prime partite avevo la sensazione di essere qua da sempre. Quindi il mio ambientamento a Monza è stato molto positivo“.

Come giudica il vostro avvio di campionato?

È stato un inizio di stagione in salita, anche perché la nostra squadra è cambiata profondamente rispetto all’anno scorso e deve trovare una nuova identità ricostruendo il proprio sistema di gioco. Affrontare immediatamente avversarie come Busto Arsizio, Chieri, Novara, Conegliano e Scandicci non è stato facile, ma ci ha permesso di entrare presto nel vivo della stagione e ci ha aiutato a capire che squadra vogliamo essere. Forse potevamo fare ancora di più – e in particolare avrei voglia di rigiocare anche adesso le sfide contro Busto, Novara e Conegliano – ma comunque sono soddisfatta. Ora dobbiamo mantenere alta la concentrazione per confermarci a quei livelli e non fare passi falsi“.

A breve avrà inizio la Champions League. Cosa ne pensa delle avversarie del vostro girone? Qual è la chiave per poter accedere ai quarti?

Anche in questa competizione la partenza per noi non sarà graduale visto che giocheremo subito contro il VakifBank. Quella di mercoledì sarà una sfida importante, ma allo stesso tempo da considerare soltanto come l’inizio di un lungo percorso. Infatti, la scorsa edizione della Champions mi ha insegnato che può succedere di tutto e non c’è nulla di scontato. Per passare il girone dovremo cercare di fare punti contro tutte le avversarie, Vakif compreso, e vincere le partite contro Mulhouse e Salo, che sulla carta sono avversarie alla nostra portata. Sono convinta che ci divertiremo tanto perché la Champions è una competizione bellissima“.

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Quali sono le sue aspettative per questa stagione?

Penso che abbiamo le carte in regola per fare bene su tutti i fronti. Siamo una squadra giovane e possiamo crescere molto nel giro di un paio di mesi. Dobbiamo ancora sistemare alcune imperfezioni ed eliminare alcuni alti e bassi di troppo; poi ci sono anche giocatrici che stanno lavorando per recuperare la migliore forma fisica. Perciò, sono convinta che Monza potrà togliersi delle grandi soddisfazioni“.

È l’elemento che dà equilibrio alla squadra: fornisce ampie garanzie in ricezione e in difesa, senza mai sbagliare gli attacchi che contano. Cosa le piace maggiormente del suo ruolo?

Sì, il mio ruolo è proprio quello che hai descritto. Sono sempre stata consapevole che per riuscire a essere titolare in Serie A sarei dovuta diventare una sicurezza nei fondamentali di seconda linea, quindi mi sono concentrata molto su questi. Ovviamente, essendo una schiacciatrice, fare punto è il mio primo pensiero e ciò che mi appaga maggiormente. È chiaro che poi i due aspetti sono abbastanza collegati. Comunque mi piace l’idea di essere una giocatrice di equilibrio su cui la squadra può fare affidamento; per me è molto importante trasmettere sicurezza alle compagne“.

Non sono molte le schiacciatrici italiane con le sue caratteristiche. Secondo lei, c’è una spiegazione?

Ormai sto iniziando a essere una delle giocatrici di vecchio stampo. La pallavolo è cambiata, così come gli allenamenti e la preparazione delle più giovani. È una pallavolo sempre più fisica, che richiede centimetri di altezza e di salto, e che a volte mette in secondo piano l’aspetto tecnico. Invece, nel mio caso è un punto di riferimento: quando le cose non vanno mi rifugio nella tecnica“.

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Ai Campionati Europei entrava spesso per il giro in seconda linea. È stato difficile incidere, pur non partendo nel sestetto titolare?

Preparare ogni partita come se avessi dovuto partire in sestetto è stato il miglior modo per farmi trovare pronta. Certamente non è stato semplice, perché era tanto tempo che non avevo questo ruolo di entrare a partita in corso; però, sono contenta di poter giudicare come positivi i miei ingressi e spero di essere riuscita a dare una mano concreta alla squadra per il raggiungimento del suo obiettivo“.

Come giudica la sua estate azzurra? Sono più i rimpianti per l’esclusione dal roster olimpico o la gioia per la vittoria dell’Europeo?

Sono soddisfatta della mia estate. Ovviamente è stata grande la delusione per l’esclusione dalle Olimpiadi, ma il risultato degli Europei ha compensato un po’ quei momenti di scoramento. Anche il fatto di allenarmi a un livello così alto, dopo alcuni anni di assenza, mi ha fatto crescere. Questa esperienza è stata uno stimolo a guardare sempre più in alto e ad alzare l’asticella perché, anche se ho appena compiuto 30 anni, non si smette mai di imparare“.

Quali sono i suoi sogni per il futuro?

Sono abituata a fare progetti sul breve termine e a godermi ogni cosa presente perché nella vita non si sa mai cosa può succedere. Sicuramente il mio obiettivo è di continuare a giocare il più possibile: ho ancora fame e voglia di togliermi soddisfazioni, e quindi lavorerò per fare bene con il mio club e – se mi verrà data la possibilità – con la nazionale. Per il resto, sto studiando per conseguire i 24 CFU per l’insegnamento: per il futuro tengo aperta anche questa porta“.

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