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Giannelli sul calendario internazionale: “Noi giocatori siamo parte attiva, dobbiamo fare la nostra parte”

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Simone Giannelli è il capitano di Perugia e anche della Nazionale italiana: in occasione della conferenza stampa organizzata dalla sua società con in testa il presidente Gino Sirci in merito ai nuovi calendari della FIVB per la pallavolo internazionale, le sue sono state parole di grande importanza, anche perché arrivate in prima persona da un protagonista del gioco. Una testimonianza ferma, ma di disponibilità al dialogo e significativa, partendo prima di tutto dal punto di vista di un atleta che, poi, del calendario e del sistema è per forza un protagonista.

Alla conferenza, tra i giocatori della Sir, hanno partecipato anche Oleh Plotnytskyi e Kamil Semeniuk, che a loro volta hanno portato la loro esperienza di atleti impegnati sia con la maglia della Nazionale che con i club, sottolineando come questa sia già allo stato attuale dei calendari una condizione di forte impegno nell’attività.

Ecco, quindi, un lungo estratto dalle parole di Simone Giannelli: “Prima di tutto penso che se siamo qui è giusto farlo non solo attraverso le parole del presidente, ma anche con quelle di chi tutti i giorni fa questo per lavoro e per la vita. Parto dal presupposto che è giusto quello che dice il presidente, perché i club sono quelli che garantiscono l’attività a tutti i lavoratori e non siamo solo noi che giochiamo i lavoratori, ma c’è anche tutto il mondo che ci gravita intorno. Penso che i club, che garantiscono questi stipendi, non possono rimetterci per delle scelte, diciamo, non appropriate della FIVB e non approvate da tutti. Se siamo qui è anche per cercare di capire un po’ come migliorare il movimento della pallavolo. Non è per puntare il dito contro nessuno, ma c’è un cercare di capire come tutti insieme possiamo provare a risolvere al meglio la situazione e fare contente tutte le parti, perché noi giocatori vogliamo giocare bene per i club, vogliamo fare bene per chi ci dà lo stipendio, per chi crede in noi e vogliamo far bene anche per le nostre nazionali, perché tutti quanti noi vogliamo giocare con le nostre nazionali e fare tutte le competizioni. Come ho già detto anche durante l’estate penso che già si gioca troppo, e questo si sa. Per esempio, una volta il Mondiale si giocava ogni quattro anni, adesso il Mondiale si gioca ogni due. Già questo è un aumentare progressivamente le partite in programma e per noi che giochiamo le gare, che, poi, tutti gli altri guardano, è uno stress incredibile. Penso che questo vada a inficiare sul nostro fisico e sulla nostra testa. Quindi, anche noi giocatori, non solo in Italia, ma in tutto il mondo, dobbiamo cominciare a cercare di capire insieme a tutti questi organi, insieme ai club, insieme alle nazionali, insieme alle federazioni, come fare a elevare il nostro sport e come cercare di fare in modo che la pallavolo non abbia un calo, come si è detto prima, ma che possa sfruttare i bei numeri che ha e cercare di aumentarli in favore di tutti quanti. Quindi, se c’è bisogno di parlare ci si mette a un tavolo tutti quanti insieme con i club, con le leghe, le federazioni: è un lavoro di squadra che va fatto per cercare di rendere la pallavolo ancora più bella, più appassionante per tutti quanti. Cercando pure di non andare a pesare sulle nostre gambe, sul nostro fisico, perché quando le competizioni aumentano, le sfide aumentano, quando il cambio di calendario ti porta ad avere a disposizione veramente poco tempo per riposarti, poi, ne risente anche un po’ lo spettacolo. Ci sono più infortuni e, dopo, se noi ci facciamo male, di chi è il problema? Certo, i club si lamentano, si lamentano le federazioni, però, poi, noi siamo quelli che si sono fatti male e chi ci guarda? Per questo anche il tema delle assicurazioni è molto importante. Perché di soldi, come abbiamo visto, come ha detto il presidente, ce ne sono e bisogna anche capire come destinarli, come fare in modo che quei soldi vadano anche a proteggere le nostre carriere. Io sono qui per cercare che la pallavolo abbia ancora più seguito e ancora più protezione verso tutti i lavoratori e verso chi, come il presidente, investe quotidianamente in questo sport. Anche perché, ripeto, è grazie a tutti gli imprenditori che hanno questa passione, investono che noi possiamo giocare un campionato d’alto livello e, poi, essere pronti per giocare anche in Nazionale. Questo è qualcosa che penso vada salvaguardato per tutti“.

Giannelli ha proseguito, poi, approfondendo la possibilità che questa situazione possa essere anche l’occasione giusta per i giocatori per far “valere” un po’ di più le proprie ragioni e il loro ruolo da protagonisti: “È sicuramente quello il punto, perché senza i giocatori, senza di noi, senza, poi, tutto quello che ne consegue, tutti gli introiti che ci sono, sparirebbero anche le persone che vengono nei palazzetti, le famiglie che si divertono a vedere la pallavolo. Penso che noi giocatori siamo parte attiva della situazione e della questione e anche noi dobbiamo cercare di fare la nostra parte, non stando zitti, ma cercando di far capire quali sono le cose negative che ci sono, per esempio, con questo nuovo calendario. Penso che per farlo bisogna essere tutti insieme, perché quella è la cosa principale. Come i club se sono tutti insieme, come le federazioni se sono tutte insieme hanno più forza, pure i giocatori se vogliono fare qualcosa di veramente forte devono essere insieme. Non solo i giocatori italiani, ma tutti i giocatori e penso che stiamo facendo dei passi avanti su questo. Ancora c’è da lavorare, c’è da fare. Per arrivare a delle conclusioni positive per tutti e per cercare di capire anche come evitare questo stress fisico dovuto già ai calendari di prima, ma a maggior ragione con questi nuovi calendari, bisogna anche capire tutti insieme come utilizzare al meglio le risorse che la pallavolo crea. Siamo noi giocatori che dobbiamo in primis cercare di metterci a un tavolo insieme all’FIVB per cercare di arrivare a una soluzione utile per tutti quanti, perché tutti siano contenti, perché tutte le persone che lavorano nella pallavolo siano tranquille e per garantire uno spettacolo bello a tutti quanti quelli che di pallavolo ci vivono e a cui piace. Per continuare a garantire questo al meglio c’è da parlare e capire come risolvere queste questioni e attraverso questo calendario sicuramente non riusciamo ad arrivare a una soluzione positiva per tutti“.

A cura di VolleyNews.it
(© Riproduzione riservata)

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