Sarà che il gioco è diventato più veloce, sarà che sono cambiate alcune regole, sarà che il livello di tutti i palleggiatori e le palleggiatrici, ma pure dei liberi e dei ricettori, è sempre più alto per tutte le squadre, sta di fatto che nella pallavolo di questi ultimi tempi è tornato protagonista il ruolo dei centrali. Se fino a qualche anno fa spendevano tempo ed energie a saltare a vuoto tutta la partita, fintando di attaccare palloni che poi non arrivavano mai, tanto da ispirare sui social valanghe di meme, oggi i posti 3, tanto in Superlega quanto in A1, si iscrivono a referto con numeri da fare invidia a tanti attaccanti laterali.
Prendiamo ad esempio il caso di Wout D’heer di Prata, che nella prima stagionale contro Monza è stato addirittura il top scorer del match con 18 punti. Meglio del suo opposto Klets (17) e di quello dei brianzoli Frascio (16). Nel suo bottino personale si contano ben 5 block vincenti e 4 ace, ma anche 9 punti in attacco su 13 palloni che Alberini gli ha alzato in quattro set. Decisamente non pochi. Degli 85 attacchi totali di squadra di Prata, 21 sono arrivati da posto 3, di fatto il 24,7% (32,9% degli attacchi per l’opposto, 42,3% per gli schiacciatori).

Nello stesso match, ma dall’altra parte della rete, il miglior marcatore di Monza dopo Frascio è stato il centrale bulgaro Iliya Petkov con 13 punti. Anche per lui 9 punti in attacco (più 2 muri e 2 ace) su 15 palloni attaccati.
Ma non sono gli unici centrali andati in doppia cifra nella prima giornata di Superlega. Per Trento Aleksandar Nedeljkovic ne ha messi a referto 10 in tre set di cui 8 su 9 in attacco. A Perugia Giannelli ha contribuito a mandare in doppia cifra addirittura entrambi i suoi centrali: 11 punti per Giovanni Sanguinetti (8 su 13 in attacco) e 10 per Sebastian Solè (7 su 10 in attacco).
Ci ha messo invece del suo per segnare 12 punti il gigante cinese di Cisterna, 210 cm, classe 2000, Shikun Peng. Il suo palleggiatore, Alessandro Fanizza, lo ha coinvolto poco in attacco (4 alzate, 3 punti), e allora lui ha pensato bene di divertirsi in altro modo: 8 muri punto in tre set (dicasi otto!!!) e 1 ace. Alla faccia del biglietto da visita…

Questo ‘trend’ vale anche per il massimo campionato femminile di LVF A1. A rubare la scena in queste prime tre giornate di campionato è stata su tutte la centrale russa di Vallefoglia Elizaveta Kochurina. Per lei già 43 punti messi a segno su ben 62 palloni attaccati con una media di 14,3 punti a partita. Più di qualunque altra centrale, ma meglio anche di attaccanti di palla alta come Lanier, Pietrini, Decortes, Bracchi, Grobelna, solo per citarne alcune. Nell’ultima giornata Kochurina a chiuso a referto con 16 punti di cui, udite udite, 14 segnati in attacco.
In generale, in A1 sono sempre tante le centrali che stanno andando in doppia cifra. Se ne sono contate nove nella prima giornata: Nwakalor (10 punti), Lubian (13), Candi (11), Kochurina (15), Jehlarova (10), Munarini (10), Squarcini (14), Bonifacio (10), Meli (10). Otto nella seconda: Kochurina (12), Danesi (12), Gannar (15), Koulisani (12), Caruso (13), Milosic (11), Van Avermaet (14), Meli (13). Appena tre invece nella terza giornata, Kochurina (16), Aleksic (10) e Meli (11), un turno che però ha fatto registrare ben cinque partite su sei finite per 3-0 e la sesta per 3-1.
A qualcuno non sarà sfuggito che, oltre a Kochurina, l’altra centrale ad essere sempre andata in doppia cifra sin qui è stata l’azzurra Denise Meli. Una delle bocche di fuoco che stanno facendo la fortuna di Bergamo, squadra rivelazione di questo inizio di stagione. 34 punti in totale messi a referto, media di 11,33 a partita, conditi anche da 1 ace e 7 muri. Per sottrazione, i punti in attacco sono stati 26 su 36 (72%).

Ultimo, ma non ultimo, c’è un’altra statistica che merita attenzione, ovvero l’efficienza in battuta di tanti centrali uomini e donne. Soprattutto in Superlega, non si contano davvero i giocatori di posto 3 che diventano dei fattori dai nove metri. I 4 ace di D’heer hanno fornito solo un assaggio in questa prima giornata, ma sappiamo bene quanto sia efficace il servizio di Mati e Sanguinetti, o le ‘badilate’ di Simon, o le velenose di Anzani, Beretta, Gargiulo e compagnia ‘floattante’. Ne abbiamo citati alcuni, ma la lista è lunga. Tra le donne, poi, in tre giornate di A1 Koulisani e Manfredini sono già a quota 5 ace, Van Avermaet a 4, Danesi e Kochurina a 3, Fahr a 2.
Insomma, se i muri sono il loro pane quotidiano, i centrali di oggi si stanno rivelando sempre di più una importante risorsa tattica in attacco. Nel maschile fioccano i primi tempi in veloce con giocatori che saltano per aria come cavallette. Stessa cosa nel femminile, seppur ad altezze differenti, dove si usano spesso e di più anche le fast. Comprese quelle fintate, che permettono l’attacco in pipe dell’opposto, detto ‘attacco gamma’. In più, come detto, sanno anche battere. Morale della favola, di meme ironici non ne girano più, ma di video virali tantissimi. Onore (ritrovato) ai posti 3! Applausi, gente, applausi.
Di Giuliano Bindoni
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