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Le difficoltà di preparare la stagione senza sapere le regole: la parola alle società

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Siamo arrivati al 28 settembre, il 3 e 4 ottobre si giocherà la prima giornata di Serie A1 e Serie A2 femminile, mentre il 18 ottobre partiranno i campionati maschili di Superlega, Serie A2 e Serie A3, eppure ancora non è stato ufficializzato il regolamento di gioco per la stagione dei club 2026/2027. Che sia responsabilità della FIPAV, o della CEV, o dell’FIVB, questa anomalia rappresenta un fatto grave e senza precedenti che evidenzia ancora una volta la poca considerazione che i vertici mondiali della pallavolo sembrano avere nei confronti delle competizioni per club rispetto a quelle delle squadre nazionali. I dubbi, immaginiamo, saranno sciolti inevitabilmente questa settimana, o almeno lo si spera, ma siamo già fuori tempo limite. Anche per gli arbitri.

Per far meglio comprendere la portata di questo disagio, in fase di preparazione e come detto a pochi giorni dall’inizio dei campionati, abbiamo chiesto alle squadre di Superlega e Serie A1, via uffici stampa, un commento su questo tema da parte di un allenatore, direttore sportivo/generale o presidente, lasciando loro massima libertà. Il tutto allo scopo di far capire meglio, anche ai non addetti ai lavori, se non sapere ancora le regole rappresenti in qualche modo un ostacolo agli allenamenti e all’attività oppure se si può trattare di un falso problema.

Per la Superlega, fatta eccezione per Monza e Prata, tutti gli altri club hanno risposto scegliendo di non voler commentare al momento. Qualcuno specificando che il tema, comunque, è “caldo” e di sicuro interesse, qualcuno ringraziando per “l’attenzione”. Il fatto che i campionati maschili inizieranno un po’ dopo può aiutare ancora nell’aspettare le indicazioni regolamentari, ma l’impressione in generale, però, è che la pazienza in qualche modo potrà anche esaurirsi. Per la Serie A1, invece, c’è stata una partecipazione “attiva” maggiore, ma chi non ha commentato non ha nemmeno risposto al nostro invito, neanche con un “no comment”. Scelta in questo caso di difficile interpretazione.

Al fine di non strumentalizzare alcunché, abbiamo deciso di riportare i commenti pervenuti seguendo semplicemente l’ordine cronologico di ricezione delle risposte.

MATTEO BERTINI
Direttore Sportivo ChorusLife Volley Bergamo (Serie A1)
“Arrivare a pochi giorni dall’inizio del campionato senza sapere con quali regole giocheremo è davvero surreale, anche perché si tratta di regole che modificano aspetti del gioco sostanziali. Da inizio agosto le squadre hanno iniziato l’attività e anche gli allenatori brancolano nel buio a causa di questo ritardo inspiegabile. La costruzione del Roster è stata realizzata nei mesi scorsi seguendo le direttive e le regole che consideravamo definite ed applicate. Regole diverse avrebbero potuto portare tutti i club a fare scelte diverse. Mi riferisco alla composizione dell’organico che va a referto (numero di liberi) e del numero di cambi a disposizione. Ciò che ci lascia maggiormente perplessi è il fatto che le regole, nelle competizioni delle rappresentative nazionali, vengono definite con mesi di anticipo. Per i Club non esiste questo genere di tutela e di garanzia, ciò crea un danno importante all’attività. La motivazione per la quale siamo ancora in questa fase di stallo ci è tuttora ignota, temiamo che non venga dato il giusto valore all’attività dei Club da parte degli organi internazionali”.

PIETRO PAOLELLA
Presidente HR Volley Macerata
(Serie A1)
“Auspichiamo che il regolamento di gioco per la stagione 2026/2027 possa essere pubblicato quanto prima, perché per le società e per le squadre è importante conoscere con congruo anticipo le regole con cui si andrà ad affrontare il campionato. Questo permetterebbe a tutti gli addetti ai lavori di prepararsi adeguatamente alle eventuali novità e di arrivare all’inizio della stagione con la necessaria chiarezza, evitando possibili dubbi o situazioni di confusione, con tutte le indicazioni necessarie per permettere a squadre, tecnici e atleti di recepirle nel modo corretto”.

FRANCESCO PAOLETTI
Direttore sportivo Savino Del Bene Volley Scandicci (Serie A1)
Il mio punto di vista è molto più societario che tecnico, da allenatore, e quindi per me la difficoltà più grande è quella di arrivare a pochi giorni dall’avvio del campionato con quella che ad oggi è un’incognita che riguarda diversi aspetti, alcuni molto più tecnici, altri, se vogliamo, anche un po’ più gestionali.
La tipologia di rosa iscrivibile a referto per una gara ufficiale oggi varia in maniera sostanziale: se è possibile iscrivere 14 atlete e un solo libero di ruolo, come è accaduto anche molto recentemente all’ultimo Europeo, piuttosto che nella forma canonica e consueta a cui eravamo abituati fino all’anno scorso, con 14 atlete e due liberi.
Questo cambia sostanzialmente anche l’allestimento del roster, perché ovviamente, se ci viene data la possibilità di comporre il roster con 14 atlete e un solo libero, si può pensare, anziché prendere un secondo libero di ruolo, di prendere una giocatrice con capacità specifiche, con attitudini di seconda linea, ma non propriamente un libero, piuttosto una giocatrice da utilizzare anche in diversi frangenti della gara stessa o degli allenamenti.
Ci troviamo oggi a dover far fronte a diverse difficoltà, che sono quelle di dover giocare in Italia con un pallone e in Europa con un altro, di dover assemblare squadre avendo a disposizione ormai 10 giorni, quando va bene, in quanto l’Europeo si scopre essere totalmente disallineato rispetto a un girone del Sudamericano, piuttosto che a una Final Six del NORCECA che ancora deve prendere inizio e che finirà solamente a ridosso dell’inizio del campionato.
Quindi le difficoltà penso siano davvero molteplici. Non è semplice muoversi in questa situazione e penso che nessuno senta il bisogno di ulteriori difficoltà che derivano anche da alcune cose nel settore arbitrale, alcune molto più semplici perché evidentemente visibili e comprensibili, altre molto più complesse in quanto sono interpretabili, come sempre, dalla persona e quindi si possono presentare casistiche diverse, esposte poi a interpretazioni diverse.
Penso altresì che questa situazione di difficoltà non riguardi solamente le società, le atlete o gli allenatori, ma che i primi, probabilmente, a essere in difficoltà siano gli ufficiali di gara, che vorrebbero proprio loro per primi avere delle regole certe da poter applicare.
Penso sia noto che nello scorso fine settimana c’è stato questo raduno a Bologna ed è paradossale, secondo me, fare un raduno senza sapere le regole con cui si andrà poi a disputare, a distanza di 10 giorni, la prima partita ufficiale. La trovo una cosa con poco senso, anche se siamo abbastanza fiduciosi di ricevere a stretto giro delle indicazioni chiare ed esplicite che possano consentirci, almeno per qualche allenamento, di poter avere un’idea un po’ più chiara del tutto”.

MARCO GASPARI
Head Coach Savino Del Bene Volley Scandicci (Serie A1)
Io credo che il dispiacere per questa situazione sia dovuto al fatto che, così come le atlete si preparano a livello fisico, tecnico e tattico in vista di quello che, dalla prima giornata di campionato, diventerà un evento ufficiale, allo stesso modo noi allenatori dobbiamo poter preparare la squadra conoscendo quelle che saranno le regole con cui si andrà a giocare, a maggior ragione in un periodo in cui c’è un cambio di regolamento abbastanza importante.
Basti pensare che siamo passati in due anni dal tocco di seconda opinabile a un tocco che permette qualsiasi gesto tecnico, anche meno bello. Quindi cosa è successo? È cambiato anche il modo di impostare l’azione di contrattacco: io chiedo alle mie giocatrici di palleggiare perché tanto il fallo non viene fischiato. Mentre un tempo si lavorava su alcune giocatrici con una tecnica di bagher e su alcune giocatrici con una tecnica di palleggio.
Quest’anno, sapendo che c’è la possibilità, a livello europeo e internazionale, di avere 14 giocatrici a referto con un solo libero e 8 cambi, cambierebbe anche l’impostazione dell’allenamento nelle varie situazioni di gioco. Cioè un doppio cambio classico palleggiatore-opposto o un doppio cambio per ovviare alla “problematica” italiane-straniere, un doppio cambio di schiacciatore-schiacciatore. Quindi, all’interno di uno stesso set, si potrebbe utilizzare un cambio palleggiatore-opposto e un cambio schiacciatore-schiacciatore. Stessa situazione, appunto, quella di un solo libero, il che agevolerebbe quel classico cambio ricezione che si è sempre utilizzato, eliminando la problematica di mettere il quarto centrale, il quarto schiacciatore o un atleta infortunato con la maglia del libero.
Anche il discorso del pallonetto e della trattenuta nel pallonetto è importante: non conoscere queste indicazioni a ridosso dell’inizio del campionato significa non aver avuto la possibilità di lavorare su aspetti tecnici che cambiano comunque la natura del nostro gioco.
Quindi, a mio avviso, la problematica ci sarà e vedremo tante situazioni di richiesta all’arbitro del perché è stato fischiato o non fischiato un fallo”.

CLAUDIO BONATI
Direttore Sportivo Vero Volley
(Superlega + Serie A1)
“Sicuramente non sapere ancora quali regole saranno applicate al regolamento italiano ci lascia spiazzati sulle tempistiche. Ci sono alcune nuove regole che potrebbero cambiare la gestione tattica di una gara: non saperle con esattezza così a ridosso dell’inizio dei campionati è davvero poco comprensibile. Crea una difficoltà oggettiva nella preparazione delle gare amichevoli (soprattutto nella rotazione dei cambi, sei oppure otto) di questo periodo e soprattutto in vista dell’inizio imminente dei campionati”.

MASSIMO ECCHELI
Head Coach Vero Volley Monza
(Superlega)
“Ritengo che questo ritardo sia un fatto grave. Anche perché noi allenatori già a luglio, all’incontro con i vertici arbitrali al Volley Mercato di Bologna, avevamo chiesto di fare chiarezza sul nuovo regolamento. Adesso ci ritroviamo a pochi giorni dall’inizio del campionato e di chiaro non c’è ancora nulla. Lo trovo sconcertante. Ci lascia davvero con l’amaro in bocca perché ti viene sempre richiesta la massima performance nel tuo lavoro, viene richiesta l’alta professionalità nell’alto livello per cercare di alzare ulteriormente il profilo del nostro sport, della nostra disciplina, della nostra organizzazione in generale, e poi su questi aspetti siamo deficitari.
Per quanto riguarda la difficoltà del lavoro, sicuramente la regola che potrebbe influenzare più di tutte il discorso relativo all’organizzazione in palestra è quella legata alla modalità di attacco. Mi riferisco all’attacco push che fino a qualche mese fa era consentito e teoricamente ora non dovrebbe più esserlo, però questa cosa non si sa perché c’è chi dice che si continuerà con le vecchie regole, c’è chi dice che invece questa nuova interpretazione verrà applicata. Sicuramente lavorare senza sapere se alcune cose si possono fare in attacco o meno crea una difficoltà nell’organizzazione della metodologia di lavoro e anche di quello che potrebbe essere diciamo l’assetto tattico di una squadra, che se prima doveva stare magari più attenta a determinate cose, adesso dovrebbe essere più attenta ad altre. Questo influisce anche sull’assetto in difesa, quindi capite bene quanto anche solo questa regola incida dal punto di vista del lavoro”. 

SIMONE DI TOMMASO
Head Coach Tinet Prata di Pordenone
(Superlega)
“Intervengo da allenatore che può parlare dell’aspetto tecnico e pratico del lavoro in palestra. Gestire un precampionato allenando la squadra senza piena chiarezza regolamentare è una difficoltà di cui avremo fatto volentieri a meno. Mi rendo conto che ci sono incastri burocratici che purtroppo seguono delle tempistiche particolari e che non coincidono con quelle che sono le date di inizio attività delle squadre. Questo crea qualche disagio, ma non deve diventare per noi un alibi. Abbiamo tante cose a cui pensare e sarà un eventuale problema che dovremo essere bravi a risolvere nel poco tempo a disposizione, per cercare, in primis, di dare degli strumenti quanto più veritieri ai nostri giocatori, a seconda dei parametri usati in gara e riportati poi nei nostri allenamenti”.

FABIO PARAZZOLI
Head Coach Cda Volley Talmassons Fvg
(Serie A1)
“Dal punto di vista prettamente gestionale e dell’organizzazione delle sedute tecniche la differenza sostanziale penso sia dettata dalla regola dei 6/8 cambi.Purtroppo saperla adesso cambia poco perché la differenza più grande sarà il prossimo anno quando si potranno costruire roster adatti a questa regola, perché cambia notevolmente la tipologia del gioco e la composizione della squadra. Crediamo che questa sia la regola più incisiva anche dal punto di vista degli allenamenti, proprio perché cambia le soluzioni da sviluppare in una squadra. Per le regole prettamente tecniche credo che la pallavolo femminile ne risentirà in maniera marginale rispetto a quella maschile, chiaro che questo periodo di incertezza non ha aiutato il movimento anche solo per le innumerevoli polemiche che ne sono scaturite in questo periodo.”

DANIELE SANTARELLI
Head Coach Prosecco DOC A. Carraro Imoco Conegliano
(Serie A1)
“Attendiamo con grande serenità le decisioni sul regolamento, in questo periodo di costruzione della squadra prima dell’inizio del campionato abbiamo ben altri problemi rispetto a questo e quando ci verranno comunicate le decisioni saremo pronti ad adeguarci senza difficoltà di sorta.”

FABIO TISCI
Head Coach Granda Volley (Serie A1)
“Il fatto che non sappiamo ancora quale regolamento verrà applicato è ovviamente un problema, soprattutto perché ci sono specifiche che non sappiamo se allenare o no. In particolare il focus è rivolto verso ai pallonetti spinti a due mani e al palleggio del libero. Sono due aspetti che possono aggiungere o togliere soluzioni al gioco ed è complicato prepararsi ad una stagione senza essere sicuri di cosa si può allenare e cosa no”.

MASSIMILIANO GALLO
Direttore sportivo Reale Mutua Fenera Chieri ’76
(Serie A1)
“Sicuramente è una situazione che ci mette in difficoltà. Mette in difficoltà non solo le società ma tutto il movimento, credo anche gli arbitri. Detto questo, speriamo che a breve si possa conoscere il regolamento. È comunque un ritardo che penalizza, che ha creato dei malumori. Anche per questioni legate alla costruzione dei roster. Se avessimo saputo prima le regole, credo che molti avrebbero gestito diversamente la costruzione delle squadre”.

A cura di VolleyNews.it
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