Foto: Fipav Creative Hub

È incredibile ma è tutto vero: l’Italia è fuori dall’Europeo, Finlandia in semifinale

DATA PUBBLICAZIONE
TEMPO DI LETTURA
più di 5 minuti
SHARE
SHARE
TEMPO DI LETTURA
più di 5 minuti

Clamoroso al Palavela, l’Italia bi-campione del mondo in carica esce ai quarti di finale dell’Europeo maschile contro la Finlandia. Un risultato che fa malissimo, perché deciso alla fine da un solo pallone (13-15 al tiebreak), e che brucia perché frutto di una prestazione sottotono in diversi fondamentali, soprattutto quello di ricezione, dove gli azzurri non sono andati oltre il 35% di positiva contro il 51% dei finlandesi.

Onore agli avversari perché hanno giocato davvero una partita di altissima intensità, trascinati dall’opposto Jokela che di fatto non sbagliava quasi mai (68% in attacco) e alla fine ha chiuso con 28 punti a referto. Pesantissimi anche i 22 dell’ex Monza Luka Marttila.

De Giorgi, dopo aver vinto bene il primo set, perso ai vantaggi il secondo (26-28) e molto peggio il terzo (16-25), le ha provate tutte, cambiando a ripetizione centrali e bande. Forse, tentare per tentare, si sarebbe potuto provare a inserire anche Laurenzano visto come si stavano mettendo (male) le cose in seconda linea, ma con i se e con i ma, come si suol dire, siam bravi tutti. Resta il fatto che la partita è stata persa lì, in ricezione, con una valanga di free-ball regalate e Giannelli che di conseguenza non è mai riuscito a giocare con i suoi centrali come fatto agli ottavi contro la Danimarca. Così come tante sono state le palle alzate in 2 e in 4 correndo per zone remote del campo.

Le sue opzioni sono sempre state due, Romanò e Bottolo. Il primo ha chiuso a quota 20 punti, il secondo a 13 e in doppia cifra ci è andato anche Sanguinetti con 14 (4 muri e 1 ace). Per il resto, tolta la ricezione, i numeri si equivalgono quasi tutti: 10 muri a 9, 6 ace per parte con 24 e 25 errori a testa, 54% in attacco l’Italia e 54% in attacco la Finlandia.

Lo sport è questo. Si vince, si perde. Oggi, però, fa davvero male. Non perché l’Italia questo Europeo lo giocava in casa, non perché ci siamo presentati ai nastri di partenza di fatto senza Michiletto, ma perché questa squadra, questo gruppo, sin qui l’unico ancora imbattuto nel torneo, una medaglia la meritava assolutamente.

STARTING PLAYERS
De Giorgi conferma la stessa formazione titolare della sfida degli ottavi: Giannelli-Romanò diagonale principale, Lavia-Bottolo in banda, Sanguinetti e Mati al centro, Balaso libero.

PRIMO SET
Un due tre, facciamo subito 3-0 e poi 6-3. I finlandesi rientrano e si mettono in scia sull’11-10, salvo poi tornare dov’erano per colpa della solita pipe mortifera di Bottolo e la solita mazzata in battuta di Romanò. Subiamo un altro break, questa volta lungo, e ai 14 le squadre si ritrovano in parità. Timeout di Fefè che mette in guardia i suoi sulle variazioni al servizio degli avversari. Torniamo presto avanti di due (17-15) vincendo un videocheck (floor touch), ma la Finlandia batte bene, attacca forte e all’occorrenza difende anche con grande efficienza. Morale della favola, scrollarseli di dosso si rivela complicato (18-18). Servono gli effetti speciali, ce li mette allora Mati, ovviamente a muro. Fate due in fila (21-18). Tocchiamo il massimo vantaggio nel set grazie a un errore di Jokela, teniamo la barra dritta e chiudiamo 25-21. Gli Azzurri chiudono con il 70% in attacco, 3 muri a zero, 8 punti personali di Romanò e 5 di Bottolo, ma un migliorabile 35% di ricezione positiva (appena 12% di perfetta).

SECONDO SET
In avvio di secondo set sono loro a sferrarci un veloce uno-due. Li rincorriamo per un po’, li riprendiamo prima ai 5, poi ai 7, ma il naso avanti non lo mettiamo mai in questa fase del set (9-11, 12-14). Dai e dai, alla fine il sorpasso azzurro arriva con un ace di Lavia e un attacco spinto di seconda fischiato al palleggiatore finlandese Ivanov (15-14), ma questo set è una vera e propria altalena (18-16, 19-20). Nel finale si gioca punto a punto, e allora sul 22-22, e con Lavia in battuta, De Giorgi si gioca la carta Michieletto (per Bottolo). Al primo set-ball ci vanno loro (23-24), ma Sanguinetti in primo tempo decide che si va ai vantaggi. Non contento, il centrale azzurro trova anche il muro che sposta l’ago della bilancia. Jokela ricambia lo sgarbo annullandoci due palle set, poi andiamo ancora in difficoltà su due battute in salto-float e Nooa Marttila ci presenta il conto: 26-28, uno a uno e tutto da rifare.

TERZO SET
La Finlandia sfrutta l’onda lunga dell’entusiasmo e ci mette in riga anche all’inizio del set successivo (2-6). Serve una scossa, De Giorgi la cerca in Galassi, subito armato da Giannelli e subito a segno, ma subiamo ancora terribilmente le loro battute, i loro attacchi, i loro muri. Secondo timeout a stretto giro di posta di Fefè sul 3-9. La ricezione azzurra in questo parziale è saltata completamente, regaliamo free-ball a ripetizione. Esce anche Lavia per lasciare spazio a Porro. Qualcosa la recuperiamo, il muro di Giannelli vale il -4 (6-10), ma adesso non passiamo più neanche in attacco. Altro cambio, entra Michieletto per Bottolo e stampa subito un altro gran muro (8-11), ma alla lunga anche questa mossa non si rivela risolutiva. Loro allungano ancora (14-21), tentiamo anche la carta Rychlicki che però va subito a sbattere contro il muro finlandese. Ormai è dura, diciamo pure impossibile. In questo set, di fatto, non siamo mai stati in partita. Finiamo col perderlo male, molto male (16-25) con l’ennesima ricezione slash. Un dato su tutti spiega quale sia il reale problema dell’Italia: 37% in ricezione per noi, 62% per loro.

QUARTO SET
De Giorgi riparte con Galassi al centro al posto di Mati e Gianluca mette subito palla a terra in primo tempo. Muro di Giannelli su Luka Marttila e siamo sul 2-0. Questa volta il buon vento sembra soffiare sulle vele azzurre (5-2, 9-6), e a proposito di vele, sulle tribune del Palavela si alza il coro “Italia Italia”. Contemporaneamente, immaginiamo che i tifosi finlandesi cantino “Jokela Jokela”, perché l’opposto numero 13 non lo prendiamo proprio mai. Una sentenza. Speriamo non diventi una condanna. Grazie a lui, ci riprendono agli 11, De Giorgi chiama timeout e lo spende solo per parlare di come contrastarlo a muro. La tensione è altissima, siamo spalle al muro e al momento con loro che ci soffiano sul collo. Serve scrollarseli di dosso, serve non ritrovarseli di fianco dopo l’ultima curva di questo set. Finalmente su Jokela un muro lo stampiamo grazie a Bottolo, che poi si ripete anche in attacco (15-13), ma Luka Marttila ci riacciuffa ancora in mani-out.

Serata nera, questa per noi, anche dai nove metri dove non incidiamo ma regaliamo punti a suon di errori (troppi). Com’è, come non è, portiamo a casa un altro break con Lavia (18-16). Balaso ora copre bene in difesa, Bottolo (adesso on-fire) ci porta per primi ai 20 con due lunghezze di vantaggio, ma a muro saltiamo sempre in ritardo. Ace di Giannelli con la sua ibrida al veleno sulla riga laterale (22-19). Altra battuta che li manda in confusione, Balaso difende, Romanò la mette a terra. Altro giro, altra corsa, altro punto di Bottolo, questa volta a muro (24-19). Abbiamo cinque palle per andare al tiebreak, ci basta spaccarne a terra solo una. E chi lo fa? Bum-bum-Bottolo, ovviamente. Che fatica, che tensione.

QUINTO SET
Per la Finlandia si tratta del quarto tiebreak consecutivo. Caleranno alla distanza almeno oggi? Jokela già a quota 27, Luka Marttila a 19. Il primo punto del quinto set, però, porta la firma di Romanò. Approcciamo bene, voliamo sul 5-2 e costringiamo Kunnari a fermare il gioco, ma i finlandesi ne hanno ancora di benzina nel serbatoio (5-4). Serve dare un altro colpetto sull’acceleratore, ci proviamo, torniamo sul +3 (9-6) ma Luka Marttila continua a tenere il nostro stesso passo (9-8). Non ci facciamo scoraggiare, anzi, proviamo a scoraggiare loro: ace di Romanò e nuovo +3 (11-8). C’è però un problema, loro non si scoraggiano (11-10). Alla faccia di chi pensava che sarebbe stata una passeggiata! Pipe di Bottolo, punto in banca. Ace di Marttila (sempre Luka), parità ai 12. Bottolo murato, ci passano davanti. Calma e sangue freddo. Marttila batte out, 13-13. Dentro Sbertoli al servizio, invasione a rete di Bottolo. Finlandia al match-point! Difendiamo noi, difendono loro, difendiamo noi, difendono loro, difendiamo noi ma… Romanò alla fine attacca out. È finita. Siamo fuori dall’Europeo. A stento riusciamo a scriverlo, ma è così. Italia eliminata, Finlandia in semifinale.

ITALIA-FINLANDIA 2-3
(25-21, 26-28, 16-25, 25-20, 13-15)
ITALIA: Giannelli 3, Bottolo 13, Sanguinetti 14, Romanò 20, Lavia 9, Mati 3, Balaso (L). Michieletto 3, Sbertoli, Sani, Rychlicki, Galassi 4, Porro 1. N.e.: Laurenzano. All. De Giorgi. 
FINLANDIA: Haapaniemi 10, Ivanov 1, Marttila L. 22, Savonsalmi 1, Jokela 28, Marttila N. 6, Koykka (L). Tyynismaa 6, Suihkonen, Valimaa, Lindqvist. N.e.: Ronkainen, Zhbankov, Breilin. All. Kunnari. 
Durata Set: 29’, 34’, 25’, 28’, 19’
Italia: 6 a, 24 bs, 10 mv, 35 et
Finlandia: 6 a, 25 bs, 9 mv, 34 et
Spettatori: 8260

Di Giuliano Bindoni
(© Riproduzione riservata)

VolleyNews.it è anche su Whatsapp: non perderti le nostre notizie, curiosità, interviste, contenuti esclusivi, aggiornamenti e approfondimenti. Diamo voce insieme alla pallavolo!

ARGOMENTI CORRELATI

CONDIVIDI SUI SOCIAL

Facebook

ULTIMI

ARTICOLI