FOTO da: play2match - Linkedin

“Arrivi solo, esci con una crew”: Play2Match, community per fare amicizia col beach volley

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Vuoi giocare a beach, ma non hai la squadra? Vuoi conoscere nuove persone, ma non sai come? Ci pensa Play2Match, “la crew con cui giochi a beach volley e conosci gente nuova, senza sbatti di organizzazione. Arrivi da solo a una partita ed esci con una crew, nelle nostre città“, come recita direttamente il sito web della start up community based.

L’idea è di Iacopo Livia, uno dei tre fondatori insieme a Simone Tabellini e Giacomo Mantini, che ci ha raccontato le origini di Play2Match: “Avevo fatto esperienza nel mondo start up per un po’ di anni e avevo l’abitudine di scrivere nel taccuino tutto quello che mi veniva in mente come potenziali idee di impresa. Di solito guardavo un po’ le cose della mia quotidianità e cercavo qualcosa per risolvere un problema, che in questo caso era proprio avere occasioni di incontro con persone nuove. Mi era venuto in mente che si poteva fare attraverso lo sport“.

Quello che inizialmente era solo un appunto, si è concretizzato nel giugno del 2024, “quando ho visto online un gruppo di 1000 persone che si organizzavano per giocare a beach volley…“. Da qui, poi, arriva il coinvolgimento degli altri due fondatori, che già erano soci di una associazione no profit: “L’idea iniziale era fare iscrivere queste persone in una lista d’attesa, a cui noi avremmo proposto la creazione di alcune squadre. Così è stato: abbiamo fatto un torneo con queste persone iscritte in lista, formando delle squadre più equilibrate possibili in base al livello“.

La data di nascita ufficiale di Play2Match è il 30 giugno 2024, quando a Bologna si è giocato il primo test-torneo. Da quel giorno, delle singole partite settimanali sono state organizzate per quasi 6 mesi. Dato il successo, confermato anche dal fatto che gli utenti iniziassero a chiedere un’app per potersi prenotare, i fondatori hanno deciso di costruire la start up iniziando a raccogliere fondi.

Come azienda siamo partiti nel febbraio del 2025, inizialmente solo a Bologna. A ottobre, poi, abbiamo aperto anche a Torino, dal 18 luglio 2026 anche a Milano e tra poco arriviamo anche a Roma“. Questo, però, è l’inizio: il progetto è, infatti, non solo di espandersi in altre città (“Ci sono già tante persone che ci hanno scritto da tutta Italia che vogliono aprire nella propria città“), ma anche quello di proporre nuovi sport e testare nuove modalità di coinvolgimento degli utenti, non solo singoli ma anche aziende. “Dal prossimo anno proveremo probabilmente nuovi sport e, poi, ci sono altri test che possiamo fare, per esempio nel mondo aziendale oppure nel mondo dei corsi. Alcune aziende, infatti, ci hanno chiesto di fare dei tornei e dei team building usando lo stesso format per i loro dipendenti. Inoltre, stiamo ragionando sui corsi tra utenti, con quelli più bravi che possono insegnare ai meno bravi, oppure sulle collaborazioni con i centri sportivi e i club per fare dei piccoli corsi introduttivi“.

Senza dimenticare, ovviamente, le esperienze che partono da una passione comune, come può essere quella della pallavolo o del beach volley, che possono riunire gruppi di persone anche fuori dal campo. “Andremo a vedere una partita dell’Italia maschile all’Europeo. Se funziona, i coordinatori possono creare delle occasioni di incontro a tema sport, ma che non siano necessariamente giocare in campo. Tutto questo per aumentare il numero di occasioni di incontro, ma sempre con lo stesso stato d’animo e approccio della community“.

Già in essere sono delle convenzioni per tesserati attive con la Fipav, essendo Play2Match un’associazione sportiva dilettantistica, ma non sono escluse altre collaborazioni, soprattutto per la gestione degli impianti: “Una grande direzione sarebbe andare verso la direzione della gestione dei centri sportivi. Noi oggi già abbiamo un nostro gestionale interno che vorremmo dare anche come utilizzo ad alcuni centri sportivi con cui collaboriamo molto strettamente proprio per iniziare a pensare a delle programmazioni coordinate dei campi. In quel caso con la Federazione stiamo facendo dei ragionamenti più macro proprio su quello che si potrebbe fare in Italia come impatto sul mondo sportivo e avvicinamento allo sport“.

Il progetto dietro Play2Match è di stampo sportivo, ma “lo sport è un mezzo, non il fine“. Lo scopo, infatti, è conoscere persone nuove e fare nuove amicizie usando come punto di partenza il beach volley. Come? Scaricando l’app e creando un proprio profilo si può partecipare a partite create in base al livello e al numero di partecipanti. Al resto ci pensano i lead matcher, che “arrivano in campo prima di te, ti presentano la crew, bilanciano le squadre e a fine partita sono i primi a dire “raga, si va a cena?“. Se in campo si rompe il ghiaccio, è il “terzo tempo” che permette di conoscersi meglio e di mettersi d’accordo per organizzare nuove partite.

La start up con una raccolta fondi su crowdfundme.it ha raccolto circa 250.000 euro e “riempiamo degli spazi nei centri sportivi che di solito rimangono disponibili, lo facciamo in anticipo e con una certa programmazione. Non facciamo quasi mai delle disdette rispetto ai privati che, invece, disdicono tra il 20 e il 30%. In più, portiamo le persone a rimanere a cena se c’è la parte ristorativa, perché il nostro format prevede di giocare e, poi, rimanere a cena insieme. In alcuni casi, si può comprare direttamente l’aperitivo dall’app. Il centro per questo motivo ci fa una convenzione sul costo dei campi“. Dall’altro lato, invece, l’utente si trova la serata già organizzata, basta solo iscriversi alla partita tramite l’app, fino a poche ore prima del fischio d’inizio; “ci sono i coordinatori che gestiscono la partita che a loro volta hanno un piccolo bonus per spiegare come funziona, prenotare il post partita“.

Attiva dal 2024, Play2Match ha numeri sempre in crescita, che l’hanno portata a espandersi e ad assumere più persone anche all’interno del team stesso. Se alla fondazione erano solo in tre, ora sono in sette. L’ultimo ingresso riguarda una figura che si occuperà dei coordinatori della community, aspetto su cui è stata posta grande attenzione anche rispetto a qualche mese fa e sul quale i fondatori vogliono puntare con decisione.

A maggio 2026, la piattaforma contava oltre 13.500 partecipanti e più di 1.500 partite giocate. I dati sulla pagina di crowfundme.it testimoniano un forte incremento nella community rispetto a marzo 2026, quando si contavano oltre 10.700 utenti registrati e più di 1.200 partite giocate. Con l’apertura a Milano, a luglio 2026, sono stati superati i 14.000 partecipanti, con oltre 3.000 persone uniche, ovvero coloro che hanno giocato almeno una partita. I registrati sull’app, però, sono quasi 20.000 in tutta Italia, essendo molti presenti anche in città in cui Play2Match non è ancora attiva. Un altro dato rilevante nel contesto di conoscenza di nuove persone è quello relativo alle amicizie create (più di 16.500), che tiene conto di quante persone giocano più di una partita insieme. Nell’app, infatti, è presente una lista amici, dove è possibile aggiungere persone con le quali si è disputata almeno una partita e con cui ci si può ritrovare. Con lo sport, il beach volley e lo “stare insieme” al centro di tutto.

Di Chiara Scaccabarozzi
(©Riproduzione riservata)

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