Che storia, quella di Bryan Argilagos. Esordio con la Nazionale maggiore arrivato quasi per caso, con una chiamata in fretta e furia la sera prima, e soprattutto contro Cuba, la squadra del suo papà Alexeis, ex giocatore visto con tante maglie in Italia e purtroppo scomparso solo lo scorso 2 agosto all’età di 51 anni.
Come sostengono in tanti nell’ambiente, Argilagos avrebbe meritato la convocazione per i Giochi del Mediterraneo (e non solo quelli, in questa estate delle nazionali giovanili), ma il dt Fanizza ha fatto altre scelte. E allora un po’ di vacanze, poi l’inizio della preparazione con Cuneo, squadra di Superlega che il prossimo anno affiderà a lui le chiavi della regia. Una scommessa calcolata perché il talento in Bryan, oltre alle doti fisiche, non manca. Quanto alla tecnica e al modo di stare in campo, l’anno a Perugia agli ordini di coach Lorenzetti e dietro sua Maestà Giannelli vale a tutti gli effetti come un dottorato alla più prestigiosa delle università. Il destino alla fine ha voluto premiarlo e lui, nonostante tutto, ha risposto alla grande.
“E’ stato un esordio molto emozionante dopo aver ricevuto ieri la chiamata in Nazionale – racconta Bryan Argilagos -. E’ stato tutto bellissimo perché avvenuto in Italia con questo pubblico caloroso. Purtroppo, il risultato non è stato quello che volevamo però penso che abbiamo fatto vedere buone cose. L’esordio con Cuba sembra una favola scritta e sono contento di averlo fatto contro di loro anche in onore di mio papà. Sono felice sia venuto adesso in un momento non facilissimo della mia vita e mi ha dato una bella boccata d’aria”.
(fonte: FIPAV)