Ad affrontarsi a Ningbo nella seconda semifinale di VNL sono due delle squadre più in forma della rassegna. Da una parte del campo, il Giappone autore di un percorso perfetto con zero sconfitte; dall’altra gli Stati Uniti, una formazione fisica ed esperta. A spuntarla sono gli americani, che trovano la vittoria strappando l’ultimo pass per la finale in rimonta per 2-3 (19-25, 25-23, 25-20, 19-25, 13-15). A invertire l’inerzia del match sono i cambi perfettamente riusciti di coach Kiraly nel quarto e nel quinto set, uno su tutti l’ingresso di Champlin per il servizio, arma decisiva della nazionale a stelle e strisce, nell’ultimo parziale. Hanes e Anderson sono i top scorer del match con 24 punti a testa. Nella metà campo giapponese, a segnare il maggior numero di punti sono stati Nishida (19) e Ishikawa (18). Mentre gli Stati Uniti affronteranno la Polonia campione in carica per l’oro, il Giappone competerà per il bronzo contro la Slovenia.

STARTING SEVEN
Mossa a sorpresa per Tillie, che schiera Ogawa come libero dal primo set al posto di Yamamoto. Non cambia, invece, il resto della formazione: a partire titolari sono quindi capitan Ishikawa e Takahashi in posto 4, Nishida e Fukatsu in diagonale e Yamauchi e Larry al centro della rete.
Coach Kiraly conferma i giocatori che hanno battuto l’Italia ai quarti: Christenson in regia con Hanes opposto, Champlin e Anderson in banda, McHenry e Averill al centro. Shoji libero.
LA CRONACA DELLA PARTITA
È stato il Giappone a passare in vantaggio per primo e a mantenerlo fino al giro di boa, quando gli Stati Uniti hanno ricucito il gap, sorpassando poi gli avversari. Nella prima parte del set, la nazionale allenata da Tillie ha fatto tutto al meglio, dalla ricezione alla finalizzazione dell’azione. Dall’altra parte del campo, invece, gli Stati Uniti sono stati più fallosi, soprattutto in attacco e in battuta. I ragazzi di Kiraly hanno poi riordinato le idee nella seconda metà, dando vita a un finale combattuto e poi vinto. Chi ha fatto la differenza nella metà campo americana è stato Hanes con 8 punti a referto e Shoji con una positività del 100% in ricezione e una perfetta del 25%. Chi è mancato, invece, in questo set per il Giappone è stato Takahashi, autore solo di due punti, sotto a quanto ci aveva abituato in questa VNL. Il migliore del Sol Levante è stato Nishida con quattro.

Nel secondo set si ripete lo stesso copione del primo, con il Giappone che parte forte. Ancora una volta, gli Stati Uniti recuperano lo svantaggio, portandosi sul 7-7. Al contrario di quanto successo nel primo parziale, però, la squadra di Tillie si riporta subito avanti e mantiene il vantaggio fino alla fine, nonostante un breve momento di black-out in cui gli avversari, rimasti in partita, rosicchiano qualche punto. La partita è quindi in parità, anche grazie ai 9 punti di Ishikawa e 4 di Nishida. Negli Stati Uniti è Anderson a fare la voce grossa con 9 sigilli.
Nel terzo set si ripete lo stesso copione dei precedenti, con il Giappone avanti (4-1) e poi recuperato. Con qualche polemica da parte degli Stati Uniti sull’interpretazione del terzo tocco in palleggio da parte dell’arbitro, giudicato falloso, la squadra di Tillie tiene alto il ritmo e concede poco agli avversari, che rimangono in scia fino alla fine del set, senza però rendersi veramente pericolosi. La differenza l’ha fatta il servizio, in questo parziale meno efficace da parte degli americani rispetto ai set precedenti. A trascinare i giapponesi sono Nishida (10 punti) e Capitan Ishikawa (4 punti). I giocatori statunitensi non vanno oltre i tre punti a testa, segnati da Anderson, Hanes e McHenry.

Di tutt’altro tenore è l’inizio del quarto set: sono gli Stati Uniti, infatti, strappare il break ai giapponesi e a portarsi subito in vantaggio. Nella metà campo americana è tornato il servizio, che ha cambiato completamente l’inerzia delle prime fasi mettendo in difficoltà la ricezione avversaria. In aggiunta, l’attacco nipponico fatica a passare su un muro ora solido e puntuale. Hanes è salito in cattedra con 7 punti, di cui 2 ace, a cui si aggiungono i 6 del solito e costante Anderson. Decisivi gli innesti di Robinson e Jendryk. Tanti Stati Uniti e ben poco Giappone: per il verdetto finale bisogna quindi aspettare il tie-break.
Come era prevedibile, nel quinto set è lotta punto a punto per l’ultimo pass per la finale contro la Polonia. Entrambe le formazioni giocano a viso aperto, non tirando su ogni pallone e attaccando ogni alzata. Ad avere la meglio sono gli Stati Uniti, con uno strappo sul finale firmato Champlin, entrato in campo per il servizio, che lascia il Giappone fermo a 13 punti.
IL TABELLINO
GIAPPONE 2
STATI UNITI 3
(19-25, 25-23, 25-20, 19-25, 13-15)
GIAPPONE: Nishida 19, Ishikawa 18, Takahashi 13, Yamauchi 7, Larry 6, Tomita 2, Miyaura 1, Fukatsu, Otsuka, Ogawa (L), Kai, Nishimoto, Yamamoto (L), Eiro. All. Tillie.
STATI UNITI: Anderson 24, Hanes 24, Averill 9, McHenry 7, Robinson 7, Champlin 7, Christenson 3, Jendryk 2, Briggs (L), Defalco, Ma’a, Hartke, Shoji (L), Knigge. All. Kiraly.
Arbitri: Ovuka Sinisa (BIH), Akulova Yuliya (KAZ)
Di Chiara Scaccabarozzi
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