La VNL 2026 passerà alla storia come il primo torneo non vinto dall’Italia d’oro femminile targata Velasco. Nessun dramma, se doveva succedere, meglio che sia successo in VNL e non altrove. Nella finale che vale il terzo gradino del podio le campionesse di tutto hanno battuto la Cina in quattro set (25-16, 23-25, 25-22, 25-13). Accademici il primo e il quarto, più problematici il secondo e il terzo, ma alla fine è il risultato quello che conta e il risultato finale ha comunque sorriso alle Azzurre al termine di un percorso usato e sfruttato per sperimentare ma anche riposare, osare ma anche ripensarci. Siamo l’Italia e potevamo permettercelo. Ora sotto con l’Europeo, che è il vero obiettivo dell’estate dichiarato da tutti, da Velasco a Manfredi e le stesse giocatrici.
Se da una parte Fahr meriterebbe il titolo di Mvp della sfida (13 punti oggi), e vogliamo sperare che finisca tra qualche ora nel Dream Team di questa edizione, Antropova chiude con altri 23 a referto. Doppia cifra anche per Nervini, mentre di peso i 7 a testa di Meli e Omoruyi in uscita dalla panchina.
STARTING PLAYERS
Velasco conferma ancora una volta la sua formazione ideale che vede Antropova opposta titolare in diagonale con Orro, Sylla e Nervini sciacciatrici, Danesi e Fahr centrali, Fersino libero. Dall’altra parte Zhao risponde con Xie in regia, Gong opposta, Tang e Zhuang le bande, Wang Y.Y. e Wang A.Q. coppia centrale, Wang M.J. libero.
NEL PRIMO SET L’ITALIA PORTA LA CINA A SCUOLA
Pronti via, si capisce subito chi, tra quelle in campo, è la squadra numero uno del ranking mondiale e chi la numero sette: 8-2, 13-3 Italia. Le asiatiche vogliono strafare, forzano tanto e sbagliano anche tanto. Le Azzurre invece sono semplicemente le Azzurre: in questo primo set sono molto ordinate, concentrate, e alla fine si divertono anche nel vedere la stragrande maggioranza dei colpi andare a bersaglio. La Cina in attacco inizia a far vedere qualcosa di buono quando ormai il set non ha più nulla da raccontare. Fatta eccezione per i 3 muri che ci stampano, le variazioni di Orro restano comunque di difficile lettura per loro, la qualità delle nostre attaccanti di palla alta è ovviamente di tutt’altro livello. Velasco si gioca il doppio cambio nel finale e l’Italia chiude 25 a pochi (che potevano anche essere pochissimi).
NEL SECONDO SET LA CINA MOSTRA ALL’ITALIA DI APPRENDERE MOLTO VELOCEMENTE
Ad inizio secondo set il primo arbitro, la kazaka Akulova Yuliya, già protagonista di tanti video virali in questa VNL per scelte e spiegazioni discutibili, pare dimenticarsi che a due mani non si possa più buttare la palla nell’altro campo. Nel giro di pochi secondi lo fanno Gong e Orro. La cinese appoggia nel nostro campo senza saltare, l’Azzurra attacca di seconda con una magia che però adesso dovrebbe essere sanzionata. Se a fine torneo siamo ancora messi così, a cosa assisteremo agli europei e poi nei nostri campionati? La curiosità è tanta…
Tornando alla partita, la Cina ora è squadra diversa rispetto alla squadretta vista nel primo set, lontanissima parente di quella che ha eliminato gli Stati Uniti nei quarti. Sale l’efficienza delle attaccanti laterali e sotto 13-15 Velasco ferma il gioco. Il ct spiega che sugli attacchi in diagonale delle schiacciatrici avversarie le nostre centrali devono coprire meglio, ma ora il problema è un altro. Subiamo tre ace in fila da Zhuang (13-17), ci innervosiamo, sbagliamo anche in attacco. Altro timeout Italia sul 16-21, dentro Omoruyi per Sylla e poi doppio cambio, le mosse funzionano e accorciamo (21-23, 21-24, 23-24) ma Egonu sbaglia la battuta sul più bello e si gira campo sull’uno a uno.
TERZO SET EQUILIBRATO… MA AZZURRO
La sfrontatezza delle studentesse cinesi mette in difficoltà le docenti italiane anche nel set successivo (1-4). Palla di Antropova di là a due mani, l’arbitro Yuliya questa volta fischia. Alè, viva l’uniformità. Le riprendiamo ai 7 con un muro di Fahr, subiamo un altro break, le riprendiamo ancora con Fahr (questa volta con un ace), mettiamo finalmente il naso avanti con Antropova (11-10). Al centro ora c’è Meli al posto di Danesi, le Azzurre vanno avanti di quattro (17-13) ma poi subiscono anche un contro parziale di 0-4 che vale la nuova parità. Altro pallonetto a due mani di Egonu non fischiato, poi l’Italia torna avanti di due (21-19). Le cinesi difendono un paio di palloni che avrebbero dovuto allargare la forbice, ma alla fine è comunque l’Italia a tagliare il traguardo.
QUARTO SET DA MEDAGLIA
Avanti due set a uno, le Azzurre tornano in cattedra e spiegano alle cinesi come si chiude una finale che vale una medaglia: 10-3, 14-6. In campo ci sono ancora Meli e Omoruyi, l’Italia gira bene mentre dall’altra parte la Cina è tornata ad essere fallosetta. Corriamo veloci verso l’obiettivo (19-10), la palla che vale la medaglia la manda a terra Antropova.
ITALIA-CINA 3-1
(25-16, 23-25, 25-22, 25-13)
ITALIA: Sylla 6, Danesi 2, Antropova 23, Nervini 11, Fahr 13, Orro 5, Ferino (L), Egonu 1, Giovannini, Spirito, Omoruyi 7, Meli 7, Cambi. N.E.: Nwakalor. All. Velasco
CINA: Tang 9, Wang Y. 11, Gong 10, Zhuang 14, Wang A. 7, Xie, Wang M. (L), Diao 3, Chen 1, Yang, Li 1, Guo, Feifan. N.E.: Zhang. All. Zhao
Arbitri: Yuliya Akulova (KAZ) e Ksenija Jurkovic (CRO)
Durata: 25’, 29’, 27’,
Italia: a 8, bs 7, m 5, e.t. 19.
Cina: a 4, bs 6, m 11, e.t. 28.
Di Giuliano Bindoni
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