All’East Asian Games Dome è andata in scena una vera e propria battaglia tra Italia e Brasile, che si è conclusa solo al quinto set. A vincere il novantesimo incontro tra le due formazioni sono le sudamericane 2-3 (25-21, 21-25, 24-26, 25-21, 12-15), che volano quindi in finale di VNL. Le Azzurre non riescono a completare la rimonta dopo aver allungato il match al tie-break, soccombendo nel parziale decisivo contro un avversario più lucido e cinico. La Nazionale di Velasco non giocherà, quindi, per difendere il titolo ma per portare a casa il bronzo, mentre il Brasile conquista la quinta finale della sua storia. In grande spolvero le attaccanti di posto 4, Nervini (16 punti) e Sylla (13), costanti e vincenti durante tutta la partita. Grande prestazione anche di Egonu, top scorer insieme a Nervini, chiamata in causa al posto di Antropova, marcata dal muro brasiliano. In doppia cifra anche Danesi (11) e Fahr (10).
STARTING SEVEN
Nessuna sorpresa nella metà campo azzurra: Velasco non può rinunciare a una Antropova sempre top scorer dell’Italia e quindi è confermata in diagonale con Orro. A schiacciare da posto 4 ci sono Sylla e Nervini, al centro della rete Danesi e Fahr, Fersino libero.
Dall’altra parte della rete, Zé Roberto schiera Luzia al posto di Lorena, novità rispetto alle gare precedenti, e Diana al centro. In cabina di regia spazio a Roberta, in diagonale con Rosamaria. Bergmann e Ana Cristina in posto 4, Marcelle libero.

PRIMO SET: L’ITALIA ALZA IL RITMO NEL FINALE E FA SUO IL PARZIALE
Come ci si poteva aspettare, i ritmi sono subito alti, con le due formazioni che lottano su ogni pallone per non lasciarne cadere nessuno. L’Italia riesce a portarsi avanti in due occasioni (6-4, 10-8), ma il Brasile è sempre lì a riportare il punteggio in parità. Le giocatrici di Zé Roberto sono abili nel prendere le giuste misure ad Antropova, che, a differenza delle altre partite, è meno decisiva in questo avvio. Stanno funzionando, invece, i due posti 4, con Sylla e Nervini che mettono in saccoccia il maggior numero di attacchi vincenti. Appena il Brasile mette la testa avanti (15-16), Velasco interrompe il gioco ricordando alle sue giocatici di essere ordinate a muro, soprattutto su Rosamaria. Detto fatto, arriva il punto del 20-18 di Fahr. Sul finale spazio anche a Egonu, subito vincente per il 22-19. È lei che mette a segno il punto decisivo del set (25-21), in un finale dove l’Italia ha alzato il livello con Fahr protagonista a rete. Il centrale è la top scorer del parziale con 6 punti messi a segno, due in meno per Nervini e Sylla, due per Egonu.
SECONDO SET: IL BRASILE PAREGGIA I CONTI
Inizia subito in salita il secondo set per l’Italia, che subisce il break dal Brasile (1-4). Le Azzurre faticano a trovare le contromisure, per questo Velasco chiama subito il time-out (2-6). Uno dei punti su cui si è concentrato il ct è stato il servizio, poco vario e incisivo finora. L’Italia rimane in scia e riesce a ricucire il gap, aiutata dagli attacchi vincenti da posto 4. Superato un primo momento di difficoltà, ora il gioco delle Azzurre gira bene, anche se il Brasile risolve meglio le azioni trovando soluzioni decisive da ogni zona del campo. Qualche imprecisione, però, costa il break (9-12) e Velasco interrompe nuovamente il gioco. Il ct prova a cambiare le carte: dentro Meli ed Egonu per Danesi e Orro. Il Brasile alza i giri e scappa via (12-17). La selezione verdeoro pareggia i conti con un mani fuori decisivo di Ana Cristina (21-25). Tra le Azzurre, Nervini è la giocatrice che ha messo a segno il maggior numero di punti (4); dietro di lei Sylla e Antropova con 3 a testa ed Egonu con 2.

TERZO SET: BRASILE AVANTI
All’inizio del terzo set salta subito all’occhio il cambio tra Egonu e Antropova, in difficoltà nei primi due set. Il Brasile trova subito il break (4-6), ma l’Italia è lì e dà vita a difese funamboliche, tre su Ana Cristina solo in uno scambio, poi vinto. Le Azzurre rimangono in scia, ma non riescono mai a impensierire le avversarie, che restano sempre avanti nel punteggio. Sul finale, l’Italia alza il ritmo e toglie i riferimenti alle brasiliane fino a portarsi in parità (20-20), trascinate soprattutto da Nervini. Le Azzurre lottano fino all’ultimo punto, ma a spuntarla è il Brasile con un muro vincente di Bergmann su Egonu (24-26). In questo terzo parziale a fare la differenza sono Danesi e Nervini con 4 punti a testa, uno in meno per Egonu, seguita poi da Sylla.
QUARTO SET: L’ITALIA RIAGGANCIA IL BRASILE, SI VA AL TIE-BREAK
Velasco conferma Egonu anche all’inizio del quarto set. L’Italia parte subito fortissimo andando a segno con Danesi e l’opposto di Milano e reagendo bene alla sconfitta del parziale precedente (4-1). Orro varia spesso il gioco, chiamando in causa tutte le sue attaccanti da prima e seconda linea. Il match è ora equilibrato, con l’Italia che si mantiene in vantaggio (19-16). Tre punti mantenuti fino all’ultimo: Egonu mette a terra il set point che allunga la partita al tie-break (25-21).

QUINTO SET: IL BRASILE VOLA IN FINALE
Il set decisivo si apre all’insegna dell’equilibrio, spezzato per la prima volta dal Brasile (4-7). Velasco capisce il momento di difficoltà delle sue giocatrici e interrompe subito il gioco, predicando calma e lucidità. L’inerzia del match cambia in un attimo, con le Azzurre che infliggono un parziale di 4-0, ristabilendo la parità (9-9). Il Brasile è più concreto sul finale e si guadagna il match point, concretizzato (12-15). Le sudamericane vanno quindi in finale, dove affronteranno la vincente di Cina-Turchia.
ITALIA-BRASILE (25-21, 21-25, 24-26, 25-21, 12-15)
IL TABELLINO
ITALIA 2
BRASILE 3
(25-21; 21-25; 24-26; 25-22; 12-15)
ITALIA: Sylla 13, Danesi 11, Antropova 8, Nervini 16, Fahr 10, Orro 4, Fersino (L), Spirito, Egonu 16, Giovannini, Meli 1. N.E. Omoruyi e Nwakalor All. Velasco
BRASILE: Bergmann 14, Diana 7, Rosamaria 15, Ana Cristina 24, Luzia 12, Roberta 4, Marcelle (L), Macris, Kisy 4, Maiara, Lais. N.E.: Lorena, Natalia, Larissa. All. Ze Roberto
Arbitri: Sinisa Ovuka (BIH) e Yuliya Akulova (KAZ)
Durata: 26’, 26’, 31’, 26’,
Italia: a 3, bs 10, m 13, e.t. 29.
Brasile: a 4, bs 9, m 12, e.t. 31.
Di Chiara Scaccabarozzi
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