L’Italia chiude la terza settimana di VNL femminile con un bilancio di quattro vittorie su quattro, l’ultima arrivata a Hong Kong contro le padrone di casa della Cina. Una sfida tosta, davanti a 10.400 spettatori di parte, che ha visto le Azzurre cominciare alla grande per poi andare sotto 2-1 nel computo dei set. Merito di una squadra che è andata in crescendo nel corso della partita, spingendo tanto al servizio, difendendo tantissimo se non tutto, e attaccando con traiettorie spesso difficile da leggere dal muro italiano. Ciò nonostante le Azzurre, come contro il Canada, sono rimaste sempre lì, hanno pareggiato dominando in lungo e in largo nel quarto parziale e alla fine l’hanno portata a casa con tutta la determinazione che ormai è marchio di fabbrica di questo gruppo. 25-19, 21-25, 22-25, 25-12, 15-12 i parziali finali del match. Antropova chiude a quota 28, in doppia cifra anche Fahr con 16, Sylla con 15 (in panchina nel quinto set per un fastidio al ginocchio), Nervini con 14. Monumentale ancora una volta Fersino che chiude con 33 digs (!!!), il 71% di ricezione positiva e il 48% di perfetta.

VELASCO NON CAMBIA
Anche per questa quarta ed ultima sfida di Week 3 Julio Velasco sceglie di cominciare con la stessa formazione che vede Antropova opposta in diagonale con Orro, Sylla-Nervini coppia di schiacciatrici, Danesi-Fahr coppia centrale, Fersino libero.
PRIMO SET A TUTTA BANDA
Le Azzurre partono subito di slancio (5-2) ma la Cina, davanti al suo pubblico, non ha intenzione di farsi asfaltare: recupero, pareggio e sorpasso immediato (5-6). Ciò nonostante è Yong Zhao a chiamare il primo timeout del match dopo aver subìto un contro parziale di 4-0 da parte dell’Italia, che poi doppia anche le cinesi volando sul 12-6. Nella nostra metà campo Fersino da sola vale il prezzo del biglietto tirando su la qualunque (in rigorosa rullata come piace a Velasco). Sul 19-15 doppio cambio, dentro Cambi ed Egonu, le Azzurre si imbambolano su un paio di palloni che non avrebbero dovuto cadere a terra, ma il set ormai è in cassaforte: lo chiudiamo 25-19 con un mani-out di Antropova. Cinque punti a testa per Sylla e Nervini.
SECONDO SET A TUTTA CINA
Numero da circo di Orro in avvio di secondo set, con una alzata in ginocchio e all’indietro per Fahr, ovviamente a bersaglio (2-2). Si gioca punto a punto, con la Cina che alza ancora di più il livello del suo gioco a partire dalla battuta: 4-6, 5-9 e primo timeout chiamato da Velasco. Se noi abbiamo Fersino, loro hanno Mengjie Wang: morale della favola, non mettiamo più un pallone a terra e loro scappano via sul +6 (5-11). Le Azzurre si inceppano anche dai nove metri (tre errori infila), il gap non si riduce mai sensibilmente, solo leggermente nel finale, e si finisce così col girare campo sull’uno a uno nel computo dei set. 6 punti a testa per Antropova da una parte e Zhuang dall’altra.
TERZO SET A TUTTO SPETTACOLO
Il primo ace della partita di Antropova vale la parità ai 5 e i primi scambi fanno subito capire che il set sarà molto più combattuto dei primi due. Le squadre si equivalgono fino ai 14, poi la Cina scappa via (14-18) facendo arrabbiare ancora Velasco, al quale non piace come murano e come attaccano le Azzurre. L’Italia reagisce, si rimette in scia e lancia la volata (20-21). Orro a una mano per Antropova è l’ennesima giocata da fenomeni di questa sfida, l’ace di Giovannini (una foglia morta che manco le ‘maledette’ di Pirlo) vale la nuova parità ai 22, ma l’errore sul servizio successivo e l’ennesima affondata di Zhuang mandano la Cina al set-point. A far venire giù il palazzetto è il muro a uno di Zhuang su Antropova (22-25).
NEL QUARTO SET LA GRANDE REAZIONE DELL’ITALIA
Dopo due set in cui le Azzurre non sono mai riuscite a staccare con prepotenza le cinesi, come fatto nel primo, ci provano a inizio del quarto (10-5, 14-7) scartando anche qualche regalo delle nostre avversarie. Sotto di tanti, le asiatiche staccano la spina guardando Antropova superare quota 20 punti nel match e Fersino dire sempre di no a qualunque tentativo di mettere palla a terra. Il set si chiude così tanti a pochi (25-12) e si va al quinto. Il primo posto in classifica ormai è sfumato, si gioca per l’orgoglio.
TIE-BREAK SENZA SYLLA
Uno-due della Cina in avvio del tie-break, set decisivo che Velasco inizia con Omoruyi al posto di Sylla. Pareggiamo in un amen, poi rally infinito (46 secondi) chiuso dalle asiatiche, errore successivo di Nervini e l’Italia torna indietro di un break. Sul 6-7 dentro Giovannini in battuta per Omoruyi, pareggiamo con Antropova in mani-out e Yong Zhao chiama timeout. Vantaggio Italia con Nervini (9-8), altro errore in attacco di Zhuang, altro timeout di Yong Zhao. Ricezione esclamativa di Giovannini, Orro alza per Fahr che scatena il braccione, poi segniamo ancora con Nervini e voliamo sul +3 (12-9). Altro giro, altro rally e stampatona a muro su Antropova. A fermare il gioco questa volta è Velasco che si raccomanda ad Orro di fare scelte meno leggibili. In uscita Nervini ne mette a terra un’altra bucando il muro cinese, poi Fahr la manda di là a due mani e si prende il fischio contro. Subito dopo Orro ne usa una, di seconda, e ci manda al match-point (14-11). La Cina annulla il primo ma alza bandiera bianca sulla parallela mani-out di Antropova. Vinciamo anche questa e chiudendo una terza settimana senza macchia.
ITALIA-CINA 3-2
(25-19, 21-25, 22-25, 25-12, 15-12)
ITALIA: Sylla 15, Danesi 8, Antropova 28, Nervini 14, Fahr 16, Orro 3, Fersino (L), Egonu, Cambi, Spirito, Giovannini 2, Omoruyi 1. N.E. Meli e Nwakalor. All. Velasco
CINA: Tang 7, Wang Y.Y. 1, Gong 13, Zhuang 17, Guo 1, Xie, Wang (L), Li 18, Wang A.Q. 10, Diao, Yang, Feifan, Wang. N.E.: Hou. All. ZhaoÂ
Arbitri:Â Ivaylo Ivanov (BUL) e Agnieszka Michlic (POL)
Durata: 23’, 27’, 29’, 20’, 19’.
Italia: a 6, bs 9, m 6, e.t. 25.
Cina: a 2, bs 4, m 9, e.t. 26.Â
Di Giuliano Bindoni
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