Gioele Favaro, schiacciatore della ErmGroup Altotevere, sta dando il suo importante contributo alle fortune biancazzurre e si è rivelato decisivo anche in quest’ultimo periodo, che non lo vede schierato nel 6+1 iniziale, ma che lo consacra al momento come pedina di lusso sulla quale coach Marco Bartolini può all’evenienza contare.
A Sarroch, nel match di andata dei quarti di finale dei play-off del campionato di Serie A3 Credem Banca, ha raggiunto e superato quota 500 punti in categoria (407 realizzati con San Donà di Piave e 100 con Altotevere): “Dopo sole due stagioni in A3, arrivare a questo traguardo, considerando quanto mi è capitato all’inizio di quella attuale – dichiara Favaro – non è semplice. Sono pertanto molto soddisfatto del dato numerico, seppure con un pizzico di rammarico, perché il totale avrebbe potuto essere più sostanzioso, anche se questa è la realtà: bisogna guarda avanti e puntare a obiettivi futuri”.
Il 22enne giocatore veneto allude, infatti, al brutto infortunio subito alla caviglia in settembre a Macerata, nel corso di un allenamento congiunto. Il recupero lo ha costretto all’assenza dai campi nelle prime partite di campionato. Ora però, Favaro si sta rivelando decisivo quando entra nei frangenti delicati, perché in più di una circostanza il suo apporto ha cambiato il vento della partita: “Un compito difficile, quello di entrare per provare a cambiare qualcosa – sottolinea – in quanto puoi riuscirci come no e, magari, se non ce la fai la responsabilità ricade su di te. Ciò che provo a fare è dare la carica nelle parentesi di energia negativa, della quale a volte soffriamo. Riportare il sorriso in campo ai miei compagni, facendo capire che, comunque, stiamo praticando lo sport che ci piace e ad alto livello, è importantissimo per renderci consapevoli e per tentare di vincere le partite”.
Ma in ultimo la ErmGroup Altotevere ha trovato anche la capacità di soffrire, come riconosciuto anche da Simone Marzolla: “E’ vero – conferma Favaro – nella fase di ritorno della stagione regolare abbiamo subito qualche critica a causa delle partite che abbiamo perso, anche di fila, ma diciamo che ci è servito. La sconfitta serve sempre, soprattutto a un gruppo come il nostro che ha voglia imparare. E anche le sconfitte ci hanno portato al punto di ora”.
Sul match di andata della semifinale con Belluno (in programma sabato 25 aprile alle ore 18), la sua visione non si discosta da quella dei compagni: “Adesso noi siamo un’altra squadra, come del resto loro, che hanno una rosa di nomi più costruita di noi, fatta di giocatori oramai abituati a disputare i play-off, o comunque con più gare disputate di noi, che di conseguenza siamo meno esperti. Questo può essere tuttavia un punto a favore nostro, che ci permette di giocare più spensierati rispetto a Belluno, che ha l’imposizione di vincere”.
(Fonte comunicato stampa)