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Supercoppa, Verona lotta e Perugia vince: i voti alla finale di Paolo Cozzi

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E’ stata una due giorni di divertimento e spettacolo quella andata in scena a Trieste, con le quattro partecipanti alla Final Four di SuperCoppa che hanno regalato agli appassionati una “maratona” di emozioni.

Se nelle semifinali una “incerottata” Trento e una Lube comunque positiva sono state le “vittime”, la finale si è giocata a viso aperto, con Perugia desiderosa di vendicare la sconfitta patita meno di un mese fa nella semifinale di Coppa Italia contro Verona.

Ed è stata Perugia a tornare sul gradino più alto del podio, anche se per un set e mezzo ha dovuto subire le fiammate di una Verona che in attacco viaggia a ritmo forsennato, con un muro bello compatto e un servizio spesso decisivo. Anello debole dei veneti la ricezione, ma per più di due set ha retto alla grande l’urto umbro.

Di contro Perugia sfoggia un Giannelli tirato a lucido, preciso nelle scelte e abile a smarcare i centrali, che prende per mano i suoi compagni e li guida all’ennesima vittoria. Pochi errori, tanto lavoro oscuro (di quello che piace molto a Lorenzetti) e una capacità di non mollare anche quando gli avversari spingono sull’acceleratore

Ma veniamo alle pagelle, consapevoli di aver assistito a un match divertente e combattuto, che potrebbe anche essere il preludio della finale scudetto di questa stagione…

PERUGIA
Giannelli: voto 8,5
Perugia viaggia a velocità supersonica e il merito è parecchio suo, che gioca bene tatticamente e sfrutta al meglio tutti i suoi attaccanti. Piace molto anche nella gestione dei centrali, portando il giovane Crosato a chiudere il match con 11 punti a referto. Ennesimo trionfo di un ragazzo, ancora una volta eletto MVP della manifestazione, che da sempre si dà del “tu” con la vittoria
Plotnytskyi: voto 8
Periodo di forma straordinario per il mancino di Perugia, lucido in attacco, potente al servizio e ben centrato in ricezione. La dimostrazione che anche senza essere alti due metri e oltre si può essere determinanti in qualsiasi fondamentale.
Semeniuk: voto 7,5
Classe e talento al servizio di Perugia, per un ragazzo che quando gioca incanta per la facilità con cui riesce a fare tutto anche nei momenti più difficili. Attento in attacco e positivo in ricezione, al servizio “firma” scossoni che fanno tremare i polsi alla ricezione scaligera.
Ben Tara: voto 7
Altra prova di qualità per l’oppostone di Perugia che non trema nei momenti difficili e si dimostra una delle scelte principali nel gioco di Giannelli. Manca forse l’acuto al servizio, ma resta comunque decisivo per le sorti della semifinale.
Crosato: voto 7,5
Per essere un debuttante entra alla grande nel match, conquistando il centro della rete in attacco e vincendo la sfida con Cortesia. Bene anche a muro dove trova due block perentori e nella gestione di un paio di situazioni critiche di appoggi/alzate.
Russo: voto 6,5
Il centralone azzurro parte bene in attacco e chiude con un ottimo 5 su 7, invece, manca il guizzo decisivo a muro dove sporca e tocca tanti palloni, ma non trova mai la via per il muro-punto!
Colaci: voto 7
Ennesima ciliegina sulla torta per un ragazzo che alla soglia dei 40 anni continua ad essere un giocatore di riferimento assoluto nella seconda linea perugina. Con lui in Umbria si dormono sonni tranquilli.
Dzavoronok: voto 6,5
Entrare in una finale per battere non è facile, invece, lui lo fa sembrare una “passeggiata” e con un servizio chirurgico fa saltare gli equilibri di ricezione in casa veronese.
Lorenzetti (allenatore): voto 8
Guarda gli ace di Darlan con faccia preoccupata e ammirata, ma ai suoi ragazzi ha insegnato a non mollare e a credere in se stessi, e questa Perugia di fiducia ne ha tanta e nei momenti caldi non sbaglia un colpo.

VERONA
Darlan: voto 8,5
Se Verona avesse vinto il brasiliano sarebbe stato l’MVP della gara per distacco. Prova fenomenale al servizio e in attacco per un giocatore che al primo anno in Italia sta semplicemente strabiliando. Potenza, grinta e tecnica per l’opposto migliore della nostra Superlega.
Christenson: voto 6,5
Verona parte forte, vola in attacco e spaventa Perugia, ma alla lunga con la ricezione che traballa perde il gioco al centro e diventa più scontato. L’asse con Darlan funziona alla grande, mentre non riesce ad accendere capitan Mozic.
Keita: voto 5,5
Colpi di gran classe, ma anche qualche passaggio a vuoto quando Perugia lo inizia a toccare a muro. Anche al servizio forza tanto, ma senza trovare il giusto spunto e sbagliando molto (troppo?). Alla fine tiene bene in ricezione, ma lo scopo di Perugia è proprio quello di togliergli lucidità in attacco e ci riesce benissimo.
Sani: voto 6,5
In attacco offre una solida prova, chiudendo con oltre il 50% di positività. Paga oltremodo, però, in ricezione dove chiude con solo il 5% di ricezioni perfette (e il 9% di palle positive su 22 palloni con un errore).
Mozic:voto 5,5
Non è in condizioni fisiche perfette, e si vede soprattutto in attacco, dove chiude la prova sottotono. A sorpresa va molto meglio in ricezione, dove risulta il migliore dei suoi.
Cortesia: voto 5,5
Giornata “no” per il forte centrale scaligero, che in attacco viene ben controllato e a muro fatica a leggere il gioco veloce e il ritmo impostato da Giannelli.
Vitelli: voto 7,5
Ottimo ingresso per il centrale, che a partire dal secondo set piazza le sue mani a muro con prepotenza e precisione trovando anche continuità in attacco.
Nedelkovic: voto 6
Parte titolare, non demerita, ma non riesce a fermare le folate al centro di Crosato e Russo.
Staforini: voto 6,5
Da secondo libero a Milano a titolare in una finale di Supercoppa poche settimane dopo: il passo è notevole. Ma anche davanti alle folate dei battitori perugini non trema e da garanzie a tutto il reparto.
Soli (allenatore): voto 6,5
Verona arriva da due settimane di problemi fisici e virus, qualche acciacco colpisce Keita e Mozic, e allora senza patemi schiera l’azzurro Sani. Ma il capolavoro più grande lo fa con Darlan… era dai tempi di Gustavo, forse, che un brasiliano non aveva un impatto cosi importante e devastante nel campionato italiano!

Di Paolo Cozzi
(© Riproduzione riservata)

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