Una finale di Coppa Italia a senso unico, con Verona che spinge subito sull’acceleratore e approfitta di una Trento combattiva ma incerottata e stanca per la lunga maratona di sabato contro Piacenza. E cosi, la Verona di Fabio Soli, si issa sul gradino più alto del podio e si prenota per essere la grande protagonista di questo finale di stagione. E l’abbraccio finale del presidente con Darlan, in attesa di capire se andrà in Turchia o meno la prossima stagione, dà la sensazione di uno spogliatoio compatto e motivato per provare a scrivere nuove pagine di storia pallavolistica.
Trento è spuntata, ma non molla mai, ci prova fino all’ultimo e merita di uscire fra gli applausi per quello che ha fatto vedere in questi due giorni.
Si leccano le ferite Piacenza e Perugia, con gli emiliani che in semifinale sprecano una ghiotta occasione e gli umbri che escono a testa bassa dopo aver inseguito invano il gioco di Christenson per tutta la partita.

RANA VERONA: voto 9
Christenson: voto 9 L’arrivo del veterano americano in cabina di regia ha portato più gioco al centro che permette di scaricare un po’ la pressione del muro avversario dagli schiacciatori. Ottimo l’uso della pipe e la gestione di Darlan. Se Verona è cresciuta, molto lo deve a questo ragazzo hawaiano che dà del tu al pallone.
Darlan: voto 8,5 Il dubbio che le voci di mercato potessero distrarlo c’era, invece il braccione brasiliano esplode diagonali strette a ripetizione come se non ci fosse un domani. Onestamente non ricordo un brasiliano così impattante sul risultato al suo primo anno in Italia.
Keita: voto 8 Potenza, fisicità, ma anche una solida prova in ricezione nel giorno della sua consacrazione. Forse a qualcuno non piace il suo atteggiamento guascone, forse regala qualche gratuito di troppo, ma quando carica su quelle gambe è una molla pronta ad esplodere e far male.
Mozic: voto 8 Giocatore molto cambiato con la guida tecnica di Fabio Soli, sbaglia poco e si sacrifica per la squadra da buon capitano rinunciando a qualche pallone in più, ma mettendo in campo il giusto atteggiamento anche in copertura e difesa.
Cortesia: voto 7 Preciso in attacco, attento a muro dove trova si un solo muro punto, ma è bravo a sporcare tanti palloni. Lo abbiamo atteso per anni, nei quali il gioco di Verona non lo ha esaltato, ma ora sembra pronto a prendersi il suo spazio e chissà, forse una maglia azzurra.
Vitelli: voto 6.5 Sotto rete Trento mette tanti centimetri, ma lui resta solido e si toglie anche lo sfizio di un paio di muri davvero ben fatti!
Zingel: voto 7 Due mani granitiche, di quelle che quando arrivano a muro fanno davvero male…. e Trento se ne accorge, specie nei finali di set.
Staforini: voto 8,5 Arrivato in sordina a campionato in corso, puntella la ricezione con grande sicurezza e in generale tutta la seconda linea scaligera. E si toglie lo sfizio di chiudere il match con il 62% di ricezioni positive e il 54% di perfette!! Roba da numeri UNO.

ITAS TRENTINO: voto 7
Sbertoli: voto 6 Gli manca la coppia di schiacciatori titolari, ma lui ci mette l’anima per provare a esaltare i suoi attaccanti e allungare il match. Forse gli manca un po’ la pipe, e a muro regala qualcosa, ma quando c’è da lottare è sempre il primo ad uscire dalla trincea.
Faure: voto 6 È guardato a vista dal muro avversario come fosse il nemico pubblico numero uno, tutti i palloni pesanti passano da lui, che però in cerca di traiettorie fuori dal muro finisce per sbagliare tanto. Resta comunque una solida realtà nel gioco trentino.
Ramon: voto 5,5 In attacco è leggerino, ma in questi mesi da sostituto di Lavia ha fatto vedere di meritare la maglia trentina. Ci prova al servizio, ci prova anche a muro, ma in attacco contro le lunghe leve scaligere fatica tanto.
Bristot: voto 7 Da quarta banda a titolare in una finale di Coppa Italia, il passo è di quelli che farebbero tremare le gambe a molti… Ma lui gioca sereno e fa vedere che sotto la carrozzeria di un ragazzino ruggisce il motore di un grande atleta.
Flavio: voto 5 Partita incolore del brasiliano che a parte una veloce dietro ben schiantata sui tre metri, fatica a leggere il gioco di Christenson e finisce ben presto ai margini del gioco trentino. Rispetto al Flavio della stagione scorsa sicuramente un giocatore meno determinante.
Torwie: voto 7 Bella prova per il lungagnone norvegese, che a parte una battuta troppo fallosa mette in mostra ottimi colpi in attacco e alcune buone intuizioni a muro.
Lavia: voto ‘Ci sei mancato’ Rivederlo in campo in queste Finals è stato bello per tutti, a prescindere dal tifo. Qualche schiacciata nel riscaldamento, qualche giro in ricezione sia sabato che domenica. Temevamo di non vederlo più in questa stagione, e invece eccolo lì. Forza Daniele!
Di Paolo Cozzi
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