Due squadre, due splendide tifoserie, stessi colori, il giallo e il blu, ma una, sola, squadra dominatrice di questa Del Monte Final Four: la Rana Verona. La Coppa Italia 2026 di Superlega ha una nuova regina, iscritta per la prima volta nell’Albo d’Oro alla riga numero 48. Dopo quello rifilato a Perugia, altro 3-0 (21-25, 22-25, 20-25) imposto anche alla scudettata Itas Trentino. Uno scudetto che aveva la firma di Fabio Soli, che ora sul petto, suo e dei veneti, si cuce anche la coccarda tricolore.
IL MATCH IN SINTESI
Nel primo set si rivede la stessa Verona devastante vista sabato contro Perugia: 64% di squadra in attacco, contro il 42% dei dolomitici, e Darlan che chiude con l’80% (4 punti personali). Molto più combattuto il secondo parziale, con continui capovolgimenti di fronte ma situazione prolungata di punto a punto. Keita molto falloso (22%), ma nel finale piazza i due ace decisivi che valgono lo 0-2 dei veneti. Senza storia il terzo set, aperto da un parziale di 1-7 e chiuso con il punteggio di 20-25. Keita chiude da top scorer con 15 punti (44%) conditi da 3 ace, Darlan con 12 (71%), Mozic con 9. Per Trento 13 di Faure e 10 di Ramon.
PRIMO STORICO TITOLO
Per il club veneto, fondato solo nel 2021, si tratta del primo storico titolo, sfiorato già la passata stagione nella finale, la prima giocata in assoluto da Verona, persa al tie-break contro Civitanova.
TRENTO, IL DIGIUNO CONTINUA
Continua invece il digiuno per Trento, che non riesce a cucirsi la coccarda tricolore dal lontano 2013. Anni, quelli, in cui i dolomitici erano riusciti a mettere in bacheca tre Coppe Italia in quattro anni. E dire che dal 2010 ad oggi Trento è stata l’unica formazione sempre presente alle Final Four di Coppa Italia.
UN SUCCESSO CONTRO PRONOSTICO
Un successo contro pronostico, pensate che nel nostro sondaggio la Rana Verona aveva ricevuto il numero più basso di voti, appena il 12.3% delle preferenze. Meno persino di Piacenza (15.1%). Neanche l’Itas Trentino era stata data come la grande favorita, solo il 26.13% contro il 46.46% di Perugia.
LA DECIMA A BOLOGNA È STATA DA RECORD
Nota a margine, dopo la due giorni femminile di Torino anche questa Final Four di Superlega ha fatto registrare un doppio sol-out da oltre 18mila spettatori all’Unipol Arena di Bologna, teatro della manifestazione per l’ottava volta, mentre delle ultime 13 edizione sale a 10 il numero di quelle ospitate dal capoluogo emiliano.

STARTING PLAYERS
Mendez si affida alle diagonali Sbertoli-Faure e Ramon-Bristot, coppia centrale formata da Flavio e Torwie, Laurenzano libero. Soli risponde con Christenson-Darlan e Keita-Mozic, al centro Cortesia e Vitelli, Staforini libero.
PRIMO SET
Pronti via, Verona prova subito a spaccare il set con un parziale di 4 a 0. La reazione di Trento non si fa attendere (4-6), ma quella dei veneti è una dichiarazione di guerra (4-10, 10-16). Da rivedere l’azione del 18-14 chiusa da Bristot a porta vuota ma dopo una difesa d’istinto clamorosa di Staforini e un’altra in tuffo ‘alla Buffon’ di Mozic. L’Itas risale anche al -3 costringendo Soli a chiamare timeout. La forbice si restringe ancora (18-19), merito dei trentini che dimostrano maggiore attitudine a partite da titolo, ma gli scaligeri sono un osso durissimo. Sul 19-21 dentro Lavia in ricezione in posto 6, ma Flavio colpisce male e tira dritto per dritto. Ramon spara in rete dai nove metri spianando la strada alla Rana (20-23). A segno Keita, a segno Bristot, a segno Cortesia, il primo set se lo prende la squadra di Soli (21-25).
SECONDO SET
Alla ripresa del gioco Trento trova il suo primo vantaggio della serata con un ace di Ramon con l’aiuto del nastro (2-1), poi trova anche il break su errore di Keita. Il maligno questa sera fatica a trovare continuità in attacco, dopo un altro errore che ferma il punteggio sul 6-3 Soli ferma il gioco per catechizzare i suoi. Keita spara out anche in battuta, se lui non si accende a Verona potrebbe essere un problema. In questo momento, però, Darlan e Mozic bastano e avanzano, parità agli 8 e contro sorpasso sul 9-10. Keita si sblocca con un pallonetto al miele, ma dai nove metri i veneti oggi non riescono a incidere come fatto in semifinale. Il gigante Torwie piazza due muri granitici che rispingono avanti Trento (12-11, 15-13), ma gli errori di Faure e Ramon spostano ancora l’ago della bilancia: 16-17 e timeout di Mendez. Squadre di nuovo spalla a spalla ai 19, l’ace di Ramon sposta ancora l’inerzia dalla parte dell’Itas (20-19), quello di Keita ha l’effetto opposto (22-23). Che partita! Bristot cerca ma non trova il tocco a muro, Keita spara un altro ace e si gira campo con Verona avanti due set a zero.
TERZO SET
Si riparte come nel primo set, con una accelerata bruciante di Verona allo start: 1-7. Soli ritrova anche i punti di Keita e i muri di Vitelli, dall’altra parte le braccia si irrigidiscono e i colpi non trovano il campo (6-13). Altro ace di Keita, punteggio di 11-20. Trento colpita e affondata? Non proprio (18-21), ma Verona questa coppa la vuole semplicemente di più e se la va a prendere al grido di ‘Mai Molar’! Per il dietro le quinte di questo capolavoro assoluto non ci resta che aspettare la seconda stagione del docu-reality.
Itas Trentino 0
Rana Verona 3
(21-25, 22-25, 20-25)
Itas Trentino: Sbertoli 0, Ramon 10, Resende Gualberto 3, Faure 13, Bristot 8, Torwie 8, Sandu (L), Pesaresi 0, Garcia Fernandez 0, Laurenzano (L), Lavia 0. N.E. Boschini, Bartha, Acquarone. All. Mendez.
Rana Verona: Christenson 1, Mozic 9, Vitelli 4, Ferreira Souza 12, Keita 15, Cortesia 5, D’Amico (L), Zingel 3, Planinsic 0, Staforini (L), Glatz 0. N.E. Sani, Bonisoli, Nedeljkovic. All. Soli.
ARBITRI: Zanussi, Lot, Vagni.
NOTE – durata set: 27′, 29′, 26′; tot: 82′.
Di Giuliano Bindoni
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